venerdì 21 aprile 2017

|#backtoseries chapter 13|
Tutto ciò che penso di Thirteen Reasons Why

Thirteen Reasons Why è la serie del momento, letteralmente quella di cui tutti parlano, la più twittata fra le serie Netflix e io quando una serie piace su Twitter dovrei già sapere che a me in qualche modo farà storcere il naso, vedi Fargo (che sono fermo alla settima puntata della prima stagione) o Black Mirror (con cui credo proseguirò con la terza stagione quando non avrò nulla di meglio da fare).
Eppure non imparo e mi impelago in cose da cui non so come uscire, per cui ho deciso di raccontarvi le mie impressioni da spettatore emotivo che magari si accosta ad un telefilm perché ci vede del potenziale e la guarda immergendosi più o meno in base a ciò che vede. 
Ad avermi attirato infatti non è stato solo il gran parlare ma anche la storia, che mi sembrava molto interessante e assolutamente attuale. Il problema è che quello che funziona sulla carta, non è certo funzioni nella pratica e a mio avviso in Tredici ci sono tante cose che non funzionano.

13 reasons why locandina 13 serie tv netflix

Ora, se avete intenzione di iniziare a vedere la serie o siete a metà e non volete sapere assolutamente nulla della serie, potete fermarvi anche qui perché, nonostante siano mie impressioni generali prive di spoiler e di racconti dettagliati sulle vicende, ovviamente nomino alcune cose che possono darvi informazioni su quello che accadrà.

Come suggerisce il titolo, Thirteen Reasons Why racconta le ragioni per cui Hannah Baker, una ragazza di 17 anni, ha deciso di togliersi la vita. A raccontare queste ragioni è la stessa Hannah tramite delle cassette su cui incide queste ragioni, ma non voglio aggiungere altro per quanto riguarda la storia e voglio zompare subito a quelle che sono state le mie impressioni.


Tredici è una serie che secondo me riesce a prenderti perché, a meno che non abbiate letto il libro da cui è tratto, sei incuriosito dal capire come va a finire tutto quel casino.
Io ho fatto binge watching proprio per arrivare al punto della storia, per capire quale messaggio volesse lasciare. Tuttavia non è stato un binge watching semplice perché come dicevo tante cose non mi sono piaciute e secondo me non funzionano. 
La prima cosa che non funziona è la narrazione, che ho trovato inutilmente prolissa solo per dovere di copione AKA arrivare a 13 puntate. Più e più volte mi sono fermato, ho sbadigliato e ho proseguito dopo una pausa.
Ci sono un paio di puntate, fra la sei e la sette che secondo me sono totalmente inutili.
Tra l'altro, per quanto riguarda gli elementi base della storia, sono tutti quei pezzi che abbiamo già visto e rivisto: bulletti a scuola, pettegolezzi, dicerie e cattiverie di ogni tipo. I soliti stereotipi, dagli sportivi, alle cheerleader, agli sfigati e via dicendo che esistono dai tempi di Happy Days.
Non che questo sia un mio modo per giustificare o prendere sotto gamba questi comportamenti, che sono storia di tutti i giorni anche nella realtà, ma nell'economia della storia non dà nulla di nuovo rispetto ad altri prodotti.
Diretta conseguenza di questi stiramenti narrativi sono dei passaggi che mi hanno lasciato perplesso e che sono secondo me grosse forzature.
Ad esempio trovo un po' inverosimile che nessuno, a parte i diretti interessati, sappia delle cassette che raccontano la storia di Hannah. Esistono persino duplicati e se ci sono pettegolezzi che fanno il giro della scuola in un secondo, questo in particolare ci mette secoli.


