sabato 17 febbraio 2018

|#backtoseries chapter 24|
La mia classifica delle migliori e peggiori serie tv degli ultimi mesi


È arrivato il momento che più temevo, ovvero la mega classifica delle serie tv che ho visto negli ultimi mesi.
Ultimamente avrete forse notato che ho iniziato a parlare di serie tv man mano che termino di vederle, anche perché molte di queste non superano la decina di puntate quindi è più semplice. Ma oltre a queste, c'è tutta una lunga lista di telefilm di cui volevo lasciarvi le mie opinioni e per questo è arrivato il momento di fare un resoconto generale che può essere interessante per voi, ma che per me è utile a raccogliere le idee.
Non tutte queste serie tv sono terminate, anche se in certi casi, seguendole in lingua originale, sono più avanti rispetto la programmazione italiana. 

⭐⭐⭐⭐🌠

Quattro stelle e mezzo a The Crown, perché lo sai The Crown che ti adoro, e molti penseranno sia troppo azzeccoso non dando quella mezza stellina che manca, ma tutta quella pappardella sulla principessa Margaret alla "voglio una vita spericolata" non mi è andata giù, ha rallentato il ritmo, ha creato una bolla nella storia che un pochino mi ha annoiato.


Genere: storico, drammatico, biografico 
Stagione: 2 stagione / 10 episodi / 50-60 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 8 dicembre 2017
Canale: Netflix

Un pochino eh, ma è un bel voto eh, mica cotiche. Anzi è l'unica serie tv fra quelle che seguo che al momento si becca un posto così alto in classifica. 
The Crown si conferma uno spettacolo così potente, così curato, così anche attuale per certi versi, che riesce sempre a coinvolgermi, che si fa attendere, che mi spinge al binge watching, che mi fa sperare ci sia qualche episodio in più nascosto da qualche parte. Non mi voglio soffermare troppo o si fa tardi, se volete conoscere tutte le mie impressioni più approfondite potete cliccare qui

The crown seconda stagione recensione

Aspetto la terza stagione con paura per questo cambio di attori, rispettivamente Olivia Colman nel ruolo di Elisabetta, Paul Bettany nel ruolo del principe Filippo, e Helena Bonham-Carter che interpreterà la principessa Margaret; è vero che saranno certamente all'altezza per quanto riguarda il talento, ma l'impatto del cambio volto può risultare un po' forte, no?
In ogni caso pare che la terza stagione di The Crown non parlerà di Diana Spencer, nonostante vada a coprire l'arco di tempo fra tra il 1971 e il 1979, quindi quando Carlo conoscerà appunto Diana. Giustamente si tengono la parte più cicciosa per un'altra stagione. Vedremo.


⭐⭐⭐⭐

Quattro stelle senza pensarci troppo vanno a The End of the F***ing World, miniserie di otto puntate spuntata su Netflix ad inizio Gennaio 2018. Non ve ne ho parlato, ma chi l'ha vista può immaginare come mai queste stelline. 

The End of the F***ing World

Genere: dramedy
Stagione: 1 stagione / 8 episodi / 20 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 5 gennaio 2018
Canale: Netflix

Raccontarvi la trama sarebbe riduttivo e forse non riuscirei nemmeno a farlo al meglio. Vi ricordate com'è essere adolescenti (se non lo siete ancora)? 
Com'è quella voglia di scappare, di trasgredire, di mandare tutto a quel paese, di vivere a mille, di fare quelle pazzie che dopo averle fatte ti rendi conto che erano fighe solo nella tua mente?
Ecco, The End of the F***ing World racconta questa visione dell'adolescenza e lo fa tramite due ragazzi, James ed Alyssa che portano quel sentire all'estremo. Un po' perché vivono in un mondo che effettivamente a stento si accorge di loro, di come stanno, di quali sono i loro problemi o le loro necessità, un po' perché nella loro mente hanno una visione contorta di loro stessi. James ed Alyssa iniziano una sorta di fuga da quel mondo e durante questo loro viaggio scopriranno molte più cose di loro stessi, matureranno anche soprattutto tramite i loro errori. Torneranno a galla lungo il percorso tutti i traumi, le paure, i sentimenti che sono cresciuti con loro. Ed impareranno che la vita fuori dal cancello di casa non si risolve con la faccia tosta, ma ti fa pagare le conseguenze delle tue azioni, oltre a schiaffeggiarti con le sue brutture. 

The End of the F***ing World

The End of the F***ing World non è LA serie tv per eccellenza per me, non è che se non vi attira o non l'avete vista vi siete persi qualcosa di unico, eppure una volta entrati nell'ottica nella storia, che anche nelle situazioni più crude, violente o drammatiche riesce quasi a far sorridere lo spettatore, a fornirgli un punto di vista più o meno assurdo, ad allentare la tensione, si finisce assorbiti da questa serie.
Un racconto sull'adolescenza senza perbenismi, originale, sopra le righe, senza l'intento di educare, anzi, avventuroso se vogliamo, divertente ma riflessivo allo stesso tempo, a volte assurdo e poco realistico ma comunque con quella costante inquietudine che caratterizza un po' tutto a quell'età, con quelle domande che dovrebbero essere tali, e invece nella mente dei ragazzi sono retoriche e quasi mai dalla testa passano alla bocca, con quella impulsività. Questo è stato per me The End of the F***ing World, che consiglio di vedere un po' a tutti: si digerisce facilmente vista la breve durata, i giovani attori, Alex Lawther e Jessica Barden, sono bravissimi nel seguire quel taglio fumettistico da cui è ispirata la serie, e in generale le scelte di stile e di regia si fanno apprezzare. 
Si parla di una seconda stagione, e un po' di paura che lo snaturino ce l'ho, ma vedremo che tirano fuori. 


So che chi la conosce può pensare io sia rincoglionito ma do ancora quattro stelle a Younger. Già alle prime due stagioni (di cui ho parlato qui) avevo dato un voto alto, e per me è una riconferma.
Esatto, una serie tv con Hilary Duff si becca un bel voto nella mia classifica, perché Younger è la serie tv che voglio vedere. Ho mangiato in un boccone sia la terza stagione, appena andata in onda in Italia su  Fox Life, sia la quarta stagione che ho seguito in lingua originale, ma che in Italia inizierà il 27 Febbraio. E non vedo l'ora inizi il quinto ciclo di episodi.




Genere: commedia
Stagione: 4 stagione / 12 episodi / 22 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 27 Febbraio 2018
Canale: Fox Life

L'unico modo per definire Younger è dirvi che si tratta quasi di una sit-com ma senza le risate preregistrate di sottofondo per il semplice fatto che non vuole far ridere, ma al massimo sorridere raccontando le vicende di Liza, una quarantenne che, a seguito di un divorzio, decide di riprendere in mano la sua carriera, ma per farlo deve mentire: si spaccia così per una 26 enne e riesce a farsi assumere in una casa editrice.
Le prime due stagioni erano più incentrate su appunto Liza, sulla sua vita e sui tentativi di mantenere il segreto, ma poi è scoppiata una bolla. La terza stagione ha assunto dei toni più corali e anche gli altri personaggi si son trovati alle prese con le loro vicissitudini.
Younger è la serie di compagnia per eccellenza per me, che un po' tutti possono avere piacere di vedere (soprattutto se amavate Sex and the City o comunque tutte quelle serie un po' girly), se cercate qualcosa di semplice da seguire per staccare la spina. Non ci sono struggimenti, non ci sono troppi drammi, non c'è nemmeno dall'altro lato troppa idiozia, perché è comunque una storia verosimile, e con qualche colpo di scena effettivamente sorprendente.
La quinta stagione di Younger dovrebbe arrivare intorno a Giugno/Settembre di quest'anno, e sinceramente non vedo l'ora. 

Quattro stelle vanno per me anche a Dark, altra serie tv che a cavallo fra il 2017 e il 2018 ha saputo attirare l'attenzione. Se volete approfondire le mie opinioni, trovate un lungo articolo qui, ma in linea generale, seppur non la consideri un must watch universale, è una serie tv ben costruita, e chi ama il fantascientifico dai toni cupi e thriller può apprezzarla sicuramente. 


⭐⭐⭐🌠

Tre stelle e mezza le assegno a ben tre serie tv diverse. La prima l'ho già nominata in un post specifico, e mi riferisco ad Alias Grace, miniserie in costume sempre targata Netflix che fa riferimento ad un caso giudiziario realmente accaduto.

alias grace recensione

L'altra Grace ha dalla sua più di qualche aspetto positivo: la bella ricostruzione storica, l'inquietante tensione che scatena puntata dopo puntata, la recitazione perfetta degli attori. Mi aspettavo di più a livello emotivo, un maggiore coinvolgimento che non fosse solo l'ansia per ciò che potrebbe accadere, ed è questa la ragione per cui do tre stelle e mezzo, ma secondo me se amate le serie in costume, i thriller, la tensione psicologica più che data dall'azione, non potete perderla.

