venerdì 26 agosto 2016

|Beauty Cues Update|
Mini Review Dr. Hauschka Crema detergente

Qualche tempo fa Simona (MissPenny09) mi mandò un pacchetto delle meraviglie, con dentro varie cose da provare, o che magari non riuscivo a reperire qui. Fra queste belle cosine c'era anche questo campione della Crema Detergente Dr. Hauschka.

10ml//3.50€//Bioprofumeria, Online//PAO 12M//Natrue, BDIH

In realtà più che un campione è una minitaglia, se si considera che il formato normale è da 50 ml, che si può acquistare.
Ero davvero curioso di provare questo prodotto, per due motivi: il primo è che da quando ho provato il detergente in crema Human+Kind (che finora resta il top per quanto mi riguarda) ho capito che è una tipologia di cosmetico che si adatta alla mia pelle perfettamente; il secondo è che Dr. Hauschka è un marchio storico nel mondo della cosmesi ecobio, e volevo vedere sulla mia pelle, cosa sapessero fare.
Simona mi aveva avvertito però dicendomi che non ci si trovava, ma che su una pelle più giovane meno secca poteva funzionare. Io nel dubbio ho deciso di usarlo adesso che la mia pelle è un po' più mista e meno normale/secca.
Sebbene la review sia mini visti i 10 ml di prodotto, mi son fatto un'idea abbastanza chiara; son riuscito ad utilizzarlo poco più di una settimana per una volta al giorno.
Questa crema detergente di Dr. Hauschka è venduta in una scatolina e il packaging è appunto un tubetto di alluminio abbastanza funzionale per la consistenza del prodotto.
La confezione dà una idea di una pomata, quindi di un farmaco, di qualcosa che funziona, ma allo stesso tempo di un prodotto senza fronzoli. È indubbiamente igienico.
Si presenta praticamente come una pasta di color beigiolino. La texture è parecchio granulosa per via del fatto che la crema contiene farina di mandorle.

Lo so, non è bellissima da vedere.
Ma, malgrado questi granuli, non è uno scrub e non va usato come tale: sia sul sito ufficiale che nel bugiardino all'interno della scatola ci spiegano che per detergere il viso con questa crema va effettuato un massaggio a pressione, cercando di fare ventosa con i palmi. Loro chiamano il movimento "press and roll".
Bagno il viso con acqua tiepida, sempre con le mani umide prelevo un po' di prodotto, in modo da mixare l'acqua che ho sulle mani con la crema così da renderla più morbida e espandibile (???), e così inizio le pressioni sul viso, evitando il contorno occhi.
Queste pressioni vanno ripetute 2 o 3 volte in base al proprio tipo di pelle.
Una volta effettuate le pressioni, lascio in posa per un minuto e sciacquo tutto, prima con acqua calda e poi con acqua fresca. Anche qui dipende dal tipo di pelle.


Ma a parte queste indicazioni che potete trovare ovunque, qual è la mia opinione su questa crema detergente del caro Dr. Hauschka?
La mia opinione è che non mi piace per nulla.
Non mi piace l'odore del prodotto che mi sembra una mistura di oli e erbe.
Non mi piace il metodo di applicazione a palpeggiamenti che mi fa sentire la faccia come un gluteo in un qualsiasi film dei fratelli Vanzina e che non mi permette di insistere nelle zone in cui voglio. Preferisco di gran lunga i movimenti circolari che faccio sempre.
Non mi piace il fatto che non si possa massaggiare anche sugli occhi. NON avvicinatevi agli occhi perché brucia da morire.
Non mi piace, last but not least, il risultato finale.
Una volta sciacquata via la crema detergente, infatti, sento una sorta di patina leggermente unta sul viso. Nulla di pesante o fastidioso, anzi ti dà l'idea che la pelle sia in qualche modo nutrita; però, una volta che asciugo il viso questa patina va via. La pelle effettivamente appare liscia, ma al tatto la sento leggermente ruvida, e soprattutto tira un po' ovunque, ovviamente in maniera più fastidiosa nei punti in cui la pelle già è più secca.
Se al momento, questa crema detergente riesce ad essiccare una pelle che non è poi così secca, con temperature più basse immagino mi farebbe diventare a scaglie come il Parmigiano stagionato 30 mesi. 
Infine una mia personalissima congettura da prendere con le pinze in quanto non ne ho la riprova (né intendo averla): questo prodotto mi ha fatto aumentare i punti neri sul naso. Forse un effetto rebound? Just saying.
Per tirare le somme capite da voi che non posso che bocciare questo prodotto
Il packaging furbino, la "ritualità" dell'applicazione, l'uso limitato al viso e la necessità di escludere gli occhi, mi danno l'idea che quelli di Dr. Hauschka non abbiano perso un giorno alle lezioni di marketing.