"La gente inizia a parlare" solo alla sesta puntata, a detta dei personaggi stessi.
Ma ho notato anche lacune molto banali in cui vedi la mano dello sceneggiatore (in questo caso scrittore, visto che è tratto da un libro) che tenta di aggiungere cose al limite dell'irrealtà per calcare la mano e creare questo turbinio che finisce nel marcio.
Vi faccio alcuni esempi senza andare nello specifico del chi e del come se non avete visto la serie.
Se ti incolpano di far uso di droga ma non è vero, tu cosa fai? Chiedi di fare un test antidroghe per salvare la tua reputazione anche agli occhi dei tuoi genitori.
In Tredici però no, non funziona così. E i tuoi genitori se ne fregano se usi marijuana.
Oppure, se una tua amica viene aggredita, qualsiasi tipo di aggressione sia, e tu assisti alla scena, non solo cerchi di aiutare la tua amica fermando l'aggressore, anche se sei senza forze, ma chiami qualcuno ad aiutarti e sono subito


In Tredici no, non funziona così, come qualsiasi essere umano. 
Peccato però che la stessa persona senza forze che ha appena assistito alla scena di "aggressione", poi si preoccupi per un cartello stradale abbattuto. 
Ecco una diapositiva della vicenda:



Vogliamo parlare del cartello stradale di legno. Nel 2017 nemmeno in un paesino sperduto di montagna lo trovi più.
E sapete che cosa succede due secondi dopo che quel cartello viene abbattuto? Un incidente mortale!
Peccato però che in quella strada, inquadrata più volte, non passi nemmeno un gatto mezzo cieco.
Ovviamente sono solo esempi per dirvi come lo sviluppo della storia mi ha portato a scollegarmi dal coinvolgimento, come spesso mi accade quando vedo tante piccole assurdità che hanno solo lo scopo di aggiungere drammi, ma che potevano essere gestite diversamente .

Altro elemento che mi ha portato a scollarmi dalla storia sono stati i personaggi. Abbiamo a che fare con una corale in cui ogni ragazzo ha un suo tassello, una sua storia più o meno approfondita, ma come vi dicevo la caratterizzazione dei personaggi è molto banale e già nota, ma devo sottolineare che gli attori sono molto bravi nell'interpretare dei ragazzi giovani ma con un vissuto già segnato e non facile. Ottima anche Kate Walsh nei panni della madre di Hannah.
Tuttavia certi dei protagonisti sono stati in grado di darmi sui nervi.
Sicuramente quello che ha smosso in me più tic nervosi è stato Clay Jensen.


Lui è la forzatura (e la stupidità) fatta personaggio.
Volete un esempio? Quando le cassette con le ragioni di Hannah arrivano a lui, non le ascolta tutte in una volta (cosa che invece accede giustamente nel libro) per capire cosa sia successo a quella persona a cui dice di tenere, ma se ne va in giro a chiedere agli altri cosa sanno e cosa raccontano le cassette. E indovinate cosa gli rispondono?
"Non posso dirtelo, gne gne, devi ascoltare le cassette gne gne".
Giustamente, a domanda cretina, risposta cretina.
Se nella realtà chiunque vorrebbe sapere se e perché si trova nei racconti di una ragazza che si è suicidata, in Tredici, o meglio nella testa di Clay Jensen, è più pesante ascoltare il racconto di Hannah piuttosto che capire i motivi della ragazza.
Ma la stessa protagonista fantasma è, se vogliamo, anche peggio rispetto al ragazzo. Hannah è la contraddizione fatta persona.
Un personaggio che anche nell'ottica della difficoltà adolescenziale, mi è risultato difficile da capire. La ragazza infatti passa dall'essere aperta e diretta, anche con persone che conosce appena, all'insultare gli altri solo perché non la capiscono nei momenti in cui diventa ermetica come un Tupperware.