E confermo tre stelle e mezza per Victoria che con questa seconda stagione secondo me ha imbroccato la strada giusta per crescere come serie tv.


Genere: storico, drammatico
Stagione: 2 stagione / 8 +1 episodi / 46-69 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 29 dicembre 2017
Canale: La EFFE

Questa stagione vede una Vittoria più matura che deve destreggiarsi con situazioni pubbliche e private non da poco: dalla carestia in Irlanda, ai rapporti con la Francia e Spagna, fino alla depressione post parto e all'addio con la sua amatissima governante di sempre Lehzen. E io mi sono sinceramente emozionato più di una volta a seguire non solo le vicende della regina Victoria, ma anche di tutta la corte, che in questa seconda stagione si anima e finalmente ha una parte più attiva. 
Tanti momenti come vi dicevo di commozione, e che sanno attirare l'attenzione sia di chi ama la storia, di chi apprezza in genere le serie in costume inglesi, con quel ritmo costante che poche volte mette il piede sull'acceleratore e cambia marcia; ma ci sono stati altri momenti che mi hanno lasciato un pelo perplesso, come ad esempio la questione legata al padre del marito di Victoria, il principe Alberto, che sembra non fosse realmente figlio di Ernesto I di Sassonia. 


Si paventa l'idea o meglio il pettegolezzo che Alberto fosse in realtà figlio dello zio Leopoldo, ma questa pare sia solo appunto un pettegolezzo che alcuni storici hanno ritirato fuori (qui per approfondire) ma che non è supportato da fatti concreti. Insomma, secondo me in questa stagione di Victoria si dà un po' troppo spazio ad una cosa così poco convalidata da fonti concrete, e mi sembra giusto un modo per prendere tempo, per allungare il brodo con delle vicende personali che possano dare spazio al personaggio di Alberto.
Sono comunque contento che abbiano trasmesso la prima stagione di Victoria su Canale 5 e che, nonostante i continui cambi di orario e giorno, e nonostante dalla pubblicità sembrava si parlasse di una fiction puramente romantica, abbia avuto ascolti discreti, per una serie tv che sì, ha un taglio televisivo, ma che può risultare un pochino più ostica essendo ispirata a fatti storici, ma non è nemmeno così difficile da seguire né a mio avviso risulta pesante.
La terza stagione di Victoria è stata confermata a dicembre, ma non si sa quando verrà trasmessa.

Un crollo per This is us che da serie tv pentastellata (no, non c'entra Beppe Grillo) ha avuto un crollo con questa seconda stagione. Ma io qui avevo accennato i miei timori per un seguito, timori che alla fine sono risultati fondati.
Andiamo per gradi.



Genere: drammatico
Stagione: 2 stagione / 18 episodi / 42 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 23 Ottobre 2017
Canale: Fox Life 

This is us è sempre stata la serie tv che mi son sentito di consigliare un po' a tutti, specie agli orfani di telefilm come Brothers and Sisters, per la carica emotiva che era grado di trasmettere. Finire una puntata della prima stagione senza piangere era praticamente impossibile quasi quanto guardare una puntata di Super Quark senza voler limonare Alberto Angela. Tuttavia quando si ha a che fare con i sentimenti il rischio di risultare patetici, o finti, o esagerati per cercare di sovraccaricare le situazioni e quindi far commuovere, è dietro l'angolo. E questo è stato il caso della seconda stagione di This is us, che in realtà più che patetico è diventato pesante.
Per più di metà stagione la palla è rimbalzata fra la situazione dell'adozione difficile di Randall e consorte, e i problemi di tossicodipendenza di Kevin. 


Ora, a me fa piacere che Sterling K. Brown (Randall appunto) si sia portato a casa tutti i premi possibili e immaginabili per il suo ruolo, ma nessuno si è reso conto di quanto in realtà tutta quella storyline sia noiosa, ripetitiva e inutile?  Così, per dire.
Ma anche Kevin e il suo crogiolarsi in problematiche vecchie e superate non si dimostra esattamente brillante, ma anzi porta avanti tristemente il trenino della noia e di quella emotività ricalcata che finisce per risultare stucchevole e sgradevole per certi versi. 
Quindi sì, per me la seconda stagione di This is us merita tre stelle e mezzo. Capisco che ancora manchino tre episodi alla fine e che in parte si sia ripreso con la puntata del Super Bowl che ha smosso le acque, ma un paio di episodi validi non bastano a superare il fatto che This is us sia passata dall'essere la serie più attesa della settimana, alla visione quasi "obbligata" a cui ti costringi per non restare indietro e di cui finisci per salvarne giusto qualche momento.
Ho letto tra l'altro che si parla di un possibile racconto alterativo in cui Jack Pearson sia ancora vivo. Non è spoiler perché lo dicono subito che è morto, ma far diventare This is us una serie sci-fi e soprattutto un totale fan service non mi interessa.


⭐⭐⭐

Contro tutte le previsioni do temporaneamente tre stelle alla seconda stagione di The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story. Seconda stagione perché American Crime Story aveva avuto un capitolo precedente con il caso O.J. Simpson.


The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story

Genere: drammatico, antologico, giallo
Stagione: 2 stagione / 9 episodi / 45 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 19 Gennaio 2018
Canale: Fox Crime

La partenza di questa serie era iniziata a bomba, non solo per tutta la pubblicità che ha reso l'attesa palpitante, ma anche perché le prime puntate sembravano molto interessanti. Un fatto di cronaca nera tutto sommato recente, l'assassinio dello stilista Gianni Versace, che viene percorso dal punto di vista della vittima, ma anche dell'assassino, Andrew Cunanan.
Ora se non avete visto la serie ma avete intenzione di farlo, vi dico subito che sarò un poi spoileroso!


The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story

Emotività, tensione, tematiche forti e delicate erano un po' le aspettative per American Crime Story, e lo so che siamo ancora a metà stagione ed è presto per tirare le somme ma c'è stato a mio avviso un grosso buco nella linea narrativa: Gianni Versace viene presto abbandonato per dar spazio praticamente completamente a Andrew. E tutti ci siamo chiesti che fine avesse fatto Gianni, e la perfetta interpretazione di Donatella Versace dietro cui si nasconde Penelope Cruz.
Ci hanno fatto aspettare per poi darci le briciole di quello che ci aspettavamo. 
American Crime Story ha dalla sua un buon cast con delle interpretazioni appunto fantastiche; ho nominato Penelope Cruz, ma anche Darren Criss nei panni di Andrew Cunanan è davvero inquietante, e chiaramente c'è anche un buon budget che brilla attraverso la ricostruzione degli ambienti. 
Se potete seguitela in lingua originale, perché rende effettivamente meglio per lo studio fatto sulle voci degli attori.
Ma a parte questo, cosa interessa a noi della triste parentesi di Andrew Cunanan?

American Crime Story L'assassinio di Gianni Versace

Posso capire gli intenti più generali come far conoscere la vita di due ragazzi innocenti, come Jeff Trail e soprattutto David Madson che a lungo venne considerato un complice di Cunanan. E capisco i messaggi che la serie vuol mandare, ad esempio molto interessante è la quinta puntata, forse una delle più toccanti, particolarmente attuale in tema di omofobia, specie nelle forze dell'ordine, armate e nei militari, dove ancora nel 2010 in America vigeva il Don't ask don't tell per cui gli omosessuali potevano essere esclusi dalla leva. Ma più in generale, il peso della società aveva negli anni '90 specie sulle persone omosessuali e per quanto riguarda, dall'altro lato, l'accettazione di sé
In questo senso tutti i personaggi, di estrazione sociale diversa, in un modo o nell'altro, dimostrano quanto sia difficile sopportare ed affrontare l'opinione pubblica e della propria famiglia. Questo è quanto di positivo ho trovato fino ad adesso perché ti fa riflettere sull'oggi, sull'effetto delle battaglie civili condotte negli anni.

American Crime Story L'assassinio di Gianni Versace

Questo parallelismo fra la storia e il messaggio che vuole lasciare allo spettatore ha un ottimo equilibrio secondo me.
Ora, facendo un passo indietro, avrei potuto capire se la serie si fosse chiamata come il libro di Maureen Orth da cui è tratta, Vulgar Favors: Andrew Cunanan, Gianni Versace, and the Largest Failed Manhunt in U.S. History, che non ho letto ma dal titolo ha un riferimento più ampio alla vicenda. Invece come l'ha messa Ryan Murphy a me sembra un titolo clickbait.

Ma ci sono anche altri problemi in questa serie, come ad esempio la predisposizione temporale che può confondere, fino ad alcuni momenti di poca credibilità come quando Donatella e Gianni parlano fra loro.... e parlano completamente in inglese.
Vi ho rivelato troppo se non la state seguendo ma le tre stelle per American Crime Story: L'assassinio di Gianni Versace rappresentano tutto il mio dispiacere per una occasione persa. Vedremo se il resto della stagione saprà farmi cambiare idea. 



