venerdì 28 aprile 2017

|#backtoseries chapter 14|
Di finali di stagioni... o quasi.

A scuola il momento delle pagelle arrivava a metà o a fine anno scolastico, ma se dovessi aspettare di finire tutte le serie tv che seguo per dare i miei voti, vorrebbe dire aspettare che l'eternità spalanchi le sue braccia e ci inghiotta tutti, per cui totalmente a random ho deciso di darvi le mie stelline. In realtà avrei voluto farlo settimana scorsa, ma poi 13 Reasons Why si è preso tutto lo spazio. Nel mentre alcune serie tv sono effettivamente terminate, altre ci sono quasi, altre invece sono appena iniziate quindi darò giusto una impressione generale. 
Come sempre vi avverto: se siete indietro con la visione potete saltare la lettura, perché nonostante non ci siano spoiler diretti, devo pur far rifermento a quel che accade nelle varie serie tv.

⭐⭐⭐⭐⭐

Feud 

Risultati immagini per Feud poster

Senza alcun dubbio cinque stelle vanno a Feud, la miniserie creata da Ryan Murphy che racconta la faida più glamour di Hollywood: quella fra Joan Crawford e Bette Davis.
Questa è stata una serie che ha saputo prendermi fin dal primo episodio, grazie intanto ad una impeccabile messa in scena e una narrazione in grado di ricreare appunto lo show biz dell'epoca, ma allo stesso tempo una certa decadenza, un declino che stava pian piano avvicinandosi. Uno spioncino sui retroscena, lo potrei definire. Ma un altro merito di Feud è quello di essere in grado di raccontare una storia già nota, perché alla fine bastava fare qualche ricerca su Google e sapere tutto, senza annoiare, ma anzi trascinandoti. La serie infatti ha saputo trasmettermi un range di emozioni parecchio ampio, cosa per me fondamentale non avendo conoscenze tecniche.
Così si passa dalla tristezza, alla suspense, all'ironia a volte amara. Centrale ovviamente è stata anche (o soprattutto) la bravura di Jessica Lange e Susan Sarandon. Infatti entrambe non sono solo state brave a raccontare la vita di due attrici che erano state e si erano messe l'una contro l'altra, ma hanno avuto l'abilità di trasmettere la vita di due donne che si portavano dietro un certo vissuto, certe debolezze, ma anche una certa forza che poi si riversava nel proprio talento. Nonostante il racconto riguarda il periodo dalle riprese di Che fine ha fatto Baby Jane? e il periodo dopo, è come se noi conoscessimo quasi tutto di queste due icone
C'è chi dice che Jessica Lange non abbia reso al meglio il ruolo di Joan Crawford, che sia stata troppo fredda, ma secondo me, guardando alcune interviste e filmati d'epoca, ha saputo rendere bene il carattere di questa donna, che si era cristallizzata in una figura algida ed elegante. 
Ho trovato invece un po' sopra le righe Susan Sarandon in alcuni aspetti, probabilmente nel tentativo di nascondere una somiglianza fisica non perfetta, visto che Bette Davis era decisamente meno curata.
Un altro neo che posso dirvi è che forse non riuscirei a fare una megamaratona a guardare le puntate tutte in una volta, perché verso la fine sembra quasi che la storia ricominci da capo, quindi potrebbe risultare un po' ripetitiva. Ma queste sono quisquilie, perché sinceramente rivedrei Feud molto volentieri.

Cinque stelle anche a This is us, serie su cui non mi soffermo anche perché ormai è finita anche in Italia, ma mi basta dire che secondo me ci mettono la droga nei fotogrammi o non si capisce come possa farmi sprofondare in uno stato emotivo così profondo da farmi piangere ad ogni episodio con nulla. È sconvolgente.



Il finale ha seguito l'andazzo dell'intera stagione, magari non ha sorpreso con milioni di interrogativi, ma d'altronde This is us, più che sorprendere, vuole raccontare.
Come vi dicevo l'altra volta, ho un po' paura che nella seconda stagione possano calcare troppo la mano, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta ché le bende mi servono per asciugare le lacrime. 

⭐⭐⭐⭐

Younger


Sì, ho dato 4 stelle a una serie tv che dura 20 minuti a puntata e in cui recita Hilary Duff e ne vado abbastanza orgoglioso. Il motivo è semplice: fra questa sequela di morti ammazzati, di struggimenti, di liti, di complotti, di battaglie psicologiche e fisiche, Younger è una boccata di aria fresca.
La serie tv smandrappona che ti alleggerisce l'animo. Younger è l'equivalente delle mutande con l'elastico comodo. Intanto perché dura poco, ma anche nella sua breve durata, ha un ottimo ritmo, è leggera e godibile, soprattutto se non volete tenere impegnate troppo le sinapsi. 
Ci sono un po' di cose su cui chiudere un occhio, tipo il fatto che la storia si basi su una bugia che nella realtà non reggerebbe due giorni, e non parlo necessariamente di controllare i documenti, anche solo di guardare in faccia l'attrice che interpreta Lizzie, che sembra la mamma di Nina Dobrev.


No age-shaming, Sutton Foster è una bellissima donna, ma 26 anni... ehm, no. Ma ripeto, non importa, perché quello che mi piace è comunque lo sviluppo, il ritmo, qualche risata che Younger è in grado di farmi fare. Tra l'altro è una serie che sta continuando in più stagioni, siamo alla seconda in Italia, ma in totale saranno almeno 5.

Big Little Lies


Big Little Lies è stata senza dubbio la rivelazione del periodo. Una miniserie di sette episodi che sembrava non avesse un seguito ed invece stanno tutti dando la propria disponibilità per una seconda stagione, eccetto i creatori, ma va bene così, perché è tutto perfetto.
È perfetto il cast con tre stelle del cinema che si sono prestate abilmente in una serie tv ed hanno fatto benissimo perché si sono ritrovate ad interpretati dei ruoli psicologicamente molto interessanti (in particolare Nicole Kidman secondo me). È perfetta la fotografia bellissima e la regia e l'ambientazione che racchiude tutto quanto. 
La sceneggiatura è scorrevole, non particolarmente corposa anche se tocca argomenti non proprio da chiacchiere al bar. C'è tensione, c'è un buon intreccio narrativo, ci sono un paio di risate. Insomma Big Little Lies si merita più di una possibilità.
Tuttavia, se proprio proprio devo muovere una critica e quindi darvi il motivo per le quattro stelle, sicuramente punto il dito ad un paio di puntate, la quinta e la sesta che potevano essere riassunte e accorpate in un solo episodio. Invece sono inutili; le ho guardate comunque con piacere, però odio le puntate che mi sembrano filler. E poi, ma qui forse cadiamo nello spoiler, il finale più o meno me lo aspettavo. O meglio, mi aspettavo i personaggi che sarebbero stati coinvolti principalmente, anche se non come. Di base, il fatto uno dei misteri su cui si arrovella la trama abbia come protagonisti due dei personaggi che non si incontrano mai, diciamo che mi ha aiutato molto, ma già prima avevo subodorato come stava andando la situazione.
Vedremo se e come sarà al seconda stagione, ma intanto recuperatela.