Vi saluto e vi aspetto alla prossima review!
A presto.




lunedì 22 agosto 2016

Recensioni film:
The DressMaker - Money Monster - Looking Il Film

So bene che d'estate l'ultima cosa che va di fare è stare in casa a guardare un film magari in streaming; al massimo si va al cinema, dove in genere l'aria condizionata ti costringe a portarti dietro un plaid per non gelare, ma ho pensato che una sera di nulla di interessante può capitare anche in una estate perfetta, e qualche dritta cinematografica può far sempre comodo.
O, per farla breve, ho una serie di film di cui volevo parlare prima che mi dimentichi anche il titolo.

The DressMaker
Il diavolo è tornato (2015)


Titolo originale: The Dressmaker
Genere: drammatico
Durata: 118 minuti
Regia: Jocelyn Moorhouse
Uscita in Italia: 28 Aprile 2016
Paese di produzione: Australia

Tilly vuole ricordare, e l'unico modo per farlo è tornare nel posto da cui anni prima era stata cacciata "per il bene di tutti": Dungatar, uno sperduto villaggio australiano. Era solo una ragazzina quando venne accusata dell'omicidio di un suo compagno di scuola, ma di quel giorno non ricorda che frammenti. 
Al ritorno di Tilly nulla è cambiato nella sua città natale, nemmeno il ricordo che la gente di Dungatar ha di lei.
Ma la giovane donna adesso è una talentuosa stilista ed è certamente cresciuta rispetto alla bambina bullizzata e spaventata che era.
Per cercare di ricostruire i pezzi del giorno del presunto omicidio, ma anche per riappacificarsi con quella gente che per lungo tempo l'aveva odiata, e odiava, decide di cucire abiti per le donne del luogo. Con una ventata di modernità e stile, Tilly tenterà di rompere quella campana di vetro che ricopriva il villaggio e i suoi abitanti, e riuscirà a ripercorrere i passi fatti ormai tanto tempo addietro e finalmente a ricordare.
Ma non basterà lo sforzo per cambiare quel luogo e quelle menti.


The Dressmaker è un film un po' particolare.
Mi è piaciuta l'idea di base, la rivincita di qualcuno ingiustamente punito che va contro il bigottismo e l'arretratezza, anche mentale. Tilly probabilmente tenta proprio di cambiare quelle persone non solo grazie ai suoi abiti, ma attraverso ciò che è diventata, di "ergersi" a esempio di chi è andata avanti.
Mi è piaciuta in parte l'ottica grottesca di certi personaggi che si affaccia di tanto in tanto. Questa ottica però finisce per diventare assurda e irreale, mentre però scorrono a fianco dei temi importanti ma anche attuali, come emarginazione, pregiudizio e bullismo
Due binari che potrebbero essere paralleli, ma in questo film non mi sembra ci sia sempre armonia.
Insomma promuovo tutta la prima parte del film. Poi però c'è una parte, che più che secondaria definirei centrale nel film, cui si aggiunge un certo pietismo vecchio e già visto, che pare messo lì apposta per farci scendere la lacrimuccia.
Un po' ci riesce, tanto che, ad un certo punto, ho pensato fosse finito il film nell'ottica di una pellicola drammatica. Invece no, continua e si riprende nel finale, con più ritmo, probabilmente più strambo ma appunto scorrevole, e piacevole
Attori bravi, bellissimi i costumi e gli abiti "creati" dalla protagonista. Devo ancora capire se Kate Winslet nel suo ruolo risulti credibile al 100%. Mi spiego: Kate Winslet ha 40 anni portati che ci metterei la firma io per arrivarci così. Ma il resto degli attori, che nel film dovrebbero essere poco più, poco meno suoi coetanei, non hanno nemmeno 30 anniLiam Hemsworth è più piccolo di qualche mese di me, per quanto io sembri più giovane (beccate questa Liam!). Da un lato questa differenza di età dà al personaggio principale una effettiva maturità: Tilly è cresciuta, ha viaggiato, ha una carriera, mentre a Dungatar tutto è rimasto invariato. Dall'altro però può fare un po' strano. 
E, piccola parentesi, ma quanti sono i fratelli Hemsworth? Mi pare di vedere Chris dappertutto!
Comunque sia, The Dressmaker non mi è parso un capolavoro, sia chiaro. La storia alla fine è molto lineare, e i colpi di scena non sono così sconvolgenti (per lo meno non tutti), però è un film che si fa guardare, che vi consiglio se cercate qualcosa di tutto sommato leggero ma non troppo vuoto.