⭐⭐🌠

Due stelle e mezzo è il mio giudizio definitivo su Outlander, serie tv che in Italia è finita lo scorso Dicembre. Diciamo che si son ripresi in calcio d'angolo alla fine della stagione perché alla partenza di questo terzo ciclo di episodi, a cui avevo accennato qui, erano già in panne.


Genere: drammatico, fantasy
Stagione: 3 stagione / 13 episodi / 51-88 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 29 Settembre 2017
Canale: Fox Life

Una partenza lentissima, noiosa, che sembrava non volesse prendere quota nemmeno con la spinta. Outlander è affetto da un corso e ricorso nelle vicende che racconta, in una sequenza in cui, uno dei personaggi, in genere Claire o Jaime, o qualcuno a loro caro, viene rapito-fatto prigioniero-deve trovare un modo per salvarsi-ci riesce-si ricongiunge alla famigghia. Così a ruota costantemente. Questo non solo risulta prevedibile, ma alla lunga diventa anche noioso.


Fortunatamente ad un certo punto devono essersene resi conto, ed hanno pensato che era meglio accelerare le cose e non aspettare una nuova stagione per la parte del ricongiungimento, e più in generale hanno affrettato il passo ma la paura che la quarta stagione sia altrettanto noiosa è parecchia. Spero che ci sia più carne al fuoco e non un avvilupparsi sulla stessa già logora struttura.
Un altro punto in meno ad Outlander è dovuto al fatto che manca del tutto la magia e, quando c'è, non solo non viene mostrata ma viene spiegata in modo raffazzonato. Il passaggio attraverso le pietre ad esempio, che prima sembrava un rischio enorme, adesso funziona meglio di molti ascensori di molti condomini.
E poi signori sceneggiatori basta con queste scene di sesso fra Claire e Jaime. Sono bellissimi ok ma non ci interessa vederli costantemente nudi.
Non c'è una data certa per questa quarta stagione, che è in corso d'opera. 


Altre due stelle e mezzo a Sense8, con forse dispiacere di qualcuno.

Sense8

Genere: drammatico, fantasy
Stagione: 2 stagioni / 11 episodi / 45-67 minuti ad episodio
Uscita in Italia: 26 dicembre 2016- 5 maggio 2017
Canale: Netflix

Sense8 è stato il mega recuperone in cui mi sono impantanato negli ultimi mesi, il colpevole del mio ritardo su altre serie tv, ma ci tenevo a recuperarlo, anzi, io Sense8 sono sempre stato curioso di vederlo, ma avevo lasciato perdere quando ho scoperto che il telefilm era stato interrotto a causa dei bassi ascolti dopo la seconda stagione. Tuttavia quando ho letto dei piani per la creazione di un film conclusivo di due ore che verrà probabilmente messo in onda proprio quest'anno, ho pensato che potesse essere l'occasione per recuperare tutta al serie. E, finita la visione, mi domando come mai ci siano stati così tanti attacchi di isterismo collettivo e proteste per la chiusura di Sense8.


Per chi non lo sapesse, Sense8 racconta la storia di otto persone che, pur essendo vissuti per buona parte della loro vita senza conoscersi in quanto provenienti da diversi continenti, scoprono di avere fra di loro un legame sensoriale telepatico per cui riescono a contattarsi l'un l'altro ed a vivere le stesse sensazioni, a ritrovarsi l'uno nella vita dell'altro e in qualche modo scambiarsi ed aiutarsi.
Tuttavia c'è un'ente, la BPO, che vuole sfruttare queste capacità e quindi cercare di catturare questi Sense8, meglio noti scientificamente con il nome di homo sensorium.
Per quanto mi riguarda puntata dopo puntata ho capito come mai la serie abbia registrato ascolti così bassi fino alla chiusura: è noiosa.



Sense8 è di una noia quasi costante, intervallata da momenti.
L'ho definita proprio la serie tv dei momenti: ci sono sì effettivamente momenti più interessanti, specie quando si entra un po' nelle diverse culture, e quando si passa da un luogo all'altro, o quando in maniera più o meno sottile vengono criticati aspetti della società attuale; ci sono momenti più movimentati e avvincenti ma che durano poco; ci sono momenti totalmente inutili al fine della storia e appunto ci sono momenti noiosi in cui la narrazione è così lenta da far venire i nervi. Ci sono momenti così verbosi che ti perdi. 
La prima stagione è stata troppo prolissa nel voler introdurre la coralità de i personaggi e solo verso la fine c'è stato un po' di movimento narrativo. La seconda stagione invece è già un po' più frizzantina, ma va a scatti pestando qui e lì l'acceleratore ma sempre preservando un po' troppo spazio alle vicende dei singoli piuttosto che alla timeline centrale.


Tra l'altro non tutti i filoni narrativi sono molto credibili.  
Posso capire il parallelismo con la realtà attuale, e il messaggio che Sense8 vuole mandare (o per lo meno quello che io ho colto) quindi voler creare una metafora/critica alla società che rifiuta le diversità, il voler sottolineare l'accettazione di sé e del prossimo, la libertà di amore ed espressione oltre al voler spingere ad una sorta coming out non sessuale ma umano, all'essere ciò che si è senza maschere. 
Gli stessi personaggi sono variegati in questo senso, non solo perché provengono da diversi paesi e culture, ma anche appunto per la loro e questo evidentemente le sorelle Wachowski ci tengono a sottolinearlo più e più volte
Ma devo dire una cosa brutta: se guardo un telefilm voglio scoprire una storia nuova, voglio finirne risucchiato, voglio conoscerne i risvolti e non mi interessano i messaggi con un contenuto sociale. O meglio possono affiancare la storia ma non soppiantarla. Un esempio è proprio American Crime Story che ha un buon equilibrio fra il raccontare e il voler trasmettere

Quindi per me Sense8 è stata una parentesi poco incisiva nel mio rapporto con le serie tv: non mi ha dato nulla di nuovo, né qualche emozione particolare, ma anzi mi ha più volte annoiato (lo so che potrei trovare un sinonimo ma pure io mi sento molto sorella Wachowski e voglio sottolineare la cosa). Non so cosa la gente ci abbia visto di così esaltante ma non farei impelagare nessuno in una serie tv del genere. 

Se a questo punto non vi ho stancato vi posso dire che oltre a Sense 8 sto facendo altri due recuperoni: quando ho voglia di staccare vado di Will e Grace che ho ripreso senza fretta dalla primissima stagione vista l'uscita delle nuove puntate.





In più sto recuperando Versailles, serie di Canale + ma che dal 5 Gennaio è sbarcata su Netflix, con cui sono ancora ai primi episodi ma che tutto sommato mi sta piacendo. Ovviamente siamo in Francia e re Luigi XIV sta costruendo il suo tempio, la sua dimora, la sua prigione: la regia di Versailles. Ma ovviamente ci sono tanti intrighi e complotti dentro e fuori le mura che rendono l'opera particolarmente difficile. Staremo a vedere, ma oltre alle due stagioni già andate in onda, c'è una terza stagione in produzione.

E voi cosa state seguendo?








martedì 13 febbraio 2018

|Beauty Cues|
Prodotti corpo economici da Lidl!🎉💥

Il brand PHBio pare sia diventato una linea permanente fra gli scaffali dei supermercati Lidl. Vi lascio le mie recensioni di tre prodotti corpo ecobio di questa azienda.





Oltre alla Limited Edition Cien Nature che a dicembre del 2017 ha fatto una breve apparizione, lo scorso anno LIDL ha saputo stupirci con un nuovo brand di cosmesi ecobio che ha fatto la sua apparizione fra gli scaffali della nota catena di negozi, ovvero PHBio.
PHBio è un po' il marchio del mistero, perché non se ne sa nulla. Non ha un sito ufficiale, non ci sono molte informazioni sulle confezioni e né Lidl fornisce molte indicazioni.
Sappiamo che i cosmetici PHBio sono prodotti dalla THE DECK S.R.L di Terni e che i loro prodotti non contengono parabeni, paraffine, oli minerali, PEG, SLES, SLS e cocamide DEA e che sono certificati Vegan Ok e Bio Eco Cosmesi AIAB.


ph bio recensione

Sappiamo pure che le referenze PHBio sono diverse e sono uscite in più scaglioni: la prima volta ad inizio anno, la seconda verso l'estate e poi di nuovo verso ottobre con altre novità del marchio. Attualmente i prodotti sono disponibili da Lidl, quindi non si dovrebbe trattare più di una edizione limitata, ma non so quanti e quali e dove siano reperibili. Da me ad esempio ho trovato solo 4 prodotti sparuti.
So pure che PH Bio è venduto anche in altri discount come ad esempio la catena Ekom che si trova in Liguria, e questo mi fa pensare che non sia una esclusiva Lidl, ma si possa trovare anche in catene minori. 