⭐⭐⭐

Billions

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Mi son reso conto adesso che non ho mai parlato approfonditamente di Billions, serie incentrata sulle storie di uno speculatore di alta finanza, Bobby "Axe" Axelrod, e del "gatto che lo insegue", ovvero il procuratore Chuck Rhoades. Di economia non ne capisco nulla, se mi danno il resto al supermercato ho bisogni di 5 minuti per contarli, ma Billions mi ha preso molto. La prima stagione è stata intrigante, coinvolgente, con una storia che, nonostante diventi via via più articolata, con dei dialoghi serrati e nonostante appunto divaghi a volte in questioni più tecnico-economiche, si fa seguire con molta attenzione. Quando è finita la prima stagione, ho atteso molto volentieri la seconda che però non mi sta prendendo allo stesso modo. 
Questa seconda stagione di Billions infatti non è iniziata per me nel migliore dei modi. E se una serie che dura 12 puntate non inizia bene, ho paura che non finisca bene. Non che qualcosa non mi sia piaciuto al punto tale da farmi smettere la visione, intendiamoci. L'intreccio narrativo mi stimola ancora a seguire la serie, ma ci sono state cose che mi hanno un po' lasciato perplesso.
Intanto l'introduzione di due nuovi personaggi mi ha fatto storcere un po' il naso.
Mi riferisco in particolare a Oliver Dake e Taylor Mason.
Il primo sembra praticamente un agente russo arrivato dal 1955, la seconda somiglia ad una versione cresciuta di Eleven da Stranger Things. Un'eccessiva caratterizzazione che stona per me con quella che uno dei migliori punti a favore di Billions ovvero il cast. La scelta dei personaggi principali per me è perfetta perché vanno oltre l'interpretazione, nel senso che già il loro aspetto, il loro volto è perfettamente coerente col personaggio, senza troppi fronzoli o "costumi di scena". Fortunatamente intorno alla sesta puntata hanno capito che di tutto il caos che avevano messo in scena, non fregava nulla a nessuno, quindi uno l'hanno tolto di mezzo, l'altro invece l'hanno dovuto ammorbidire per farlo entrare meglio nella storia. Infatti dalla sesta puntata per me la serie ha preso un po' di quota. In generale però anche la storia di questa stagione non mi sta prendendo al 100%; mi sembra guazzabugliosa, con filoni narrativi del tutto inutili creati ad hoc per creare scompiglio o aggiungere altra carne alla brace (vedi il "business" di Lara, argomento abbandonato nel giro di un paio di puntate), che però non vanno da nessuna parte. Sono lì che ad ogni puntata spero che i nuovi personaggi e le nuove storie portino a qualcosa di concreto, e invece finiscono per sgonfiarsi troppo presto e senza aver apportato cambiamenti effettivi alla trama, ovvero allo scontro Axe VS Chuck. Senza contare il vecchissimo stratagemma di lasciare il focus importante della puntata alla fine dell'episodio, che alla lunga questo mi annoia.
Insomma tre stelle non sono poche, ma nemmeno tante; avevo molte aspettative e per il momento non sono state colmate del tutto.

Do tre stelline anche a The Catch ma sono tre stelline molto provvisorie. L'ultima volta che vi ho parlato di questa serie eravamo ancora alla prima stagione, agli inizi, e tutto sommato andava bene, ma poi il telefilm ha subito una flessione verso il basso, vista la vuotezza delle puntate.

Risultati immagini

Diciamo che ho iniziato la seconda stagione già prevenuto, e non è che fossi super entusiasta del ritorno della serie, tuttavia mi ha sorpreso. In questa seconda stagione di The Catch infatti l'intreccio narrativo è stato interessante, ben calibrato fra la parte più glamour e gossippara e la parte più d'azione e diciamo poliziesca. Permangono alcune incongruenze, non è che abbia questa sceneggiatura incredibile che possa in qualche modo sconvolgere con colpi di scena inaspettati. Però, un po' come per Younger, anche The Catch è quella serie che seguo con piacere e facilità, senza troppi sbattimenti. Considerate che ho realizzato di essere arrivato all'ottava puntata, ne mancano due alla fine e non me ne ero reso nemmeno conto. Insomma, funziona. 

Con le stelline ho finito qui. Una menzione flash per un'altra miniserie che sta andando in onda sull'emittente Starz e che mi sta piacendo, anche se è presto per valutare visto che sono state trasmesse solo due puntate. 
Parlo di The White Princess, telefilm basato sulla storia di Elisabetta di York e Enrico VII d'Inghilterra.


Lo so, un'altra storia su un'altra regina inglese, ma durando otto puntate ho pensato fosse digeribilissima. Al momento mi ha ricordato un po' Outlander per ambientazioni e per quel velo di mistero e magia che percorre gli episodi. Vedremo come proseguirà, intanto vi lascio il trailer se siete curiosi.


E per adesso è tutto, ci leggiamo presto.
Fatemi sapere le vostre serie tv del momento!







lunedì 24 aprile 2017

|Beauty Cues: Viso|
Skin Care Routine Primaverile
firmata Omnia Botanica con olio di Rosa Mosqueta

La nuova stagione si porta anche un cambiamento cosmetico visto che in primavera le temperature diventano più miti (più o meno, viste le oscillazioni di questi giorni) e ci servono prodotti più adatti alle nostre esigenze. In particolare la mia pelle sta via via diventando più normale e meno esigente quanto idratazione, sebbene il mio contorno occhi resti secco e non ho grandi aree sebacee da detergere.
Così io e la mia amica Rory abbiamo pensato fosse arrivato il momento di raccontarvi della nostra nuova skin care routine.
Prima però di addentrami nelle recensioni dei prodotti, volevo lasciarvi una comunicazione di servizio: ho modificato un po' la disposizione dei post Beauty Cues, dividendo semplicemente in viso, corpo e capelli. Quindi che sia la review di uno o due prodotti, che sia un routine completa composta da più cosmetici, la trovate nel menù di riferimento. Mi è sembrata una semplificazione necessaria visto che i post sono diventati parecchi, non più solo hair o skin care routine.

Ma tornando a noi, i prodotti che sto usando per prendermi cura di questa mia faccia sono tutti firmati Omnia Botanica, un brand made in Italy che non ci credo che non lo conoscete, distribuito dalla Paglieri Sell System.


Omnia Botanica mi aveva attratto in quanto produce cosmetici con INCI verde con un costo accessibile a chiunque. Tuttavia dalle mie parti di questo marchio non c'era nemmeno l'ombra, così ho acquistato dallo shop online di Lillapois (trovate più info qui). So che però Omnia Botanica si trova anche da IperCoop, in alcune Esselunga, oltre che negli store fisici Lillapois.
Io mi sono orientato sui prodotti della linea a base di Olio di Rosa Mosqueta, fra cui c'era una mia vecchia conoscenza, ma le linee del brand sono quattro, tutte caratterizzate da un ingrediente vegetale: karitè, argan, aloe e appunto rosa mosqueta.
Vi dicevo, prodotti con buon INCI, ma, nonostante l'azienda affermi che l'olio di rosa contenuto in questa linea sia proveniente da coltivazioni biologiche certificate, non ho visto alcun simbolo e i prodotti non hanno alcuna certificazione, per cui tenetelo presente se per voi è un problema.

Ovviamente la mia skin routine mattino e sera inizia con la detersione, al cui scopo ho usato il Gel detergente delicato viso, che si trova contenuto in un bel tubetto di plastica morbida.



Plus non da poco è che il flacone ha un sigillo di plastica che ne garantisce l'integrità. 
La consistenza è quella di un gel appunto, ma fluido e leggero. Dentro al mio ci ho trovato delle parti di gel più denso, disomogeneità del tutto normale come specifica l'azienda e che non inficia comunque i benefici del prodotto. Questo detergente di Omnia Botanica non appena viene a contatto con l'acqua si trasforma in una schiumetta quasi cremosa. Sembra proprio che sulla pelle crei un film idratante e protettivo.
Sulla mia pelle è perfetto e lo è ancora di più in questa stagione perché va a detergermi bene, ma senza seccare, o irritare la pelle, ma anzi lasciandola assolutamente morbida, liscia e non tirante ma pulita e fresca. È un prodotto davvero delicato che infatti non mi crea problemi nelle aree più secche o comunque usandolo sugli occhi dove non mi crea bruciori.
Così lo descrive l'azienda

Gel detergente con intensa azione idratante, dona alla pelle un aspetto più morbido, luminoso e levigato. L’elevato contenuto di acqua distillata di rosa lo rende particolarmente delicato
e per me è assolutamente promosso. Credo sia perfetto anche per l'inverno ma in linea generale non lo consiglierei alle pelli grasse ma più da normali a miste ma anche secche. Ci ho trovato un leggero potere struccante che non guasta. Ho usato questo detergente sia con la spazzolina in silicone di Silvercrest, sia con la Face Cleansing di Imetec Bellissima (di cui prima o poi arriverà la recensione), quindi con un attrezzo a setole di nylon ed in entrambi i casi è stato piacevole.
Ah, dimenticavo, il profumo è innocuo, direi che sì sa di rosa ma in modo delicato delicato.
Unico appunto che faccio al prodotto è la quantità: 75ml sono troppo pochi. Ok, non serve molto prodotto ma è praticamente una travel size che mi è durata un mese e spicci. Io ultimamente infatti ho affiancato un altro prodotto con cui sto alternando questo gel detergente di Omnia Botanica, ma vi dico che me ne sono rimaste poche applicazioni.