Me lo ricordo ancora com'è essere adolescenti (non è passato poi tanto tempo oh!), com'è quando ti affacci sul mondo e devi scoprire praticamente tutto della vita e ti ci lanci a capofitto, o, di contro, ti chiudi perché tutto ti sembra gigante ed insormontabile. Quando credi di conoscere tutto il mondo, ma l'unico mondo che conosci è quello fuori dalla tua cameretta.
Hannah però è una che non impara, semplicemente sbatte contro tutti i muri possibili. Ci va dritta di testa non appena può.
Se magari a scuola facevi qualcosa di sbagliato, per un po' te ne stavi sulle tue, lontano quanto più possibile dai guai, dalle persone che anche solo involontariamente ti avevano ferito, soprattutto se non avevi il carattere di affrontare tutto. Lei invece no, insiste proprio più che può e se non si sente dire ciò che vuole, come vi dicevo, dà di matto.
Hannah non è convinta che il mondo sia quello due passi fuori dalla sua cameretta, Hannah è convinta che il mondo sia lei.
È vero che da adolescenti ci si sente tutti speciali ed unici, e lo siamo, ma lei esagera. Vi faccio uno dei tanti esempi possibili: un ragazzo le racconta i sentimenti che prova per lei, ma lei piuttosto di aprirsi a sua volta o magari spiegargli che non è il caso, lo insulta; gli dà dell'idiota davanti a mezza scuola, con la ovvia reazione del ragazzo che la manda a cagare. 
Sapete che fa Hannah? 
Dice che lui l'ha insultata. 
Ma tutto a posto? [cit]


Una costante ricerca delle conferme altrui al limite del patologico. Ma in tutto questo lei la colpa la dà solo agli altri. Di sé dice che fa degli errori, ma tesoro, peccare è umano, perseverare è diabolico.
Altra caratteristica di Hannah è sicuramente la sua ingenuità disarmante, che oggi non hanno nemmeno gli undicenni. Ma allo stesso tempo, mentre finisce in un turbinio sempre più cupo, è pronta a scagliarsi contro chiunque tenti di aiutarla. Per questo mi è diventato difficile non solo immedesimarmi ma anche empatizzare con Hannah.
Queste sono state le mie sensazioni dopo aver visto la serie, ma ci sarebbe tanto altro da dire perché sicuramente Thirteen Reasons Why ha del potenziale e tanti spunti interessanti.
È drammatico pensare che nella realtà queste situazioni accadono davvero ed è difficile giudicare quello che può passare nella mente di un ragazzo, credo che l'intento dei creatori di Thirteen Reasons Why sia stato quello di non creare buoni o cattivi, vincitori e vinti, ma mettere in scena l'umana contraddittorietà e di lanciare il messaggio che dobbiamo essere più gentili verso gli altri, ma anche essere più aperti altrimenti gli altri non possono capirci ed aiutarci.
Mi sarebbe però piaciuto che il messaggio sensibilizzante passasse attraverso un personaggio meno vittima di sé stessa e una storia che risulta drammatica solo a raccontarla nella sua cruda verità e anche senza mettere di mezzo assurdità a catena.
La storia sembra predisposta ad una seconda stagione che spero si svincoli dalle dinamiche del cercare di raggranellare lacrime dall'esagerazione, ma punti alla linearità delle emozioni.
A voi cosa ve ne è parso?





Ps: il caso ha voluto che questo capitolo di #backtoseries fosse il tredicesimo. Ed oggi è pure venerdì.
Sei tu, Hannah?




31 commenti:

  1. Come tanti, anche io ai tempi delle medie-liceo ho subito episodi di bullismo. Purtroppo queste cose nella mia classe soprattutto alle medie erano all'ordine del giorno, nel senso che c'era un gruppetto di tre persone che si accaniva a turno su qualcuno, sarà per questo motivo che non sono mai stata particolarmente traumatizzata da tutto questo però ammetto che è uno dei motivi per cui mi piacerebbe guardare la serie. Ho sentito dire da diverse persone che il modo in cui Hannah si rapporta A TUTTI è sbagliato e surreale e anche i comportamenti di Clay sono risibili, secondo me chiedeva agli altri delle cassette perché non aveva sbatti di guardarle lui :D comunque insomma mi hai fatto venire una certa curiosità, se riesco almeno il pilot vorrei guardarlo!