Io mi sono accaparrato un po' tutto da questa linea, ovviamente seguendo le mie esigenze, che al momento ha presentato solo prodotti corpo e capelli, e nulla per il viso, ma questa volta voglio raccontarvi le mie opinioni sui prodotti corpo PHBio.
Anzi aperta polemica: com'è che la gente fa "scorte" di prodotti nuovi, mai usciti prima, solo perché sono economici, senza però sapere se sono validi? Questa cosa mi sfugge, ma non mi sfugge il fatto che per questa corsa agli armamenti cosmetici molti non possono nemmeno provare un misero bagnoschiuma. Sarò io che preferisco spendere un po' di più per un prodotto che ho testato e conosco già, piuttosto che trovarmi con un litro di bagnoschiuma che costa due euro ma che poi uso per lavare la macchina, i pennelli, le tende del bagno o i capelli delle Barbie di mia nipote Mariuccia (che non esiste). 
Chiusa polemica.
Dicevo le referenze corpo che PHbio offre sono

  • Bagnocorpo achillea/avena/calendula/camomilla (500 ml per 2.99€)
  • Crema corpo biologica aloe/argan/mandorle/fior di cotone (200 ml per 3.79€)
  • Detergente intimo delicato con rosmarino, timo e menta  (250 ml per 2,99€)
  • Crema mani aloe/argan/mandorle e karitè (75 ml per 2.49€)
  • Sapone Liquido marsiglia/lavanda/oliva (500ml per 2.49€)
  • Deodorante neutro/fresh (50ml per 2.99€)
  • Scrub Corpo alla nocciola (250 ml 3.99€)

E io ho scelto tre prodotti fra questi, scartando il sapone liquido perché non mi serviva, le creme mani che sono solito non utilizzare, e lo scrub corpo e il detergente intimo che non ho trovato. 

PHBio Bagnocorpo Achillea

PHBio Bagnocorpo Achillea

Come vi dicevo PH Bio è il brand del mistero, tant'è che sui prodotti non ci sono indicazioni precise sul tipo di pelle per cui sono stati creati. Così funziona anche per i bagnocorpo, dove non ci sono particolari consigli, ma sul retro si legge soltanto.
"Bagnoschiuma arricchito con estratti di achillea che deterge la pelle in modo delicato lasciandola morbida e vellutata."
Insomma, poca poesia. 
Cercando su internet ho scoperto che l'achillea ha potere cicatrizzante e più in generale anti irritazioni. Ma all'interno di questo bagnoschiuma PH Bio ci sono anche estratti di avena, camomilla e calendula, quindi un'azione più in generale lenitiva. Ho notato che tutti i bagnocorpo PH Bio hanno gli stessi estratti, quindi immagino che non ci siano estreme differenze fra uno e l'altro, se non magari di profumazione.
Anzi, a proposito, il bagnoschiuma all'Achillea ha un profumo per me gradevole, che definirei fresco, erboso, leggermente pungente, quasi balsamico. Non mi pare permanga sulla pelle, ma in doccia si sente abbastanza nettamente.
È un bagnoschiuma dalla consistenza in gel, ma leggermente gelatinosa per farvi capire meglio la densità, e a contatto con l'acqua produce una buona quantità di schiuma, specie se con una spugna, come sono solito fare. Non è la schiuma più voluminosa con cui ho mai avuto a che fare, ma è utile alla detersione. Si sciacqua via anche abbastanza facilmente.

INCI PHBio Bagnocorpo

Ho usato questo Bagnocorpo PH Bio per diversi mesi, dall'estate fino all'inverno e, in ogni situazione, quindi con una pelle più normale o più tendente al secco, mi è piaciuto. L'ho trovato piacevole da usare, ma anche delicato ed efficace, nel lasciarmi la pelle pulita e non irritata o secca, ma liscia e morbida. 
Mi è parso un prodotto adatto un po' a tutta la famiglia, non solo per quantità ma anche per qualità. Come sempre vi dico, nonostante non mi abbia creato irritazioni o prurito, secondo me se avete una pelle estremamente secca, non vi sembrerà il bagnoschiuma più delicato e nutriente che abbiate mai usato, ma per le altre tipologie di pelle secondo me va benissimo.
Non lo acquisterò di nuovo subito perché dura parecchio e io mi annoio, ma il Bagnocorpo PH Bio all'achillea è Piertificato!

INFO BOX
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⏳ 6 Mesi
🔬 Bio Cosmesi AIAB, Vegan OK
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PHBio Crema Corpo Delicata Fior di Cotone

PHBio Crema Corpo Delicata Fior di Cotone

Fra le opzioni offerte da PH Bio in termini di creme corpo, la versione Fior di Cotone mi sembrava quella un po' diversa rispetto alle "classiche" creme corpo alla mandorla o all'argan.
In realtà me ne sono pentito un po', ma questi sono dettagli e ora vi spiego perché.
Le creme corpo PHBio sono uscite ad ottobre dello scorso anno, nella terza tornata di vendita, e non mi è chiaro se siano attualmente disponibili, ma immagino di no. 
Comunque la crema corpo delicata PH Bio è contenuta in un semplice tubo ed è l'unico prodotto fra quelli del marchio ad avere una plastichetta protettiva che ne garantisca la non apertura. E qui mi appello: mettete la stessa plastica a tutti i prodotti, perché la gente è maleducata!
Anche nel caso delle creme corpo PH Bio non ci fornisce grandi caratteristiche, ad esempio nel caso della Fior di Cotone, si legge sul retro
"Crema corpo arricchita con olio di soia, oleoliti di edera e centella asiatica ed estratto di stevia per una idratazione profonda e duratura. La pelle appare più elastica e compatta"
Insomma, signori PH Bio, sbilanciatevi un po' di più!
Il prodotto ha una bella consistenza cremosa che suggerisce che abbiamo a che fare con un prodotto ricco. Quando la si spalma fa un po' di scia bianca, ma nulla che renda l'applicazione scocciante, difficoltosa o troppo lunga a mio avviso: basta massaggiarla un po' e la crema si assorbe nel giro di una trentina di secondi
La performance di questa Crema Corpo Fior di cotone mi piace molto: mi lascia la pelle veramente setosa e morbida, e l'idratazione che mi dà è più che sufficiente. Anche in questo periodo in cui la pelle è più esigente, almeno nel mio caso, sento che la pelle resta idratata fino alla doccia successiva.

INCI PHBio Crema Corpo Delicata Fior di Cotone

Vi dicevo che mi sono un po' pentito di aver scelto questa variante per un semplice motivo. Intanto non si sa da dove sbuchi il fior di cotone, perché all'interno non mi pare né contenga l'estratto; ma cosa peggiore è la profumazione. Sinceramente non ve la saprei descrivere, è erbosa e floreale allo stesso tempo, un po' persiste sulle pelle, ma se questo è l'odore dei fiori del cotone, ora so cosa non regalare a San Valentino. Intendiamoci, non è un odore che aborro, infatti ho terminato la crema senza problemi, ma non è nemmeno la fragranza che desidero sentirmi addosso.
Quindi sì, riproverò certamente altre creme corpo di PH Bio, mi sento di consigliarle anche a pelli un po' più esigenti e nella stagione fredda, ma questa al Fior di Cotone per me resterà sullo scaffale Lidl.

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🔎 LIDL
💸 €3.79
🏋 200ml
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PHBio Deodorante Roll- On Fresh

PHBio Deodorante Roll- On Fresh

Quando ho scoperto che PHBio aveva fatto anche il deodorante sono stato molto felice di provarlo, perché trovare un deodorante con buon INCI a basso costo e comunque facilmente reperibile, è un po' il sogno di noi bio-aficionados. In realtà, come nel caso delle creme corpo, non so se anche i deodoranti siano attualmente disponibili da LIDL.
Comunque PHBio al momento ha pensato solo a deodoranti roll on e solo un due varianti, e io ho preso la Fresh nel dubbio che magari la Neutro non fosse minimamente efficace, nonostante io non abbia esigenze particolari di sudorazione abbondante o necessità di un deodorante che regga 20 ore di seguito.
La descrizione sul retro mi ha fatto un po' sorridere perché dice
"Crema iperfluida"
come a dire che il termine "liquida" è troppo banale, ma prosegue con 
"formulata con l'aggiunta di oli essenziali che svolgono attività antibatterica ed arricchita con trietil citrato e zinco ricinoleato che contrastano la formazione del cattivo odore"
Insomma è un deodorante liquido, così liquido che poteva stare anche in una confezione spray, e caratterizzato da attivi come l'estratto di timo, l'olio di malaleuca e di eucalipto ed appunto il trietil citrato e lo zinco che in genere su di me funzionano bene. Credo che questi oli, in aggiunta a quello di menta, diano al prodotto questa profumazione fresca al limite del balsamico. Molto buona secondo me, ed immagino che d'estate sia una goduria.