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Subito dopo il detergente passo al tonico, di cui mi sono reso conto essere diventato un addicted, cosa che non avrei creduto qualche anno fa.
Sempre di Omnia Botanica ho utilizzato quello che credo sia il loro prodotto più conosciuto, ovvero l'Acqua Tonica Delicata, sempre arricchita con olio di Rosa Mosqueta.


Posso dire che adoro questo prodotto? Intanto la confezione spray mi evita di travasarlo e funziona benissimo nebulizzando sottilmente il liquido. Inoltre l'etichetta di plastica avvolgeva anche il tappo garantendo che non può essere aperto in negozio. Il tonico è secondo me quel giusto compromesso per la primavera: da un lato mi da un'azione astringente ma delicata e non essiccante; dall'altro lato mi dà l'idratazione di un tonico, ma senza esagerare, senza essere appiccicoso o pesante.
Il profumo è gradevole, sicuramente floreale ma con una punta più dolce.
Sul retro della confezione leggiamo 
Acqua tonica ad azione astringente e rivitalizzante, ideale per completare la pulizia del viso ma anche come tonificante in ogni momento della giornata. L’alto contenuto di acqua distillata di rosa la rende particolarmente delicata. L’epidermide rileva un aspetto più compatto e luminoso.
descrizione a cui aggiungerei che è un tonico piacevolmente fresco. Per quanto mi riguarda questo prodotto va nella lista dei cosmetici da riacquistare.

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Passando all'idratazione, devo dire che Omnia Botanica sa il fatto suo. Sempre in questa linea c'è appunto la Crema Rigenerante viso, con cui, lo ammetto, sono stato abbastanza fortunato.


Dovete sapere che avevo questi prodotti in casa da un po' fra le mie scorte cosmetiche, ma non sapevo se si sarebbero adattati alla stagione o sarebbero stati troppo pesanti. 
Questa crema viso in particolare mi spaventava un po' perché essendo contenuta in un tubetto di alluminio, mi dava l'idea di un prodotto pomatoso ed estremamente idratante. In realtà una volta rotto il sigillo e vista la consistenza ho capito di aver fatto bingo e di aver trovato la crema adatta alla mia pelle normale con zone un po' più secche anche adesso che il clima è mediamente più caldo. 
Infatti questa crema ha una texture leggera, fluida sembra quasi una crema-gel.


Si stende con estrema facilità e di scie bianche nemmeno l'ombra. Sul mio viso risulta confortevole e piacevolmente fresca e la mia pelle la assorbe bene nel giro di pochi secondi, diventando liscia, morbida e compatta, come da descrizione
Soffice crema che nutre e idrata la pelle in profondità, lasciandola più luminosa e compatta, grazie anche all’elevato contenuto di acqua distillata di rosa.
Non c'è stata occasione in cui mi abbia lucidato, ma dall'altro lato non c'è stata occasione in cui abbia sentito la pelle tirare o bisognosa di altra idratazione. 
La sera, lo ammetto, uso quasi esclusivamente un altra crema di cui vi parlerò fra non molto. Mi sento di consigliarla a pelli da normali, secche ma anche miste, badando al clima: su di me ad esempio probabilmente d'inverno non sarebbe sufficientemente nutriente, e con il caldo umido estivo lo sarebbe troppo.
Il profumo anche questa volta è floreale ma non invadente. E anche per questo prodotto devo far notare ai signori Omnia Botanica che 30 ml sono praticamente una minitaglia: mi son ritrovato nel giro di poco a strizzare il tubetto.

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La vecchia conoscenza di cui vi parlavo sopra è invece la Crema Contorno occhi, che avevo già provato circa 4 anni fa.


Come la sorella per il viso, questa crema contorno occhi Omnia Botanica si presenta in un tubetto di alluminio ed ha lo stesso profumo. Rispetto però alla sorella ho notato che la consistenza, seppur restando leggera e fluida, è un po' più cremosa e consistente. 
Su di me questo prodotto funziona molto bene: in primis idrata bene la zona perioculare, senza risultare unticcia o restare in superficie, ma assorbendosi abbastanza in fretta. Cosa molto importante, l'ho trovata delicata e non mi ha creato sin da subito nessun tipo di bruciore agli occhi.


Quello che mi ha spinto a riacquistare questa crema è il buon ricordo che mi ha lasciato: infatti il prodotto mi dà una bella azione distensiva, mi lascia la pelle compatta e levigata. Non è un'azione lifting come la da me odiata crema contorno occhi di Equilibra, ma è più una azione rimpolpante. Tant'è che il brand descrive il prodotto come
Soffice crema specifica per la delicata zona del contorno occhi. Contribuisce ad attenuare segni di disidratazione, piccole rughe e linee di espressione.
Insomma mi piace, ma se devo proprio puntare il dito ad un aspetto negativo, posso dirvi che arrivato a sera, non sento il contorno occhi perfettamente idratato come dopo aver applicato questa crema. Questo punto per me però non ha nulla di sconvolgente: ho un contorno occhi secco, e non ho più 22 anni, motivo per cui prima di andare a nanna utilizzo un altra crema idratante di cui, anche qui, leggerete presto.

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Insomma per quanto mi riguarda la mia esperienza con la linea alla rosa mosqueta di Omnia Botanica è stata più che positiva, ho scoperto dei prodotti da grande distribuzione con un buon rapporto qualità-prezzo. Tocca un po' accettare il compromesso di avere quantità inferiori rispetto alla media dei prodotti, ma credo si possa chiudere un occhio. 
Sono sicuro che moltissimi di voi già conosceva queste referenze, per cui spero di avervi tenuto un po' compagnia e noi ci leggiamo presto!






venerdì 21 aprile 2017

|#backtoseries chapter 13|
Tutto ciò che penso di Thirteen Reasons Why

Thirteen Reasons Why è la serie del momento, letteralmente quella di cui tutti parlano, la più twittata fra le serie Netflix e io quando una serie piace su Twitter dovrei già sapere che a me in qualche modo farà storcere il naso, vedi Fargo (che sono fermo alla settima puntata della prima stagione) o Black Mirror (con cui credo proseguirò con la terza stagione quando non avrò nulla di meglio da fare).
Eppure non imparo e mi impelago in cose da cui non so come uscire, per cui ho deciso di raccontarvi le mie impressioni da spettatore emotivo che magari si accosta ad un telefilm perché ci vede del potenziale e la guarda immergendosi più o meno in base a ciò che vede. 
Ad avermi attirato infatti non è stato solo il gran parlare ma anche la storia, che mi sembrava molto interessante e assolutamente attuale. Il problema è che quello che funziona sulla carta, non è certo funzioni nella pratica e a mio avviso in Tredici ci sono tante cose che non funzionano.

13 reasons why locandina 13 serie tv netflix

Ora, se avete intenzione di iniziare a vedere la serie o siete a metà e non volete sapere assolutamente nulla della serie, potete fermarvi anche qui perché, nonostante siano mie impressioni generali prive di spoiler e di racconti dettagliati sulle vicende, ovviamente nomino alcune cose che possono darvi informazioni su quello che accadrà.

Come suggerisce il titolo, Thirteen Reasons Why racconta le ragioni per cui Hannah Baker, una ragazza di 17 anni, ha deciso di togliersi la vita. A raccontare queste ragioni è la stessa Hannah tramite delle cassette su cui incide queste ragioni, ma non voglio aggiungere altro per quanto riguarda la storia e voglio zompare subito a quelle che sono state le mie impressioni.