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    1. Da quel che ho capito leggendo un po' in giro, ognuno ha una sua interpretazione della storia quindi tocca guardarlo se ti incuriosisce XD

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  2. ciao Pier, come sempre i tuoi post sulle serie o sul cinema riescono a strapparmi sempre un sorriso, ma andiamo al punto della questione. Io sono una mamma di una ragazza di quindici anni, e visto gli argomenti trattati ho deciso di guardare la serie insieme, in modo da avere sempre nuovi spunti per discutere sull'argomento. Ebbene, prima di tutto come madre avrei detto ad Hannah: "Ma vaffan... e che cacchio lasci 13 cassette a perfetti sconosciuti e a noi solo una scena straziante e traumatica che manco con un esorcismo un genitore potrebbe togliersela dalla testa??!!". Secondo, anche se sono d'accordo con te sulla personalità inesistente della ragazza, è proprio questo il punto dolente della storia, cioè se sta benedetta ragazza avesse avuto le palle di reagire ad agni singola situazione, se fosse stata forte e impavida, allora non si sarebbe suicidata e tutta la storia non avrebbe avuto senso. Io capisco che ci sono tanti modi e punti di vista per narrare una storia, ma quella scelta dall'autore è secondo me quella emotivamente più forte e incisiva, ci sbatte in faccia la dura realtà dei fatti, perché ragazzi deboli e fragili come Hannah ce ne sono davvero tanti al mondo, e situazioni del genere si verificano purtroppo ancora troppo spesso! La scena del suicidio è straziante, lì il messaggio della serie è forte e chiaro, come pure l'incontro di Hannah con il ragazzo della biblioteca prima dell'atto finale: lei lo vede, lo sente, ma non ascolta, perché ormai è completamente sopraffatta da un unico pensiero, e cioè la morte. Ma lo spettatore vede e sente tutto con un'ottica diversa, e per me il messaggio di speranza che l'autore vuole dare ai ragazzi arriva, altrochè. Hai visto anche lo special con la produttrice Selena Gomez e gli specialisti del settore? Io l'ho trovato interessante, ogni mio dubbio e perplessità su alcune scene, che poi sono anche le tue, vengono spiegate e chiarite molto bene. Spero vivamente nella seconda serie, solo per il piacere di vedere quel coglione sbattuto dietro le sbarre! ti saluto e scusa per questo lungo commento! ciaoo Alice.

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    1. Ciao Alice, intanto non preoccuparti per il messaggio lungo perché mi piace quando articolate la vostra opinione e potermici confrontare.
      Sono d'accordo quando dici che ci sono tanti ragazzi con le stesse debolezze di Hannah, che non sono in grado di fronteggiare tutto o comunque di reagire, ma come dicevo mi pare che la stessa Hannah voglia cacciarsi "nei guai". E lei non ascolta mai, quando Clay tenta di aprirsi, lei sente quello che le dice, ma va oltre, idem con Zach. Pensa solo a se stessa a non sentirsi dire le cose esattamente come vuole. Un altro esempio è quello che mi pare nomini, se non ho capito male intendi quando va dal professore a parlare, da un lato è vero che il professore si mostra poco deciso, ma la prima a non sapere nemmeno cosa fare è lei. Alla fine della fiera comunque sì il messaggio arriva, in un modo o nell'altro, spero che serva a spingere i ragazzi ad aprirsi. Non ho visto lo special di cui parli, magari lo recupero, però preferisco non avere influenze prima della visione :)

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  3. Come sempre mi dai grandi soddisfazioni con questi post, mi piace come analizzi con minuzia i tanti aspetti anche se a volte abbiamo opinioni diverse (vedi billions ahahah)
    Non ho visto questa serie per una ragione che conosci bene e cioè ho letto il libro diversi anni fa quando uscii, quindi non mi ha suscitato grande curiosità e una seconda ragione è che quando si parla tanto (anche troppo) di una cosa in automatico già mi viene a noia.
    Poi dovessi nei prossimi mesi cambiare idea, sarai come sempre il primo a saperlo :D