PHBio Deodorante INCI

Ho testato questo deodorante PH Bio un po' in ogni situazione, sia di stress fisico che emotivo (che detta così sembra abbia avuto un esaurimento nervoso) ed in ogni caso mi è parso che il prodotto sia in grado di farsi le sue otto ore di ufficio complete. Anche alla fine delle otto ore di durata non mi ha creato cattivi odori importanti, ma per sentirmi a mio agio preferisco lavarmi e riapplicare il prodotto. Diciamo quindi che su di me la sua efficacia è valida, certamente ho provato di meglio, ma ciò non toglie che comunque l'ho usato con piacere. Magari non è il prodotto che per performance consiglierei a tutti indistintamente, ma che si fa valere e non mi ha spinto ad accantonarlo. 
Non mi ha creato macchie sugli indumenti e non brucia dopo la rasatura.
Quello che non mi piace di questo deodorante è il pack. Io non sono un fan dei roll on, ma questo di PHBio funziona proprio male. La sfera è un po' troppo piccola e resta lenta nel suo alloggio e, aggiunto al fatto che è una "crema iperfluida", il roll on disperde troppo prodotto non solo nel momento dell'applicazione ma anche intorno alla sfera.

PHBio Deodorante opinioni

Sulla pelle comunque si asciuga in fretta ma penso che dalla foto si capisca come si inzaccheri e si sprechi facilmente prodotto con un packaging di questo tipo. 
Spero che il brand riveda un po' questo deodorante, perché con piccole accortezze e magari una formulazione potenziata, può diventare un prodotto davvero valido. 
Io al momento non lo riacquisterei.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 € 2.99
🏋 50ml
⏳  6 Mesi
🔬 Bio Cosmesi AIAB, Vegan OK
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PHBio secondo me, per essere un marchio con un prezzo accessibile, ha grosse potenzialità di creare una linea consistente e molto interessante; a parte la mia personale idea sul profumo della crema corpo Fior di Cotone, e il flacone poco ben studiato del deodorante, non c'è un prodotto che abbia deluso in toto le mie aspettative o che non abbia portato a termine con comunque soddisfazione.
Se vi va fatemi sapere se avete provato qualcosa di PHBio e se da voi è disponibile!




venerdì 9 febbraio 2018

|P_laylist #13|
I voti a TUTTE le canzoni di Sanremo 2018!

Vi ho detto in tutti i luoghi e in tutte le lingue che conosco (cioè una) che non avrei fatto alcun commento a Sanremo 2018 come gli altri anni (qui per capire di cosa sto delirando), per il fatto che non solo non riesco a seguire tutte le serate per intero e nel mentre scrivere un articolo, ma anche perché molto probabilmente mi perderò la finale di sabato, quindi che cosa avrei raccontato?
Non potete capire la leggerezza di arrivare all'una di notte e spegnere la tv senza problemi.
Ma ho pensato che possiamo parlare delle canzoni, che sarebbe la cosa più importante, e delle esibizioni.


Quest'anno Sanremo, se non lo sapete, funziona così: nella prima serata si esibiscono tutti i 20 partecipanti al Festival e non c'è una classifica finale, ma più una divisione fra bravi, così così, e scarsi. Nel corso delle  altre serate si riesibiscono tutti i big e non c'è una eliminazione, ma si arriva a sabato e vengono nominati direttamente i primi tre vincitori. 
Questa è la novità del Sanremo Baglioniano, che forse va un po' ad alleggerire la tensione della gara. Anche i cantanti non vengono trattati proprio da concorrenti ma più da ospiti, e se hanno due parole da dire le possono dire.

Le prime due serate mi sono generalmente piaciute; Io non so cosa la gente si aspetti da un programma che ha ormai 68 anni sulle spalle, ma credo che tutto sommato funzioni e riesca ad andare avanti senza appesantire troppo. Nella prima serata mi è parso tutto abbastanza random, soprattutto gli sketch fra Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, ma non posso dire di essermi annoiato. Questi ultimi due sono stati per la maggiore sul palco a condurre e non è stata una scelta del tutto sbagliata visto che Baglioni è un pochino di legno (per non dire di plastica) nel muoversi e parlare. 


Dalla seconda serata invece il direttore artistico si è deciso a stare un po' più sul palco. Il problema di base è che secondo me mancano ospiti che possano realmente stupire o coinvolgere per tutta la durata della trasmissione. Il Volo, Sting, o peggio il Mago Forrest non funzionano per me. 
Però pare che questa edizione del Festival di Sanremo stia andando bene a livello di ascolti, e questo è un bene (per loro almeno).
La terza serata sinceramente l'ho seguita molto più distrattamente, e ho notato l'appesantimento che mi prende in genere con Sanremo: se non c'è un ospite che mi attiri appunto, la terza puntata è quella meno coinvolgente secondo me. 

Quanto alle canzoni dei big non sono tutte di mio gradimento (come è normale che sia) e i cantanti si sono impegnati a stonare ad ogni singola nota, o, per i più bravi, ad ogni singolo attacco (cosa un po' meno normale). Dalla seconda serata come di consueto, si sono esibiti i giovani che purtroppo non hanno alzato la media, anzi. 


Le nuove proposte che per me passano dall'interessante, allo skip più rapido che ci sia. 
Dire che alcuni di loro siano pessimi sarebbe forse una cattiveria troppo forte per dei ragazzi che hanno l'aspirazione di fare i cantanti nella vita, ma le loro canzoni erano agghiaccianti. 

I giovani sono gli unici partecipanti a Sanremo che possono presentare dei brani già editi, quindi sono già passati in radio ad esempio, ma io ho voluto godermi la loro esibizione e il primo ascolto direttamente dal palco dell'Ariston.
Vi avrei voluto mettere i video alle esibizioni, ma, nonostante abbiano caricato su Youtube gli spezzoni di tutti i brani praticamente subito, non è possibile incorporarli quindi vi beccate i video ufficiali. 

Lorenzo Baglioni - Il congiuntivo

Lorenzo Baglioni non è parente di Claudio Baglioni, e si vede perché credo gli avrebbe detto qualcosa sul suo brano che più che una canzone da presentare a Sanremo e farsi conoscere, è un brano che ti insegnano quando hai 10 anni e vai al campo scuola estivo dell'oratorio
Me le immagino proprio le suore con la chitarra in stile Suor Cristina, a canticchiare Il Congiuntivo davanti al fuoco.
Scherzi a parte, l'idea di un brano ironico che vuol sottolineare le lacune in grammatica di noi italiani ci potrebbe anche stare, fermo restando che se non conosci i congiuntivi alla fine sono fatti tuoi e soprattutto fermo restando il fatto che se Lorenzo Baglioni dovesse sbagliare un verbo in una intervista, farebbe la figura dello scemo. Per me il brano è super skippabile. Ovviamente non poteva mancare il video simpatico a corredo.


Sinceramente l'idea poteva funzionare all'interno di un album ma come pezzo di lancio non ci siamo. Se voleva fare una nuova Occidentali's Karma, non c'è riuscito. Ed ho detto tutto.

Voto 4

Giulia Casieri - Come stai 

È andata un po' meglio secondo me a Giulia Casieri, che ha portato un pezzo già più interessante. Sia nel testo che nella sonorità, un po' pop, un po' blues. Lei non spicca per originalità con questo modo di cantare che abbiamo visto in decine di edizioni di Amici, X Factor, The Voice e chissà quanti altri talent andati chiusi per bassi ascolti. 



"Come stai" resterà nella storia di Sanremo? Riuscirà a vincere la categoria giovani? No, anzi io la skippo senza problemi, ma secondo me ha un suo senso, potrebbe passare qualche volta in radio, e lei ha dimostrato un po' di maturità che le torna utile nella sua carriera.

Voto 5 e mezzo

Mirkoeilcane - Stiamo Tutti Bene 

"Stiamo tutti bene" è uno dei pezzi più interessanti fra questi giovani saremesi, direi l'unico che mi ha fatto premere volentieri play. Il tema della canzone si capisce, ed apprezzo molto il taglio come se fosse il racconto di un bambino in prima persona. Però ho due problemi anche con "Stiamo Tutti bene". 
Il primo è che il brano è troppo parlato e poco cantato. Il secondo che rende decisamente meglio in studio che dal vivo.



La conseguenza è che ascolto questo brano ma non so se ho voglia di sapere di più su Mirkoeilcane che magari dal punto di vista autorale è bravo, ma dal punto di vista canoro è un po' lagnoso. Stranamente è arrivato ultimo nella classifica parziale. Forse anche a Sanremo si sono resi conto che non basta un testo un po' gigione?