Voto 7 

***

Money Monster
L'altra faccia del denaro (2016)


Titolo originale: Money Monster
Genere: drammatico
Durata: 95 minuti
Regia: Jodie Foster
Uscita in Italia: 12 Maggio 2016
Paese di produzione: Stati Uniti

Lee Gates conduce un programma chiamato Money Monster che si occupa, con uno stile sopra le righe, di finanza e mercati, dando consigli a riguardo. 
Un giorno però la sua trasmissione viene interrotta in diretta da un giovane ragazzo armato di una pistola, Kyle Budwell, che minaccia di far saltare in aria lo studio e il conduttore. 
Kyle infatti ha perso 60 mila dollari, praticamente tutti i risparmi della madre, a seguito di un investimento nella IBIS Clear Capital; ma Kyle non è l'unico investitore coinvolto perché l'azienda infatti, a causa di un problema ad un algoritmo, ha perso 800 milioni di dollari.
Lee cercherà in ogni modo di dissuadere Kyle a lasciar stare questa sua "missione", anche proponendogli un rimborso di tasca sua, ma il ragazzo vuole delle risposte credibili e convincenti. 
Non ci vorrà molto affinché Lee, con l'aiuto della sua regista storica Patty Fenn, capisca che non è stato l'algoritmo a creare il glitch, l'errore che ha portato alla perdita di denaro, ma una "impronta umana".



Sembra fatto apposta, ma Money Monster ha un po' la stessa struttura di The Dressmaker, solo che questa volta era tutto un po' più noioso
Mettiamola così: questo film non mi ha lasciato nulla. La storia drammatica di sottofondo concentrata sulle frodi e sulle speculazioni in borsa a discapito dei più deboli, viene disturbata in primo luogo da incursioni di situazioni al limite del ridicolo quanto sono assurde e irreali, e così si perde l'aggancio emotivo, o per lo meno, io l'ho perso. 
Altro disturbo sono i personaggi: Julia Roberts ha una particina insulsa, piatta, noiosa, ci fosse o meno, non credo che qualcuno se ne accorgerebbe; il personaggio di George Cloney, è sicuramente più sfaccettato ma mi è rimasto antipatico fin dal primo momento, senza contare che il ruolo del cinico e pieno di sé che si redime è già stantio da un pezzo.
A tutto questo devo aggiungere i grandi sbadigli che mi sono fatto in certi momenti: tutta la parte centrale sembra un continuo ripetersi delle stesse situazioni  e solo alla fine c'è un minimo di apertura e di ritmo. Ma non aspettatevi questi colpi di scena così rivoluzionari da restare a bocca aperta. 
Magari è il miglior film degli ultimi anni, ma questa è la mia impressione su Money Monster: un film fatto discretamente, ma che non mi ha dato grandi spunti

Voto 5 e mezzo


***
Looking -  Il Film (2016)


Titolo originale: Looking: The Movie
Genere: drammatico
Durata: 90 minuti
Regia: Andrew Haigh
Uscita in Italia: 3 Agosto 2016
Paese di produzione: Stati Uniti

Dopo quasi un anno a Denver, Patrick deve tornare a San Francisco per una bella novità: il suo amico Agustín ed Eddie stanno per sposarsi. Qui rincontra anche Doris che sta proseguendo la sua relazione, e Dom totalmente immerso nella gestione del suo locale. Tuttavia per Patrick questo ritorno a San Francisco non è solo foriero di belle notizie, ma la città e suoi abitanti faranno riemergere dei fantasmi dal passato: il ragazzo infatti non ha mai chiuso in maniera definitiva il rapporto con Kevin, da cui si era allontanato perché convinto che non sapesse gestire una relazione monogama. Dall'altro lato c'è Richie, il "primo" (e mai sbocciato a pieno) amore di Patrick, che però sta vivendo ancora la sua storia con il suo ragazzo.
Il protagonista, volente o nolente, dovrà mettere a posto le cose per chiudere definitivamente qualche capitolo della sua vita e decidere quale sarà il suo futuro.