Tredici è una serie che secondo me riesce a prenderti perché, a meno che non abbiate letto il libro da cui è tratto, sei incuriosito dal capire come va a finire tutto quel casino.
Io ho fatto binge watching proprio per arrivare al punto della storia, per capire quale messaggio volesse lasciare. Tuttavia non è stato un binge watching semplice perché come dicevo tante cose non mi sono piaciute e secondo me non funzionano. 
La prima cosa che non funziona è la narrazione, che ho trovato inutilmente prolissa solo per dovere di copione AKA arrivare a 13 puntate. Più e più volte mi sono fermato, ho sbadigliato e ho proseguito dopo una pausa.
Ci sono un paio di puntate, fra la sei e la sette che secondo me sono totalmente inutili.
Tra l'altro, per quanto riguarda gli elementi base della storia, sono tutti quei pezzi che abbiamo già visto e rivisto: bulletti a scuola, pettegolezzi, dicerie e cattiverie di ogni tipo. I soliti stereotipi, dagli sportivi, alle cheerleader, agli sfigati e via dicendo che esistono dai tempi di Happy Days.
Non che questo sia un mio modo per giustificare o prendere sotto gamba questi comportamenti, che sono storia di tutti i giorni anche nella realtà, ma nell'economia della storia non dà nulla di nuovo rispetto ad altri prodotti.
Diretta conseguenza di questi stiramenti narrativi sono dei passaggi che mi hanno lasciato perplesso e che sono secondo me grosse forzature.
Ad esempio trovo un po' inverosimile che nessuno, a parte i diretti interessati, sappia delle cassette che raccontano la storia di Hannah. Esistono persino duplicati e se ci sono pettegolezzi che fanno il giro della scuola in un secondo, questo in particolare ci mette secoli.


"La gente inizia a parlare" solo alla sesta puntata, a detta dei personaggi stessi.
Ma ho notato anche lacune molto banali in cui vedi la mano dello sceneggiatore (in questo caso scrittore, visto che è tratto da un libro) che tenta di aggiungere cose al limite dell'irrealtà per calcare la mano e creare questo turbinio che finisce nel marcio.
Vi faccio alcuni esempi senza andare nello specifico del chi e del come se non avete visto la serie.
Se ti incolpano di far uso di droga ma non è vero, tu cosa fai? Chiedi di fare un test antidroghe per salvare la tua reputazione anche agli occhi dei tuoi genitori.
In Tredici però no, non funziona così. E i tuoi genitori se ne fregano se usi marijuana.
Oppure, se una tua amica viene aggredita, qualsiasi tipo di aggressione sia, e tu assisti alla scena, non solo cerchi di aiutare la tua amica fermando l'aggressore, anche se sei senza forze, ma chiami qualcuno ad aiutarti e sono subito


In Tredici no, non funziona così, come qualsiasi essere umano. 
Peccato però che la stessa persona senza forze che ha appena assistito alla scena di "aggressione", poi si preoccupi per un cartello stradale abbattuto. 
Ecco una diapositiva della vicenda:



Vogliamo parlare del cartello stradale di legno. Nel 2017 nemmeno in un paesino sperduto di montagna lo trovi più.
E sapete che cosa succede due secondi dopo che quel cartello viene abbattuto? Un incidente mortale!
Peccato però che in quella strada, inquadrata più volte, non passi nemmeno un gatto mezzo cieco.
Ovviamente sono solo esempi per dirvi come lo sviluppo della storia mi ha portato a scollegarmi dal coinvolgimento, come spesso mi accade quando vedo tante piccole assurdità che hanno solo lo scopo di aggiungere drammi, ma che potevano essere gestite diversamente .

Altro elemento che mi ha portato a scollarmi dalla storia sono stati i personaggi. Abbiamo a che fare con una corale in cui ogni ragazzo ha un suo tassello, una sua storia più o meno approfondita, ma come vi dicevo la caratterizzazione dei personaggi è molto banale e già nota, ma devo sottolineare che gli attori sono molto bravi nell'interpretare dei ragazzi giovani ma con un vissuto già segnato e non facile. Ottima anche Kate Walsh nei panni della madre di Hannah.
Tuttavia certi dei protagonisti sono stati in grado di darmi sui nervi.
Sicuramente quello che ha smosso in me più tic nervosi è stato Clay Jensen.


Lui è la forzatura (e la stupidità) fatta personaggio.
Volete un esempio? Quando le cassette con le ragioni di Hannah arrivano a lui, non le ascolta tutte in una volta (cosa che invece accede giustamente nel libro) per capire cosa sia successo a quella persona a cui dice di tenere, ma se ne va in giro a chiedere agli altri cosa sanno e cosa raccontano le cassette. E indovinate cosa gli rispondono?
"Non posso dirtelo, gne gne, devi ascoltare le cassette gne gne".
Giustamente, a domanda cretina, risposta cretina.
Se nella realtà chiunque vorrebbe sapere se e perché si trova nei racconti di una ragazza che si è suicidata, in Tredici, o meglio nella testa di Clay Jensen, è più pesante ascoltare il racconto di Hannah piuttosto che capire i motivi della ragazza.
Ma la stessa protagonista fantasma è, se vogliamo, anche peggio rispetto al ragazzo. Hannah è la contraddizione fatta persona.
Un personaggio che anche nell'ottica della difficoltà adolescenziale, mi è risultato difficile da capire. La ragazza infatti passa dall'essere aperta e diretta, anche con persone che conosce appena, all'insultare gli altri solo perché non la capiscono nei momenti in cui diventa ermetica come un Tupperware.



Me lo ricordo ancora com'è essere adolescenti (non è passato poi tanto tempo oh!), com'è quando ti affacci sul mondo e devi scoprire praticamente tutto della vita e ti ci lanci a capofitto, o, di contro, ti chiudi perché tutto ti sembra gigante ed insormontabile. Quando credi di conoscere tutto il mondo, ma l'unico mondo che conosci è quello fuori dalla tua cameretta.
Hannah però è una che non impara, semplicemente sbatte contro tutti i muri possibili. Ci va dritta di testa non appena può.
Se magari a scuola facevi qualcosa di sbagliato, per un po' te ne stavi sulle tue, lontano quanto più possibile dai guai, dalle persone che anche solo involontariamente ti avevano ferito, soprattutto se non avevi il carattere di affrontare tutto. Lei invece no, insiste proprio più che può e se non si sente dire ciò che vuole, come vi dicevo, dà di matto.
Hannah non è convinta che il mondo sia quello due passi fuori dalla sua cameretta, Hannah è convinta che il mondo sia lei.
È vero che da adolescenti ci si sente tutti speciali ed unici, e lo siamo, ma lei esagera. Vi faccio uno dei tanti esempi possibili: un ragazzo le racconta i sentimenti che prova per lei, ma lei piuttosto di aprirsi a sua volta o magari spiegargli che non è il caso, lo insulta; gli dà dell'idiota davanti a mezza scuola, con la ovvia reazione del ragazzo che la manda a cagare. 
Sapete che fa Hannah? 
Dice che lui l'ha insultata. 
Ma tutto a posto? [cit]


Una costante ricerca delle conferme altrui al limite del patologico. Ma in tutto questo lei la colpa la dà solo agli altri. Di sé dice che fa degli errori, ma tesoro, peccare è umano, perseverare è diabolico.
Altra caratteristica di Hannah è sicuramente la sua ingenuità disarmante, che oggi non hanno nemmeno gli undicenni. Ma allo stesso tempo, mentre finisce in un turbinio sempre più cupo, è pronta a scagliarsi contro chiunque tenti di aiutarla. Per questo mi è diventato difficile non solo immedesimarmi ma anche empatizzare con Hannah.
Queste sono state le mie sensazioni dopo aver visto la serie, ma ci sarebbe tanto altro da dire perché sicuramente Thirteen Reasons Why ha del potenziale e tanti spunti interessanti.
È drammatico pensare che nella realtà queste situazioni accadono davvero ed è difficile giudicare quello che può passare nella mente di un ragazzo, credo che l'intento dei creatori di Thirteen Reasons Why sia stato quello di non creare buoni o cattivi, vincitori e vinti, ma mettere in scena l'umana contraddittorietà e di lanciare il messaggio che dobbiamo essere più gentili verso gli altri, ma anche essere più aperti altrimenti gli altri non possono capirci ed aiutarci.
Mi sarebbe però piaciuto che il messaggio sensibilizzante passasse attraverso un personaggio meno vittima di sé stessa e una storia che risulta drammatica solo a raccontarla nella sua cruda verità e anche senza mettere di mezzo assurdità a catena.
La storia sembra predisposta ad una seconda stagione che spero si svincoli dalle dinamiche del cercare di raggranellare lacrime dall'esagerazione, ma punti alla linearità delle emozioni.
A voi cosa ve ne è parso?