Voto  6 e mezzo


Alice Caioli - Specchi Rotti

Alice e la sua "Specchi Rotti" stanno avendo la meglio nella "classifica" delle nuove proposte. Il brano in effetti fa molto Sanremo visto che è la classica ballad d'amore con un alto tasso di donnamerdosità, che le sciure all'Ariston apprezzano tanto.



Probabilmente non tutti però ricordano un brano presentato a Sanremo nel lontano 2011 cantato da una giovane Micaela Foti, e che si chiamava Fuoco e Cenere. Lo potete sentire qui e un po' di somiglianza io ce la sento. Ma non importa, quel che importa è che comunque per me è "Specchi Rotti" è una skip, non al punto che spegnerei l'autoradio, ma non me la andrei a cercare su Spotify o Youtube.

Voto 5

Mudimbi - Il mago



"Il mago" è il brano che ti aspetti da un giovane che si presenta a Sanremo. È leggero, ha ritmo, è spiritoso ma non cretino. Forse non è il massimo dell'originalità ma Mudimbi l'ha presentato secondo me con la giusta ironia, e anche il video ufficiale è carino. Magari la sentirò volentieri in auto.
Lorenzo Baglioni, guarda e impara qualcosa. 

Voto 7

Ultimo - Il ballo delle incertezze

Se Il mago è qui brani un po' scontati ma che fa piacere sentire, "Il ballo delle incertezze" è scontato e basta.



Probabilmente Ultimo ha pensato che una sana dose di Fabriziomorismo avrebbe funzionato molto a Sanremo, specie se lo mischi a quel pelo di hip hop che fa giovane il brano. In realtà si è classificato fra gli ultimi posti sin da subito. Per me, la noia. Passo.

Voto 5 


Eva - Cosa ti salverà

"Briciole di novità" canta Eva nella sua "Cosa ti salverà", ma io di novità ne vedo ben poca. Lei stessa è un riciclone di X Factor, ma questo poco importa o dovremmo eliminare tre quarti dei concorrenti di Sanremo.


Quel che importa è che la sua canzone è insipida secondo me. Non ha la potenza di una ballad strappabudella, non ha la dolcezza di un brano malinconico. Un po' acerba in generale la sua esibizione secondo me. Lei è molto carina, ha un bel timbro e forse ascolterei altro, ma intanto skippiamo? Skippiamo.

Voto 5 e mezzo


Leonardo Monteiro - Bianca

Come Eva, anche Leonardo viene da un talent, anzi in realtà lui ha provato a farli un po' tutti, in tutte le categorie possibili. Fra questi giovani di Sanremo sembra quello con un po' più di tecnica, e in "Bianca" prova a farceli sentire un po' tutti, dai passaggi di registro alle variazioni. 


Il problema è che mi son messo a ridere mentre ascoltavo la canzone, perché mi ricordava un brano che forse ricordiamo io, e altre due o tre persone, ovvero A chi ti dice dei Blue, meglio nota come Breathe Easy. E non so, questo ricordo mi fa ridere.


Per il resto "Bianca" mi sembra un pezzo di Michele Zarrillo, nel senso che è già vecchia prima dei suoi giorni.

Voto 5 e mezzo.

Per quanto riguarda i venti Big di Sanremo 2018, ho apprezzato al scelta di non fare le cover, che tanto non servono a nulla se non omaggiare magari altri artisti del passato, cosa che alla lunga risulta ripetitiva, e di far ascoltare invece più volte i brani in gara anche nella versione di duetto o con qualche leggera rivisitazione. Alla fine sono quelli che contano e la serata di venerdì è dedicata proprio a questo.
Ma vediamo un po' quali sono i brani e chi sono gli artisti in gara a questo Festival.
E soprattutto quali canzoni riascolterò e quali invece salterò.

Annalisa - Il mondo prima di te

Annalisa è una di quelle che a priori si merita un ascolto, perché è brava, bella e tante cose buone. 
Tra l'altro è fra le poche ad aver imbroccato una giusta quantità di note esatte mentre cantava, fin dalla prima esibizione.


"Il mondo prima di te" è uno dei classici pezzi che tutti quelli usciti dalla fucina di Maria de Filippi, un pop rock che in radio funziona bene, ma che ha secondo me vita breve. Non è una canzone tremenda, non è bellissima, la ascolto volentieri in radio mentre vado a fare la spesa, ma nulla più. Mi emoziona? No.

Voto 7

Ron - Almeno pensami


Ron lo conoscete e sapete quello che fa. D'altronde è Ron, non ci si può aspettare diversamente. "Almeno Pensami" è un brano scritto da Lucio Dalla, per cui è anche un omaggio al compianto cantautore. 
Questo però non lo rende automaticamente un brano valido. Anzi al primo ascolto a Sanremo per me era un po' una lagna. Ma man mano lo ascolti e più diventa gradevole, se però devo essere onesto, penso che se fosse stato cantato da Lucio Dalla o forse anche da un'artista femminile, avrebbe avuto un impatto maggiore.

Voto 6

The Kolors - Frida (mai, mai, mai)

Non ho detto ma lo sapete: il vincitore del Festival di Sanremo dovrebbe andare all'Eurovision Song Contest.


E "Frida", nonostante sia un brano che non mi piace e che non ascolterei ma che anzi zomperei volentieri, si presterebbe ad andare all'Eurovision secondo me. Ma a parte questo perché non mi è piaciuto? Perché più che restarti in mente, ti martella fin quando ti crea un buco in testa. E perché è troppo ripetitivo e secondo me si disperde il messaggio, o meglio la dedica, a Frida Kahlo

Voto 5

Max Gazzé - La Leggenda Di Cristalda E Pizzomunno

Non credevo che un brano di Max Gazzé potesse lasciarmi gli occhi lucidi ma La Leggenda Di Cristalda E Pizzomunno c'è riuscito.


Gazzè diventa un vero e proprio cantastorie perché quella di Cristalda e Pizzomunno è una leggenda in quel di Vieste. Il risultato è una canzone malinconica e dolce, e come direbbe Simona Ventura, mi arriva. Inoltre l'arrangiamento è bellissimo, parte delicato e poi diventa sempre più maestoso, e che dal vivo rende benissimo. Forse è la canzone meno radiofonica presente a Sanremo, e forse non arriverebbe bene all'Eurovision, ma io l'ho già sentita e risentita e penso che il video con il testo sia la meglio soluzione per godere di questa perla. 
Forse sto invecchiando.

Voto 9


Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico - Imparare ad amarsi

A propositi di vecchiaia, un trio di allegre comari quelle che presentano Imparare ad amarsi, che, e mi meraviglio di me stesso, ho trovato un bel brano.


Un po' una roba che presenti a Sanremo quando vuoi andare sul sicuro, quando non vuoi osare, anche perché ad una certa età (con tutto il rispetto eh) un po' il tuo stile e la tua comfort zone è quella. Il risultato è una canzone comunque delicata, piacevole, dolce e sincera.

Voto 6 e mezzo

Ermal Meta e Fabrizio Moro - Non mi avete fatto niente

Il caso di Sanremo quest'anno l'hanno creato Ermal Meta e Fabrizio Moro. Se non avete seguito Sanremo vi spiego io. In pratica la canzone, un po' gigiona diciamolo, presenta nel ritornello una parte già edita in un'altra canzone dello stesso Moro e in un altro autore, Andrea Febo, il "non mi avete fatto niente".


Per farla breve, per regolamento le canzoni presentate al Festival possono contenere al massimo il 30% di brani già editi e che sono quindi già stati commercializzati. La canzone da cui è stato tratto questo ritornello si chiama Silenzio ed era cantata da Ambra Calvani. Tuttavia pare che a parte qualche festival musicale minore, il brano non sia andato molto avanti e sia stato abbandonato senza essere appunto commercializzato. "Non mi avete fatto niente" quindi secondo il regolamento è una canzone valida e può andare in finale. A me sembra una bella canzone, in linea con lo stile di Moro e Meta e pare stia avendo molto successo.
Non la skipperei, ma come vi dicevo, non sono un fan delle gigionerie.

Voto 7 e mezzo


Roby Facchinetti e Riccardo Fogli - Il segreto del tempo


Il segreto del tempo è che per non tutti passa bene, anzi alcuni non riescono proprio ad accettare il fatto che sia meglio godersi la pensione.

Voto 4



Mario Biondi - Rivederti

Hai ragione Mario, è strano "Rivederti" ancora in giro. Capisco che Natale sia passato da poco ma capisci anche noi, che non ti aspettavamo.


Comunque "Rivederti" non è male, dico la canzone, non te Mario, senza offesa. Scorre via, è gradevole, è ovviamente jazz, cosa che io in genere gradisco, non è particolarmente originale, cosa che mi aspettavo già.
Vincerà Sanremo? No. Me la andrò a risentire su Spotify? Forse.