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    1. Allora aspetto che cambi idea per sapere che te ne pare :D

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  4. Ad esser sincera non ho ancora visto la serie ma ho letto molto a riguardo (ok, in pratica ho letto il riassunto su Wikipedia) e m'ha lasciata un poco perplessa.
    Gli argomenti trattati sono sicuramente forti e il messaggio che si vuole trasmettere è chiaro sì, ma ho paura che questo telefilm diventi un'arma a doppio taglio.
    Ovvero ho paura che gesti così eclatanti vengano visti come l'unico modo per "riemergere" dalla fanghiglia del bullismo, prima ancora di reagire o trovare chi ci aiuta a reagire.
    Ovviamente il mio è solo un punto di vista di chi non ha ancora visto questo telefilm, quindi non è detto che non possa ricredermi guardandolo :D

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    1. L'ho pensato anche io sai? Non so se in qualche modo possa suggerire ai giovani che per emergere, per punire chi gli ha fatto del male devono fare un gesto simile affinché gli altri li notino. Dall'altro lato però non ho notato una qualche esaltazione (se di esaltazione si può parlare, al momento non mi vengono altri termini) del gesto di Hannah. Anzi secondo me serpeggia un po' il messaggio che ha fatto una cosa che avrebbe fatto comunque perché LEI era predisposta a farlo.

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    2. insomma, questo telefilm si presta a troppe chiavi di lettura :/ E forse non è un bene per lui!

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    3. Sì, molte chiavi. Qualche messaggio su mi hanno scritto che i creatori hanno spiegato alcune scene, questo mi fa capire che c'erano dei dubbi diciamo oggettivi. Però dovresti vederla perché secondo me ti fai una idea diversa anche tu.

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  5. Io ho visto la serie e sono d'accordo con te sul fatto che non riesco ad empatizzare con Hannah. Trovo assurdo che incolpi Clay senza spiegargli veramente cosa l'abbia bloccata quella sera; trovo assurdo che si lasci fare determinate cose senza reagire e trovo assurdo come si cacci, quasi apposta, in certe situazioni... (vedi la vasca idromassaggio sul finire della serie). Allo stesso modo penso che non si può giudicare. Insomma è una serie per la quale nutro un atteggiamento un po' contraddittorio e confuso, non so neanch'io cosa pensare, se non che il messaggio di fondo, urlato forte e chiaro, sia sacrosanto: il bullismo uccide.

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    1. Non voglio fare troppo spoiler per chi passa e legge ma dico solo che a volte la non reazione ci può stare, diciamo quando sei allo stremo della tua forza, anche psicologica. Il problema secondo me è quello che accade prima.
      Il bullismo purtroppo, ancora, uccide.

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  6. Ho letto ore fa questo articolo, riesco a commentare solo adesso.
    Uno che ne parla... tiepidamente, finalmente.
    Beh, i difetti che citi, per me sono cose davvero gravi. Quando vedo che nessuno fa la cosa più logica e razionale, mi viene il nervoso. Specie se è un'opera che vuol essere seria e trattare di cose serie!

    Moz-

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    1. Devo dire che di commenti tiepidi o comunque di perplessità ne ho viste in giro proprio perché secondo me è un prodotto con tante chiavi di lettura.
      Il fatto è che, come dici tu, se si parla di argomenti seri è giusto seguire una logica.

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  7. Ho visto solo il promo ma non mi ha incuriosito più di tanto, magari provo a guardarne un episodio e vedo com'è :)

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  8. Io mi ingurgito solo di Elementary e Saving Hope per ora. E mi bastano. Posso dirti che di serie ce ne sono a bizzeffe ormai, ma spesso trovi incongruenze e fasullerie come se piovesse, che se poco poco sei vagamente esigente in fatto di incoerenze ed illogicità...nel panorama offerto finisce davvero per salvarsi ben poca roba... ;)

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    1. Purtroppo è così, ma come diceva Moz, quando si tratta di argomenti molto seri e delicati, sarebbe il caso di prestare molta attenzione a certe cose.