Ps: il caso ha voluto che questo capitolo di #backtoseries fosse il tredicesimo. Ed oggi è pure venerdì.
Sei tu, Hannah?




martedì 18 aprile 2017

{Aggiornamento #66}
Lentamente.




E allora com'è andata questa mega maratona culinaria meglio nota come Pasqua?
Qui tutto bene, ma sono effettivamente stanco, lento e ingolfato e non solo per via del cibo. 
Intanto questo lungo week-end per me è stato un po' più lungo. 
È iniziato con una festa a sorpresa e io odio le feste a sorpresa, anche se non sono per me.
Io voglio sapere tutto: voglio sapere chi c'è fra gli invitati, che si mangia (soprattutto), come mi devo vestire ed eventualmente dove si tiene. E odio le feste a sorpresa quando devi organizzarle, specie se sulla carta ti toccava mettere poco più che la tua bella faccia e invece sei "costretto" ad accollarti la disorganizzazione altrui. Alla fine è andata bene e la serata è stata piacevole, ma se sei non propriamente invogliato nel preparare tutto, ti diventa propriamente pesante.
Pesante quanto il cibo di questi giorni, che io ci ho provato a trattenermi ma che fai con gli avanzi? li butti? E pare male che non assaggi questo, quello e quell'altro. 
Che poi la vera ansia da dieta te la mettono gli altri quando ti chiedono se sei a dieta, ché prima  che te lo chiedano, tu manco lo realizzi. 
Pesante anche nel non avere un attimo di spazio per me, un po' di silenzio senza avere qualcuno intorno che mi racconta qualcosa di cui molto probabilmente non mi interessa. 
Perché la gente non apprezza la profondità del silenzio
Un andirivieni di facce che non si ferma nemmeno oggi. E casualmente si piazzano tutti dove la mia scrivania (forse unico angolo della casa dove riesco ad avere in genere un po' di privacy) curiosi di sapere che cosa stia facendo, manco guardassi porno alle quattro del pomeriggio. E questo non fa altro che rallentarmi ulteriormente. 
Pesante anche perché qui è esploso il caldo e l'umido tutto in una volta, almeno in questi giorni. Un sole che non ha raggi, ma spade laser adatte ad un revival di Star Wars, che se lo becchi nel punto giusto ti toglie pure un tatuaggio.
E poi quella sensazione appunto di week-end lungo, di lunedì che sembrano domeniche ma in realtà restano lunedì e di martedì che sembrano di nuovo lunedì. Tempi che si dilatano come se non sia già abbastanza lento. Così lento che per me ad esempio Despacito è una canzone nuova che avrò sentito una sola volta, mentre gli altri già la odiano e non ne possono più.
Così lento che sono ancora alla quarta puntata di 13 Reasons Why, quando gli altri l'hanno già finita.
Così lento che non riesco a stare dietro a tutti questi giochi di potere e bombe nucleari fatte esplodere come noi scoppiavamo le bolle di sapone per dispetto ai nostri fratelli. 
Così lento che mi serve una routine perché le vedo le persone organizzate, con le loro schedule, che portano sempre a termine. Quelle persone che se dicono che devono fare una cosa, la fanno e la finiscono. Però la routine è l'anticamera dell'abitudine e della ripetitività che piuttosto preferisco perdermi, lentamente.



A presto.



sabato 15 aprile 2017

La mia prima esperienza di acquisto su VerdeMelaBio e La Malizia Profumeria

Quando vi ho detto che avevo voglia di fare acquisti online, scherzavo. O meglio, sì ne avevo voglia, ma non necessità. Tuttavia avrete capito che se inciampo in una offerta interessante, resto a terra e soccombo ben volentieri.

Così.
Questo è stato il caso di VerdeMelaBio, e-commerce dedito alla vendita di cosmetici ecobiologici


Tenevo il sito d'occhio da molto tempo, visto che di offerte ne fanno davvero tantissime (al momento, fino al 17 Aprile c'è uno sconto del 40%); io, in particolare ho usufruito di un codice sconto che annullava le spese di spedizione (perfetto per me che volevo un solo prodotto), spese che in genere ammontano a 6.90€ per ordini fino a 9,89€, per arrivare a 3,90€ per acquisti da 29,90€ a 39,89€, e sono gratuite superati i 39.90€.
Inoltre è uno shop davvero ricco di marchi, più di 30, che vanno dalla A di Agronauti Cosmetis alla V di Volga Biocosmetica. 
VerdeMelaBio mi ha fatto una buona impressione in quanto sito: fluido, semplice, intuitivo. Ma anche come negozio online non ha nulla da invidiare: diversi metodi di pagamento fra cui anche Paypal, la possibilità di regalare una carta regalo (tipo un buono da spendere sul sito), la divisione in categorie ben fatta; la creazione di un account è semplice e il sito invia una mail per attivare il profilo. Insomma funziona bene.
Ho fatto quindi il mio ordine giorno 31 Marzo, ordine confermato da una e-mail. Giorno 4 Aprile il mio ordine è stato spedito, e sempre tramite e-mail venivo avvisato che potevo seguire la spedizione tramite il tracking. VerdeMela Bio spedisce da Roma, quindi in genere non dovrebbe impiegare molto per arrivare in Sicilia. Il corriere con cui è stato spedito il mio pacchetto è Nexive, che io sinceramente non conoscevo, ma non so dirvi se si affidano ad altri spedizionieri per ordini un po' più grandi del mio. 
Comunque, sempre dal tracking vedo che il mio ordine è arrivato in Sicilia giorno 5, mercoledì, in tarda serata; questo mi ha fatto presupporre che il giorno dopo sarebbe stato da me, come accade di solito, e invece no. O meglio, giorno 6 aprile il mio pacchetto risultava in lavorazione in filiale e con consegna prevista in giornata, ma così non è andata. 


Ancora venerdì 7 si è presentata la stessa situazione: in lavorazione e con consegna prevista per la giornata. 


Non ricevo nulla, ed immagino che ormai il mio pacchetto arrivi giorno 10 aprile ovvero lunedì, e invece sorpresa: sabato 8 mi suona un corriere alla porta col mio pacchetto. La cosa mi ha fatto molto sorridere visto che sul sito avvertono che il corriere non consegna di sabato.
Ho ricevuto la merce in una busta ma il prodotto all'interno era ben imballato nella pluriball. All'interno del pacco non c'erano ovviamente campioncini visto che veramente ho speso pochissimo, ma non c'era nemmeno un biglietto da visita, solo la fattura.

 

Insomma, per tirare le somme la mia esperienza da VerdeMela Bio è positiva, mi pare un sito valido e sicuro ma nonostante le offerte interessanti non so se farei altri ordini per via della scomodità del servizio del corriere. Non so se sia stato sfortunato io, perché un ritardo può capitare e non è colpa del sito (anche se il sito comunque sceglie a quale corriere affidarsi), ma due finte consegne possono essere problematiche per chi fa già fatica ad organizzarsi fra impegni e lavoro. 

Tutta altra storia sono stati i miei acquisti da La Malizia Profumeria


La Malizia è un negozio fisico con sede a Ferrara (Via Torricelli 7 se siete della zona) a cui però si annette un e-commerce molto interessante. Qui troviamo i classici brand da profumeria (Pupa, Clinique, Essie), ma anche alcuni marchi della grande distribuzione che producono cosmetici dall'INCI accettabile o ecobiologico: Phytorelax, Natura Amica e Naturaverde Bio, per nominarne tre. Sono tre marchi che reperisco facilmente, ma dalle mie parti mancano alcune delle nuove referenze.
Anche qui abbiamo a che fare con un sito secondo me dalla navigazione molto semplice: buona divisione in categorie e fluidità. 
Un po' alte le spese di spedizione (che io ho aggirato grazie ad un codice sconto) che ammontano a 7.32€, e diventano gratis da 50 euro di merce o se andate a ritirare in negozio, ma tanti metodi di pagamento fra cui PayPal e contrassegno. Sulla sezione blog del sito e su Facebook vengono segnalate le promozioni in corso. Nota a margine: su Facebook rispondono parecchio in fretta qualora abbiate dubbi su qualcosa.
Per quanto riguarda il mio ordine, l'ho finalizzato giorno 6 Aprile, ed ho chiesto, per prova la confezione regalo che è gratuita. Il mio ordine è stato spedito il giorno stesso, ma venerdì 7 ho ricevuto l'e-mail con il tracking da parte di TNT
Ed indovinate? Lunedì 10 il pacco era nelle mie mani. 