Voto 6


Lo Stato Sociale - Una vita in vacanza

Io non sapevo chi fossero Lo Stato Sociale, mea culpa. Non li avevo mai sentiti e non perché io sia radical chic, anzi. Se lo fossi li conoscerei. Anche loro stanno facendo parlare perché hanno portato sul palco (e nel video ufficiale) una simpatica ballerina di 83 anni: Paddy Jones.


Non molto originale visto che la canzone dice "una vecchia che balla", ma sicuramente d'effetto e con un pezzo "liberatorio" di questo tipo, tutto sommato è anche bello vederla volteggiare.
Il risultato non è male, e penso che "Una vita in vacanza" passerà in radio per un po'.

Voto 7

Noemi - Non smettere mai di cercarmi 


Noemi canta Noemi che porta una canzone di Noemi a Sanremo. Insomma nulla di sbagliato, nulla di eccezionalmente corretto. Un brano anche questo che sentiremo in giro. Io devo dire che all'inizio ero interessato a sentirlo meglio, ma dopo qualche ascolto mi ha già stufato.
E il video ufficiale? Un completo no sense.

Voto 6 e mezzo

Elio e Le storie Tese - Arrivedorci

Gli Elii fanno gli Elii e continua come ho detto sopra per Noemi, anche se nella loro Arrivedorci c'è un po' di malinconia, visto che il gruppo dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) sciogliersi definitivamente.


Insomma carino, ci dispiace per i fan, ma giustamente dopo tanti anni le idee scarseggiano, e le voglia di far altro aumenta.

Voto 6 e mezzo



Decibel - Lettera dal Duca


C'è chi si divide e chi purtroppo si ricongiunge per cercare di far ancora qualche soldo sull'onda di un emotivo tributo a David Bowie. Un mix di sonorità già note, che può far piacere ai più nostalgici, ma che a me non dà nulla.

Voto 5


Giovanni Caccamo - Eterno

Eterno, come lo strazio che provoca questa canzone di Giovanni Caccamo. Una lagna senza fine, una pesantezza senza eguali, una pallosità così potente che non provavo nemmeno quando facevo il chierichetto in chiesa a 10 anni. 
"Eterno" è una roba che se avete visto anche solo pezzi di Sanremo degli ultimi 5 anni, conoscete già a memoria.


Lui si è fatto crescere la barba forse nel tentativo di camuffarsi, visto che spunta a Sanremo ormai come un fungo dopo una giornata di pioggia, ma a me non la fai mascherina. Su Twitter infatti sono tutti impazziti a vederlo, in preda a piene crisi ormonali. L'unica crisi che ho avuto io è quella del mio timpano, che non sopportava più le sue stonature

Voto 1


Red Canzian - Ognuno ha il suo racconto

Giustamente i Pooh si sono divisi per risultare ancora più fastidiosi, come a dire che insieme non facevano già abbastanza danni.
E, la cosa ancora più comica è che Canzian non ha fatto nemmeno un video ufficiale alla sua canzone, forse rendendosi conto che sarebbe stato un accanimento troppo forte. Qui trovate la sua esibizione, ma se volete sapere se "Ognuno ha il suo racconto" mi sia piaciuto o abbia voglia di riascoltarlo, potete capirlo leggendo il mio voto.

Voto 0

Luca Barbarossa - Passame er sale

Sapete che all'inizio ho storto il naso sentendo Passame er sale? Amo l'accento romano, però mi sembrava strano un brano del genere a Sanremo


In realtà nell'ottica più ampia di una scelta varia di brani, ha una sua logica. E poi questa cantata così malinconica ha anche il suo fascino. Certo, non è il brano che ascolterei più di frequente ma nella strana ipotesi che passi in radio (Luca Barbarossa lavora a Radio 2 quindi forse non sarà così strana), la ascolterei volentieri.

Voto 6

Diodato e Roy Paci - Adesso


Appena ho sentito "Adesso" non mi aveva convinto, non so bene perché. Forse e dico forse perché dal vivo Diodato la strilla un po' troppo, ma poi con gli ascolti l'ho apprezzata sempre più. 
È bella la scelta dell'arrangiamento, è bello il video ufficiale, è bello il significato della canzone. 
"Adesso è tutto ciò che avevo". 

Voto 7


Nina Zilli - Senza Appartenere

Nina Zilli mi ha un po' deluso quest'anno. "Senza Appartenere" mi è parsa una ballata troppo trascinata, con un testo banale, e con una struttura che non arriva mai ad una vera apertura.


Sinceramente? Fra questi "non hai capito" mi annoio a sentirla. 

Voto 5


Enzo Avitabile, Peppe Servillo - Il coraggio di ogni giorno

Anche Avitabile e Servillo non hanno un video ufficiale della loro canzone, perché giustamente non ci credono neanche loro. Quel gigioneggiare su temi delicati che non apprezzo molto, ma che anzi fa perdere punti alla canzone. Se siete curiosi qui la potete sentire. Io non ci tengo.

Voto 5

Le Vibrazioni - Così Sbagliato

Le Vibrazioni forse hanno sentito un po' troppo i dischi dei Modà e il risultato è questa canzone che in genere a Sanremo piaciucchia, ma da cui io sto alla larga ben volentieri.


Tra l'altro ho visto Francesco Sarcina non propriamente a suo agio in questa canzone dal vivo, un po' forse perché il brano vuole una potenza che se sei un po' fuori allenamento, fatichi a mantenere a lungo; un po' perché ci sono dei piccoli passaggi di registro che possono riuscire male.

Voto 6 

Renzo Rubino - Custodire

Renzo Rubino è un altro dei peggio stonati di Sanremo. Risentire la sua esibizione è un po' una sofferenza.



Buoni gli intenti della canzone, così così secondo me lo sviluppo, ma confesso che se lo sentissi alla radio, non cambierei subito stazione. Ma confesso pure che preferirei non sentirlo alla radio.

Voto 5 e mezzo



È stata una lunghissima maratona e probabilmente non siete arrivati fino a qui, ma queste sono tutte e 28 canzoni presentate al Festival di Sanremo 2018. Lo so, sarete stanchi, ma fatemi sapere se qualche brano vi ha colpito, se state seguendo la kermesse o se fate altro di più interessante.
A due serate dalla fine già aleggia una domanda: chi sarà il vincitore? Col cuore dire Max Gazzè, con la testa forse Le Vibrazioni.




martedì 6 febbraio 2018

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Gennaio '18
Tutti promossi!

Ritornano i prodotti promossi e bocciati dell'ultimo mese! Siete contenti?
Per chi non lo sapesse per me i "Promossi e bocciati" sono l'occasione di parlarvi di tutti quei prodotti di cui non riesco a lasciarvi le mie opinioni in altre circostanze.
In genere sono prodotti agli sgoccioli o addirittura terminati, ma possono anche essere delle novità che mi hanno colpito particolarmente, o al contrario che, in poco tempo, sono riusciti a deludermi. 
Nel mese di Gennaio non ho fatto particolari scoperte, ma sono stato fortunato perché tutti i prodotti che ho utilizzato mi hanno soddisfatto. Iniziamo che è poca roba.


Biorepair Dentifricio Pro White


Nei miei promossi e bocciati non può mancare un dentifricio e in questo caso si tratta di un prodotto che supera la prova a pieni voti. 
Non vorrei sbagliarmi ma credo che il Biorepair Pro White che promuovo questo mese sia il sostituto del dentifricio Biorepair Whitening di cui vi avevo parlato un paio di anni fa. Sottolineo il credo perché ho come l'impressione che il Whitening sia ancora venduto, ma sul sito ufficiale è presente solo la versione Pro White.
Nonostante siano passati due anni, ho il vago ricordo che entrambi i prodotti si somiglino e come trovavo valido il predecessore, trovo valido il successore. 
Il Biorepair Pro white è un dentifricio in pasta, e già qui siamo a cavallo, rivolto ai denti sensibili e che ricercano al contempo un'azione sbiancante. Si legge sul sito:
"Restituisce il bianco naturale dei denti e li difende da placca, tartaro, carie e dall'erosione degli acidi."
più tutta una lunga serie di effetti, a mio avviso un po' ripetitivi. 
I signori Biorepair ci tengono molto alla loro formula, tanto che all'interno della confezione c'è un bugiardino in cui vengono raccontati i benefici del dentifricio e come è nata questa formula.


Il riassunto è che da un lato l'Idrossiapatite (Zinc Hydroxyapatite) va a rimineralizzare i denti aiutando contro la sensibilità, dall'altro lato il polimero vinilico PVP crea una patina affinché tutto ciò che può macchiare i denti "scivoli" via.
Secondo me il BioRepair Pro White è efficace, ma anche piacevole. È piacevole nel gusto fresco che riesce a perdurare anche dopo l'utilizzo; ed è piacevole perché produce una buona quantità di schiuma che aiuta lo spazzolamento.  Ho notato che questo dentifricio riesce ad arginare bene la mia sensibilità dentale. Ovviamente non so dirvi se chimicamente la formula funzioni e se 
"le particelle biomimetiche in grado di riparare lo smalto"
siano efficaci, ma la mia sensazione è di sì.
Chiudo un occhio per l'INCI non impeccabile, ma a fronte di una efficacia per me evidente.