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  9. Pier per un attimo hai rischiato la vita xD Perché io ho iniziato a guardarla qualche giorno fa su consiglio di mio cognato (non ne avevo assolutamente sentito parlare altrimenti, essendo fuori dal mondo social xD) e mi mancano gli ultimi due episodi, quindi non sarebbe stato possibile uno spoiler xD
    Non ho potuto leggere per ora il tuo post per intero, ovviamente, ma posso dirti che per ora ha la sufficienza.
    Come dici tu, sulla carta rende benissimo, però passata l'enfasi di sapere almeno le prime cose della storia un pochino si perde l'entusiasmo. Sono curiosa di sapere come finisce, cioè di sapere proprio la protagonista come concluderà. Quindi vediamo e speriamo non sia deludente :-D

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    1. Che schifo, lo sospettavo che sarebbe andata così: un maledetto finale che non finisce.

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    2. Dai eri stata avvisata, non ho colpe 😄
      Però Sì finale aperto penso nella speranza che avesse successo e potesse continuare.

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  10. Ancora non l'ho vista, ma in genere anche io non vado d'accordo con le serie che tutti amano! Proverò a vedere la prima puntata per curiosità!

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  11. Io non sono amante delle serie tv, lo sai. Sono una di quelle persone che riescono ad avere un'attenzione molto limitata nel tempo e che dunque preferiscono un film di massimo due ore o un libro, piuttosto che una storia a puntate.
    Eppure questa serie mi pare basata su situazioni che fanno parte della vita di molti e chissà, forse potrebbe piacere anche a me.
    Baci e buon lunedì.

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    1. Essendo una miniserie di 13 puntate comunque riusciresti a finirla in breve, un paio di puntate per volta sono più o meno 2 ore :)

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  12. io non ho netflix, per mia colpa mia colpa mia grandissima colpa... e tutte ste cose qui me le sto perdendo...
    uffa però!

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  13. A me è piaciuta molto questa serie, eppure ho notato che tante persone si sono annoiate guardandola.
    Per me lancia un messaggio fortissimo e quindi ne ho consigliato la visione A TUTTI.
    Sarà che io sono spesso a contatto con adolescenti, sarà che io ho conosciuto persone che sono arrivate a tagliarsi le vene, ma, ecco, mi ha toccata profondamente.

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    1. Il fatto che annoi però non è, almeno nel mio caso, per il messaggio che manda ma per lo sviluppo e il mezzo con cui viene diffuso il messaggio.

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  14. Ho visto la serie in un lampo e su molte cose concordo con te. Adoro gli attori principali, davvero molto bravi e spntanei, secondo me, ma, come te, sono molto perplessa per la storia del cartello e, ancora più di tutto, su quello che accade nell'ultima puntata (no spoiler, ma per capirci: piscinetta di Bryce). Come dici tu...ma come ti viene in mente di andare lì? Dopo tutto quello che sai? Ecco, non saprei, non mi convince.
    Detto ciò, credo che il mondo sia un groviglio di gente irrazionale che vive in maniera del tutto irrazionale e, lavorando a scuola, credo che molte delle dinamiche siano anche veritiere e verosimili. Quindi forse sì, la farei vedere ai miei ragazzi, proprio per mostrare le contraddizioni che hai trovato tu e che, purtroppo, spesso fanno parte della testa degli adolescenti, spiegando come l'irascibilità, i pettegolezzi, le cose non dette e il sentirsi un bersaglio ambulante spesso siano più nostre costruzioni che altro.
    Un abbraccio!

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    1. Mi fa piacere leggere il feedback di chi ha a che fare con i ragazzi di oggi perché secondo me è quello più reale. Secondo me come dici tu, farlo vedere e commentarlo criticamente può essere molto educativo, anche per capire meglio come ragionano questi ragazzi.
      un abbraccio!

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