All'interno era tutto perfettamente imballato, con pluriball ad evitare che la merce potesse danneggiarsi. 
La fattura era contenuta in una busta chiusa incollata all'interno della scatola, e sempre all'interno era inserita una bustina con alcuni campioni omaggio


I prodotti come vi dicevo erano in una confezione regalo, nel mio caso una bella scatola firmata Phytorelax visto che ho scelto un paio di prodotti di questo marchio e quasi tutto quello che ho acquistato era dentro una bustina trasparente.


Credo che rifarò altri acquisti su La Malizia, perché ho trovato un servizio preciso, puntuale, e rapido. Tra l'altro, ma potete vederlo da voi facendo un giro sul sito, molti prodotti sono in offerta quindi si può risparmiare qualche soldino.
E sperando di avervi dato qualche dritta, di avervi magari fatto conoscere qualche nuovo sito o semplicemente di avervi tenuto compagnia, vi saluto e vi auguro buona Pasqua.
A presto!






martedì 11 aprile 2017

{Aggiornamento #65}
Più incazzato di Raperonzolo.


No, non è passata questa ondata che mi rende difficile mettere insieme dei pensieri e scriverli in modo coerente, sensato e magari leggero.
Ma non è successo nulla di brutto, eh.
Lo so che se scrivo determinate cose, tendenzialmente vengono interpretate nel modo più serio e drammatico di quel che é.
Non credo sia fatto con cattiveria, anzi a volte certi commenti sembrano scritti da persone che tengono a te, come se ti conoscessero. 
Con affetto direi. E questo è molto bello. 
Immagino che sia anche normale che quando racconti a spizzichi e bocconi, chi legge può farsi una idea tutta sua. Come quando leggi un libro, ed immagini personaggi, ambientazioni, intrecci fra ciò che accade e che potrebbe accadere e arrivi chissà dove, poi esce il film tratto dal libro e vedi tutta un'altra roba, perché l'immaginazione del regista ha visto altro. O magari non c'aveva soldi, ma questa è un'altra storia.
Ma non ho mai capito perché a volte il messaggio malinconico superi quello riflessivo e aperto.
Per me ad esempio scrivere è riflettere, così come lo è leggere. E scrivere su molte cose, porta a riflettere su altrettante cose.
In passato mi è capitato di aprirmi qui sul blog. Magari non facevo nomi e cognomi ma raccontavo qualcosa in più, a volte anche pezzi e momenti che sono stati nodi nelle maglie della mia vita. E non me ne pento affatto di averlo fatto, perché il blog è anche questo: aprirsi e ritrovarsi negli altri. 
E non c'è nulla di male nell'usare il blog per aprirsi in modo totale e senza filtri.
C'è però tutta una parte di me che tengo per me, che non esce nemmeno fra quegli spizzichi e bocconi di cui sopra. Anzi non esce nemmeno con le persone con cui sono a contatto diretto ogni giorno, figuratevi se voglio popuppare su schermi sconosciuti. Perché sono fatto così: le mie cose mi piace sbrigarmele da solo.
Tutto questo per dire che nonostante i miei post abbiano preso una piega che può andare ad appesantire l'apparato riproduttore maschile, qui va tutto bene
Tutto a posto, grazie, la famiglia tutto bene, a casa tutto bene, stiamo bene. Anche i figli che non ho stanno bene.
Come tutti, anche io ho i miei down, i miei momenti no, le mie giornate inghippate, o, come oggi, giornate in cui mi sento il fiato sul collo; purtroppo non sto a sbrogliare i nodi di Raperonzolo, o per lo meno non solo, ma questa è la quotidianità di ogni essere umano.
Mi manca sicuramente in questo periodo, ma ve l'ho già detto, quel guizzo della novità, della sorpresa, ma della sorpresa bella, di quelle che ti fanno sgranare gli occhi e ti fanno sbocciare un sorriso. 
Mi fa sorridere però che quando magari sei un po' mogio, e hai una connessione ad internet, o finisci su Spotify ad ascoltare il canzoni tristi, o non si sa come ti ritrovi sulle pagine di questi motivatori o life coach che ti dicono cosa fare e cosa non fare.
Non si capisce come sia possibile, tu magari cerchi informazioni su cosa sia FightList o le foto di Berlusconi con l'agnello, e ti ritrovi sul blog di un life coach.


La prima cosa che ti dicono, e preparatevi perché vi stupirò, è che devi essere te stesso
Cioè io ho vissuto ventiequalcosa anni credendo di essere bono come Cristiano Ronaldo, di avere un equilibrio psichico che a confronto il Dalai Lama è una ragazzetta in preda al primo ciclo mestruale e di avere il conto in banca di Bill Gates e invece no. Devo essere me stesso.
È importante e bellissimo essere me stesso. 
La seconda cosa è che in te stesso ci devi anche credere. Quindi non va bene la mia convinzione di avere più adepti di Osho e di Alberico Lemme messi assieme. No, perché in realtà nessuno crede in me, se non me stesso. 
Capito 'sti stronzi!? Mi hanno illuso tutta la vita. E ora mi dicono che solo io credo in me.
Non so come però fare tutto ciò, nessuno me lo spiega. So però che devo farlo. 
Ma i motivatori comunque non insegnano solo questo, anzi ho colto un grande messaggio che mi sento di condividere con voi, ovvero che - prendete fiato - devo essere forte e amare chi mi fa ridere e lasciarmi amare perché se perdo qualcosa non è una perdita ma se resisto è tutta esperienza visto che la vita è breve e bisogna rischiare pur accettando di migliorare accontentandomi di ciò che ho ma aspirando a massimizzare sempre restando positivo anche attraverso i brutti momenti


Aspettate che prendo fiato anche io.
Arrivato a comprendere questo splendido messaggio, ho chiuso ed ho lasciato perdere. Ho riflettuto e ho capito che nei miei ventiepiùdiqualcosa anni c'è solo una cosa da dire se vuoi motivare qualcuno: fai come ti pare.
Sei triste? Resta triste, non si muore. Piangi, magari rompi poco le scatole agli altri, cerca di capire da dove viene questa tristezza e vai oltre. Oppure continua ad essere triste, non si muore, l'ho detto?
Sei felice? Buon per te. Condividilo se ti va che magari fa piacere a qualcuno, ma non far sentire gli altri delle cacche, questo no.
Sei incazzato? Incazzati ancora di più.
Incazzati perché l'odore di fritto nei condomini è diventato reato.
Incazzati perché le cose non vanno come desideravi.
Incazzati perché non hai desideri da far esaudire.
Incazzati per quel che ti pare e piace.
Incazzati come Rapunzel.
Immaginate questa quanto doveva essere incazzata questa a stare rinchiusa in una torre tutto il giorno senza wi-fi e 4G, col balsamo (sicuramente siliconico) che gli rifilava la matrigna. E l'unico che vuole salvarla da questa condizione mischina le tira pure i capelli. Pensate voi. 
Ma incazzatevi, che alla fine magari qualcosa arriva. Come a Raperonzolo.




Buona settimana a tutti, incazzati e non.




venerdì 7 aprile 2017

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Marzo 2017

Iniziamo questo Aprile con un po' di bilanci cosmetici che non guastano mai.
Ultimamente mi sto concentrando su review monomarca, ma ciò non vuol dire che mi fossilizzi su un brand e non usi altro, anzi resto sempre molto curioso e poi ci sono sempre prodotti che non so bene in che post piazzare e quindi ho pensato che un generico Promossi e Bocciati possa essere utile.

Ad esempio non sapevo dove piazzare il Dentifricio Classic della linea Basis Sensitiv di Lavera.