Quanto alla questione sbiancamento dei denti credo che sia un prodotto più rivolto a preservare e mantenere il bianco piuttosto che sbiancare effettivamente i denti. Forse per questo ha cambiato nome da "Whitening" a "Pro white"? Chi lo sa, ma a me questo dentifricio Biorepair è piaciuto. È delicato, efficace, non è abrasivo, non lascia residui in bocca e lo acquisterò ancora.

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🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone
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Deborah Formula Pura 0% Tonico Idratante



Quando Deborah ha lanciato questa linea Formula Pura con lo 0% parabeni, siliconi, oli minerali, coloranti, PEG ed alcool mi sono incuriosito molto, e quando hanno ampliato la gamma con prodotti per la skin care, ho voluto provare subito qualcosa. 
Se non lo sapete, la linea Formula Pura consta di cinque prodotti per la cura della pelle: un latte detergente, un gel struccante, un'acqua micellare, uno struccante bifasico e appunto un tonico idratante. Io l'ho acquistato in un mio vecchio ordine dal sito La Malizia.
Come vedete in foto il tonico idratante Deborah ha questo erogatore a beccuccio che io però ho prontamente e subitamente sostituito ad erogatore spray di un altro flacone. 
Ma a parte il pack, la descrizione di questo tonico dice che 
"completa la detersione del viso idratando la pelle e ripristinandone il pH. La sua formula contiene Aloe Vera per un'azione protettiva e lenitiva, Olio di Argan per un'azione levigante e anti radicali liberi e Peonia Bianca per un'azione antiossidante e astringente"
all'interno però c'è anche acqua di fioradaliso, allantoina, olio di menta e di lavanda. Questi ultimi dovrebbero dare profumo al tonico, ma io ci sento un odore fresco e un pochino dolce, non particolarmente intenso, ma gradevole.


Questo tonico Deborah Formula Pura per me è promosso in quanto l'ho trovato un valido tonico idratante. Ormai fa parte della mia skin care routine da diverso tempo e l'ho sempre utilizzato con piacere. Sottolineo tonico idratante, e anche il fatto che son contento di averlo utilizzato per questo inverno, perché credo che in un'altra stagione possa risultare un po' pesante. Attenzione: non voglio dire che sia untuoso sulla pelle, o appiccicoso, o che possa risultare in qualche modo soffocante, ma è un tonico che contiene glicerina e si sente, è proprio un primo step di idratazione nella cura della pelle.


Per questo mi sento di consigliarlo a pelli da secche a molto secche, e sconsigliarlo a chi cerca un'azione astringente e purificante più marcata o ha una  pelle grassa (o semplicemente a chi non ama i tonici viso con glicerina). Per quanto riguarda quel 
"rinfresca e lenisce la pelle"
stampato sul davanti, posso dirvi che l'azione lenitiva tutto sommato c'è, quanto all'azione rinfrescante sinceramente il tonico non mi è parso dei più freschi. Considerate che applicare il tonico spruzzandolo sul viso crea già una maggiore sensazione di freschezza piuttosto che picchiettare col dischetto di cotone, ma di per sé il prodotto non fa molto. 
Quindi sì, questo tonico Deborah Formula Pura mi è parso perfetto per la stagione fredda e per una pelle un po' più esigente proprio per tutti questi aspetti. Lo riacquisterei? Sì.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, La Malizia
💸 € 6.28 (in offerta)
🏋 200 ml
⏳ 12Mesi
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Fria Milleusipiu’ Fresh Energy Salviette Umidificate



Queste salviette di Fria non sono una novità sul mio blog, infatti già in passato avevo recensito la variante Green Tea, e se sono tornato ad acquistarle è proprio perché le trovo realmente molto valide sotto tanti punti di vista. 
Esteticamente le due versioni sono praticamente identiche: nel formato da 64 salviette hanno questo tappo apri e chiudi che è la cosa più comoda che si possa trovare su delle salviette usa e getta; il tessuto della salvietta ha questa trama a cuscinetti che secondo me effettivamente agevola la detersione. Fria lo descrive come
"tessuto microspugna dalla peculiare elasticità  e particolare morbidezza"
ed effettivamente è molto morbido e del giusto spessore, non di quelle che sono praticamente veline che te le passi fra le mani e ti si strappano. 
Inoltre a spingermi a riacquistare le Fria Milleusipiù è che sono umidificate il giusto e il siero che contengono non è appiccicoso e non lasciano le mani bagnate per mezzora.


La cosa ulteriormente valida è che queste salviettine non si seccano rapidamente. Io ci impiego un po' a terminarle, e le tengo principalmente in auto visto che la confezione è abbastanza grande, ma una volta che si è assottigliata le metto in borsa. E loro restano umide a lungo.
Fria afferma che
"Le salviette FRIA MILLEUSIPIÙ FRESH ENERGY ad effetto RINFRESCANTE con ANTIBATTERICO svolgono un'azione di detersione dell'epidermide senza irritarla donando un’immediata sensazione idratante delicata."
e li cito per sottolineare il fatto che effettivamente sono delicate sulle mani, cosa importante in questo periodo in cui la pelle è più secca e sensibile.
Un punto a favore della versione Fresh Energy è che hanno una profumazione, rispetto alla variante Green Tea, per me più gradevole, fresca e neutra. Non posso però non sottolineare anche la mia totale incapacità nel fare uscire solo una salvietta da questa confezione. Non posso farci niente: ne tiro fuori sempre 2.
Credo che proverò altre marche, ma sicuramente tornerò a queste salviette umidificate di Fria.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone
💸 € 1.60 (in offerta)
🏋 64 salviette
⏳ 3 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸
Tesori d'oriente Profumo aromatico Aegyptus

La mia passione per i profumi ha subito una parabola discendente nel corso degli anni. Tempo addietro li amavo tanto da averne diversi e tanto che mi venivano regalati molto spesso, poi questa passione è svanita ma senza una ragione. Semplicemente non mi sentivo a mio agio con in profumo magari particolarmente forte.
Questa passione però è tornata negli ultimi anni in modo più pacato ed ho iniziato a provare alcune eau de toilette più economiche, fra cui quelle di H&M (se volete sapere le mie opinioni le trovate qui, qui e qui) di cui vi ho parlato. Ma poi ho sentito parlare bene di queste profumi di Tesori d'Oriente da Simona AKA Misspenny09 su YouTube. E così ho deciso di mettere da parte le mie perplessità non suffragate da alcuna prova concreta e testare qualcosa. Nel corso del tempo ne ho acquistati due di Tesori d'Oriente, ma quello che ho amato di più al punto che sta per terminare e che non mi ha mai stancato è il profumo aromatico nella declinazione Aegyptus. Giustamente da amante dell'Egitto.
A parte che amo i colori della confezione, non credo che debba aggiungere molte parole alla descrizione che riesce a centrare bene la fragranza:
"Un profumo intrigante e prezioso, che nasce dalla magia dell’incontro tra gli accenti freschi e floreali del Giglio Blu del Nilo (detto anche Agapanthus ndr.) con le note calde ed avvolgenti di spezie e legni orientali."
È una profumazione decisa, più maschile che femminile (ma poi se vi piacciono le fragranze così intense può andare bene per chiunque). Di base è fresca e floreale, anche se non saprei dirvi se si avverte davvero il profumo del giglio blu, ma poi rivela un sottofondo legnoso che dà appunto carattere alla profumazione. La parte speziata è leggera e poco percepibile al mio naso.


Sulla durata ovviamente non aspettatevi tempi da record: trovo che sulla pelle resista meglio che sugli indumenti dove tende a svanire piuttosto in fretta. Fino a circa cinque orette io lo avverto, dopo bisogna riapplicarlo. Per i miei gusti è una fragranza che preferisco adesso che la stagione fredda ci accompagna, ma non nego che spesso la utilizzo anche quando il clima è più mite.
I profumi di Tesori d'Oriente hanno sicuramente l'aspetto positivo di essere in confezioni di metallo quindi li potete trasportare facilmente in borsa e riapplicarli. Purtroppo però nei negozi dove li acquisto mancano i tester ed è un peccato perché spesso si trovano confezioni chiaramente pasticciate. In ogni caso riacquisterò sia questo che altri profumi aromatici Tesori d'Oriente.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e Sapone
💸 € 2.85
🏋 100 ml
⏳  36 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


E questi erano i miei promossi e ... promossi di Gennaio. Lo so, poca roba, ma tutta buona. Spero di avervi tenuto compagnia, a presto!




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