Lavera Basis Sensitiv Dentifricio

Con i dentifrici sono sempre un po' pignolo, perché avendo denti sensibili ho bisogno di un prodotto studiato per correggere o attenuare il problema. Questo dentifricio Lavera l'ho trovato un prodotto buono, ma non per i miei gusti. E con "gusti" intendo proprio sapore.
È un dentifricio in pasta e questo va bene, ed ha un sapore particolare a cui mi ci sono dovuto abituare. Io ci sento una punta di salato. Inoltre nonostante l'odore fresco e mentolato, non è poi così rinfrescante in bocca.
Non schiuma molto e lo so che non deve far chissà che schiuma, e si sente che lava bene comunque, ma io sono come i bambini e voglio la schiuma.
Per quanto riguarda la sensibilità dentale che mi affligge, devo dire che il dentifricio si è comportato in maniera neutra: non ha peggiorato, ma nemmeno migliorato la situazione.
Dalla descrizione leggiamo che 
Grazie allo xilitolo e ai microgranuli di silicio, se usato regolarmente aiuta a rimuovere efficacemente la placca e a prevenire la carie. L'azione protettiva dell'echinacea e della pregiatissima propoli svolgono una pulizia delicata e sfiammano le gengive.
ma non avendo problemi alle gengive, non so se sia efficace. Lo ritengo un dentifricio semplice che non merita una bocciatura solo perché a me non piace il sapore e il fatto che non faccia schiuma, ma non credo ricomprerei avendo già i miei prodotti preferiti.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Naturasì, Esselunga
💸 1.99€
🏋75ml
⏳ data di scadenza
🔬 NaTrue
💓⇒ 🌸

Per restare in zona volto, un prodotto che invece boccio è il Siero Antirughe effetto lifting con 1% di Oro di Cien.

Cien Siero Viso Oro 1% Recensione

Diciamo che lo boccio ai posteri perché attualmente non è disponibile da LIDL, ma mi è parso di capire che ciclicamente questi prodotti ritornano in vendita. 
La linea Gold in particolare è composta da tre prodotti: due creme rigeneranti giorno e notte, e appunto il siero viso che ho scelto di acquistare. In realtà so che in Spagna questa linea ha più prodotti, fra cui un'altra crema viso e una crema contorno occhi.
Tutte queste referenze contengono appunto l'uno % di oro colloidale, che dovrebbe avere proprietà anti age, rigeneranti e stimolanti per la pelle. Ma tralasciando l'oro, il siero di questa linea Cien mi aveva attratto perché contiene anche peptidi e acido ialuronico.
In realtà, guardando l'INCI, c'è anche questo Polymethylsilsesquioxane che mi stava quasi spingendo a lasciare il prodotto sullo scaffale, visto che una parte della mia testolina era convinta fosse un silicone.

Cien siero viso oro INCI

L'altra parte della mia testolina però ha avuto la meglio, ricordandomi che alla fine non sono un fissato della cosmesi ecobiologica, e si possono avere anche buoni risultati con la cosmesi più sintetica. Una volta tornato a casa ho fatto le mie ricerchine scoprendo che questo ingrediente altro non è che effettivamente un silicone, o meglio microsfere di silicone che danno al cosmetico un tocco setoso e che sulla pelle hanno un effetto di riduzione ottica dei segni e delle rughe. Questo effetto ottico secondo me è accentuato dal fatto che all'interno del siero ci sono anche piccolissime pagliuzze dorate un po' a ricordare l'oro, un po' immagino ad accentuare questo potere illuminante e riflettente. Ah, il marketing!



Il siero ha una consistenza gellosa fluida, leggera. Il profumo è intenso,  ma non invadente ricorda un po' le creme da alta profumeria. 
Ma dopo tutta 'sta roba tecnica che vi avrà annoiato vorrete sapere perché lo boccio. Il motivo è che semplicemente non andiamo d'accordo. Appena applicato questo siero mi lascia effettivamente una bella pelle, liscia, luminosa. Il feeling è buono perché risulta fresco e piacevole. Tuttavia dopo qualche ora mi sento la pelle secca, tirante, ma allo stesso tempo la vedo lucida. Troppo lucida. 
La mia è una pelle normale, più secca d'inverno e più mista d'estate, ma generalmente non si lucida in modo eccessivo, ma con questo prodotto Cien non ci siamo.
Ovviamente ho provato sia applicando una crema dopo, che utilizzandolo tal quale. Ho provato ad aggiustare il tiro con le quantità, cosa facile visto il dosatore airless, ma non cambia nulla: pelle arida sotto e lucida sopra
Cien dice che questo siero è un 
elisir di bellezza con effetto antirughe ristrutturante, idratante e rigenerante per tutti i tipi di pelle. 
Ma per me può rimanere a prendere polvere sul lavabo del bagno.

INFO BOX
🔎 Lidl                            
💸 4.99€
🏋30ml
⏳ 12 M
💓⇒ 🍂

Spostandomi del tutto dal viso volevo parlarvi di un prodotto corpo che conosco da secoli ma che non avevo mai provato fino ad ora. Ho come il ricordo che sia uno dei prodotti con INCI accettabile da grande distribuzione di cui sentii parlare quando mi affacciai alla cosmesi ecobio, quindi parliamo di ormai 7 anni fa più o meno. Mi riferisco allo Scrub Rinnova Pelle di Kaloderma.

Kaloderma Scrub Rinnova Pelle

L'ho detto una volta, lo ridico anche questa volta: non sono tipo da scrub corpo, ma se me li ritrovo sottomano li provo volentieri, e questo prodotto in particolare è Piertificato (cit.).
È uno scrub che contiene sia sale che zucchero, ed è ricco di oli tanto che va miscelato con la spatolina di plastica che c'è in dotazione, ma ha davvero una consistenza perfetta: non troppo sottile ma nemmeno troppo grossa. La definirei quasi cremosa, per via appunto della grande presenza di oli che ne lo fanno aderire abbastanza bene alla pelle senza sbriciolarsi.

Kaloderma Scrub Rinnova Pelle














L'effetto sulla cute è sì, esfoliante, mi lascia la pelle liscia, luminosa, e compatta ma senza "grattare" troppo. L'ho utilizzato solo sulla pelle umida, perché su pelle asciutta mi sembra un po' troppo aggressivo per le mie necessità. 
Oltre a questa azione di peeling però questo prodotto Kaloderma dà anche una buona idratazione, perché una volta sciacquati via i granelli di sale e zucchero, sulla pelle resta una patina oleosa che ovviamente non va lavata via ma massaggiata e fatta assorbire. Su di me riesce a coprire le mie necessità e non sento bisogno di applicare dopo una crema idratante, ma se avete la pelle molto secca potrebbe servirvi questo step successivo, soprattutto per prolungare l'effetto idratante
Comunque resta un prodotto due in uno. 
un gommage straordinariamente efficace senza danneggiare la pelle, rendendole una nuova luminosità. Nutre intensamente la pelle secca del corpo donandole un aspetto sano e vitale.
è la descrizione di questo prodotto e mi sento di confermala.
Un profumo per me un po' troppo intenso e persistente, floreale ma gradevole, e il fatto di doverlo prelevare dal barattolone (come molti scrub) magari con le mani umide, sono un po' i contro di questo prodotto, ma se cercate uno scrub corpo efficace, ve lo consiglio senza pensarci troppo.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione
💸 8.90€
🏋 500gr
⏳ 12 M
💓⇒ 🌸🌸🌸


E sempre in tema di corpo o forse dovrei dire mani, e restando sempre in tema di prodotti dall'INCI accettabile, promuovo anche tanto le salviettine Fria Milleusipiù green tea.

Fria Salviette Milleusipiù Green Tea

Non sono un fan delle salviettine umidificate, ma è indubbio che siano utili tanto che io me le tengo in macchina e se serve me le porto dietro. Queste in particolare sono molto pratiche perché hanno il tappo richiudibile in plastica che ne garantisce la durevolezza, tant'è che, nonostante abbia superato il PAO di 3 mesi, le ho ancora in perfette condizioni, senza essersi asciugate.


A proposito del liquido che contengono penso siano perfettamente imbevute, né troppo da costringervi ad usare un altro fazzoletto per poi asciugarvi le mani, né troppo poco da essere secche. Il tessuto di cui sono fatte è morbido ed ha una leggera trama che penso aiuti a detergere meglio.
Le promuovono perché fanno esattamente ciò che Fria ci racconta, ovvero che
svolgono un'azione di detersione dell’epidermide senza irritarla donando un’immediata sensazione idratante delicata.
Infatti non mi lasciano le mani secche o tiranti, ma detergono bene, anche quando ad esempio le ho utilizzate per rimuovere l'unto di cibi (ehmm...).
Due punti a sfavore: la profumazione di te verde che ormai è chiaro non sia adatta a me in generale, seppur nel caso di queste salviette sia delicato; e il fatto che ogni volta che cerco di tirarne fuori una, vengono fuori due salviette, ma ciò potrebbe essere colpa mia, non lo garantisco.
Comunque due aspetti che non mi impediscono di riacquistarle e appunto promuoverle.

INFO BOX
🔎 Acqua e Sapone
💸 1.25€ (in offerta mi pare)
🏋 64 salviette
⏳ 3 M
💓⇒ 🌸🌸🌸

Spostandomi in area capelli non posso che promuovere la maschera di Briogeo Don't Despair, Repair! (deep conditioning mask).
Questa maschera capelli è arrivata nelle mie mani grazie ad un regalo di Simona (MissPenny09), e, anche se in formato minitaglia, mi sono fatto un'idea ben chiara. 

Briogeo Don't despair, Repair! Maschera capelli

Due parole su Briogeo: un brand americano di prodotti per capelli a base di ingredienti naturali. Il nome dell'azienda è l'unione di due termini, Brio, dall'italiano e quindi non devo tradurvelo, e Geo che dal latino significa terra. Loro stessi dichiarano di essere "6-free", ovvero che nelle loro formule mancano 6 ingredienti considerati dannosi: parabeni, ftalati, solfati, siliconi, DEA e coloranti sintetici. Questo fa capire un po' qual è la filosofia dell'azienda.
Dando però un'occhiata agli INCI una cosa mi ha colpito, ovvero che segnalano come di derivazione vegetale, ingredienti che io non sapevo potessero essere tali come ad esempio il Cetrimonium Chloride, un condizionante per capelli contenuto proprio in questa maschera. Io non sono un chimico per cui non sto qui a disquisire di formule e per me non è un problema, specie se consideriamo che è stata una minitaglia con cui ho fatto circa 5 applicazioni. 


Andando al prodotto, questo ha una consistenza cremoso-fluida, che esce molto bene dal tubetto (infatti non capisco perché il formato di vendita sia nel barattolone), ed ha un piacevole odore fresco, abbastanza deciso, direi sul versante floreale. Briogeo suggerisce due tempi di posa: dai 5 ai 10 minuti, o fino a 30 minuti, magari incellophanando la capoccia. Io l'ho usato solo a mo' di balsamo, quindi una posa di circa 5 minuti, in combo, se vi interessa, con lo shampoo alla mela di Lavera
Il primo beneficio che ho notato è sicuramente una ottima districabilità dei capelli, poi ho notato una buona morbidezza e anche una discreta luminosità. In generale i capelli mi sembrano ben disciplinati ma non appesantiti o flosci. E, rullo di tamburi, questa maschera supera anche l'ostica prova cuscino! Non serve molto prodotto, anzi, proprio per questo sono riuscito a fare più applicazioni.
Penso però che per chi ha capelli molto secchi o trattati, sia meglio una posa più lunga, quindi utilizzare il prodotto proprio come una maschera. 
Queste mie impressioni credo siano in perfetta linea con la descrizione che l'azienda dà del prodotto
Questa Deep Conditioning Mask ripristina in pochi minuti l'idratazione essenziale e la naturale brillantezza a capelli secchi, fragili, trattati e spenti.
Personalmente non comprerei il full size di questa maschera capelli Briogeo solo perché parliamo di un prodotto quasi high cost, per cui preferisco spendere quei soldi per qualcosa che abbia un INCI completamente "verde", ma il prodotto in sé è assolutamente promosso.

INFO BOX
🔎 Lookfantastic.it
💸 35.95€
🏋 29ml solo su Sephora.com/236ml formato di vendita
⏳ //
💓⇒ 🌸🌸🌸

E basta, fatemi sapere se questo genere di post è utile o solo confusionario, se magari preferite che i prodotti siano divisi per tipologia, o semplicemente se leggere cinque review di cinque prodotti risulta pesante.
E per il resto ci leggiamo presto!





lunedì 3 aprile 2017

Stimoli, maniglie e cinture.



Aprile ha espresso uno dei miei desideri regalandomi una giornata di pioggia. In realtà ci ha preso la mano e sembra sarà una settimana piovosa, che non sarebbe male, se non fosse per l'incontrastabile voglia di restarsene a letto tutto il giorno, voglia che se la gioca alla pari con quella di fare spropositati e inutili acquisti online, e ti restano pure i capelli puliti ché tanto tu stai a casa e a bagnarsi è il corriere.
Vi dico la verità: avrei voluto prendere questa settimana di pausa dal blog, dal commentare, da leggere, dal pensare ad un post e invece 


Non che ci fosse un motivo particolare, se non una generale indolenza nel non avere nulla di rilevante di cui chiacchierare. 
Non è questione di fisica o chimica, è tutta una questione di stimolo
Gli stimoli possono arrivare da due direzioni: da fuori e da dentro
Ora, non vagate con l'immaginazione: non ci sono riferimenti sessuali o problemi intestinali sottobanco. Parlo proprio delle rotellina che mette in moto la fantasia, la creatività, e anche, ancora una volta, il desiderio
Dentro e fuori alla fine si somigliano. Quello che arriva da fuori, passa da dentro. 
Ma se dentro non è pronto ad accoglierlo, metabolizzarlo e trasfigurarlo in immagini che poi devono tornare fuori, non ce la si fa mica.
E non è detto che tutto ciò che arriva da fuori va bene.
Ci sono alti e bassi.
Vi faccio un esempio veloce e indolore: leggevo della prima casa-rifugio per omosessuali discriminati, rifugio che si terrà nelle proprietà confiscate alla mafia. Tra i progetti c'è anche quello di creare una casa di accoglienza per malati di Alzheimer, e immagino anche altro, visto che i beni confiscati, ormai divenuti demaniali, sono davvero parecchi.
Ed è tutto bello ma poi scorri fra i commenti, fra le voci popolari e trovi gente che parla di senzatetto, di padri separati, di famiglie tradizionali.
E che ci azzecca non è chiaro. Perché se ne fanno una giusta, è comunque sempre sbagliata.


Ti sposti un po' più in la dall'argine delle "belle notizie" e ti viene una carogna, che più che le farfalle nello stomaco ti senti dentro tutto il cast de L'ape Maia.
Ma siamo davvero in un mondo sottosopra. 
Ti aspetti ad esempio che da quel volto pacioso di Giancarlo Magalli escano le parole di un nonno, di uno zio, del vicino di casa che prende i pacchi che il corriere di cui sopra ti lascia fuori casa quando non ci sei, e poi te li riporta.
Te lo aspetti simpatico, ma pacifico
E poi lo senti dare della rompiballe, strega e raccomandata a Adriana Volpe e un po' ci resti male. 


Che poi Adriana Volpe non sarà la nuova Anna Marchesini, ma è innocua, educata, e sempre sorridente. Mi pare proprio sparare sulla croce rossa.
Insomma si ammoscia tutto, non ci sono più appigli su questa nave, ma ho trovato la soluzione ad un problema che affligge chiunque in questo periodo: la prova costume
Ci state già pensando?
Iniziano a stringersi i tempi (e i pantaloni), ci stiamo svestendo un po' tutti visto l'alzarsi delle temperature (insomma) e dall'inverno ci portiamo più maniglie di una ditta di infissi.
Ma niente diete, e niente palestra. La soluzione è la cintura gigante di Rihanna.


Basta posizionarla lì dove si sono accumulate le pizze fritte e non, gli arancini, gli apericena e le cioccolate calde con la panna, strizzi tutto e sei subito fotomodell*.
L'unica accortezza è magari evitare il bagno a largo perché non è garantito il galleggiamento. Ed eviterei anche l'abbronzatura.
Insomma, non avevo granché voglia di scrivere ma poi ho lasciato scorrere le dita sulla tastiera e non mi resta che dirvi




A presto!






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