Molti di voi forse si staranno chiedendo che film sia questo, visto che non lo avrete visto nelle sale cinematografiche. In realtà Looking: The Movie è un film per la tv, che fa da conclusione all'omonimo telefilm firmato HBO di cui vi avevo parlato qui, e che si era concluso anticipatamente dopo sole 2 stagioni.
Ho apprezzato molto il progetto - che a quanto pare sta prendendo piede (vedi Una Mamma per Amica) - di dar conclusione alle serie tv con una puntata finale magari più lunga, non solo perché dà coerenza e continuità alla storia, ma soprattutto per i fan, che, orfani del proprio telefilm, si ritrovano senza nemmeno uno straccio di finale.
Brava HBO, bravi tutti. Continuate così.
Andando alla storia, non c'è granché da dire. Tutta la serie racconta le vicende di questo giovane omosessuale, Patrick Paddy Murray appunto, e si concentra soprattutto sulla sua vita affettiva, gli amici e gli amori. Della serie ho apprezzato che non si scadesse esageratamente nei cliché dell'omosessuale tipico, ma che si raccontasse una storia quotidiana, "quasi" banale. 
Però ho fortemente, ardentemente, e costantemente detestato il protagonista. Lui è un ragazzo di 29 anni, ma alle volte sembra un adolescente indeciso e inesperto, che non capisci se ci è o ci fa.
Prima manda a quel paese la storia ancora acerba con Richie, solo per paura che la madre non accettasse il ragazzo che ha uno stile di vita, delle aspirazioni diverse dalle sue. Poi si era innamorato di Kevin, il suo capo, che era già impegnato; Kevin decide però di credere nella storia con Paddy ma questo lo lascia e scappa via perché ha paura che Kevin non riesca a mantenere una storia monogama. Nop, non ci prova nemmeno, scappa e va appunto a Denver. 
E qui arriviamo al film, che comunque continua con le stesse dinamiche che avevamo visto durante la serie, giustamente, ma senza aggiungere novità interessanti alla narrazione. L'attenzione è rivolta ancora una volta al protagonista e ai rapporti con i due ex. Devo dire che, per quanto detesti Patrick, umanamente può avere dei caratteri in cui ci si può immedesimare, ma il suo è un personaggio che non cresce: non ha effettivamente capito il modo in cui ha sbagliato con Kevin ad esempio, e infatti quando Kevin lo affossa dicendogli tutto ciò che pensa, faccia a faccia, nell'unico momento di tutto il film in cui c'è una svolta importante nella storia, io ero lì davanti allo schermo, così:


Tutto meritato. Per il resto non mi pare ci sia qualcosa da sottolineare. 
Probabilmente mi aspettavo un finale più definito, una chiusura totale con il passato, ma già la tagline della locandina sottolinea una fine che però è anche un nuovo inizio, come se le due cose fossero collegate.
Insomma Looking non è nato, per quanto mi riguarda, sotto una buona stella; si poteva far di meglio, ma così è andata. Il film non ha salvato la situazione ma penso che abbia fatto piacere un po' a tutti rivedere i personaggi ancora una volta insieme.
Non darò un voto per questa volta, ma probabilmente, nel complesso, li avrei promossi.

E con questo chiudo e vi auguro buona visione!
A presto.




venerdì 19 agosto 2016

|Beauty Cues|
Prodotti corpo: Naturaverde Bio Detergente e Crema Fluida Corpo olio d'Argan e Fiori d'arancio

Questa estate i miei "spunti" beauty si sono concentrati sulla cura del corpo.
Infatti, ben prima delle Shower Cream di Cien, usavo già altri due prodotti per la detersione e l'idratazione del corpo. 
Avendoli praticamente terminati, ho pensato fosse ora di recensirli (sempre alla buon'ora qui).
Sto appunto parlando del Detergente Corpo e della Crema Fluida Corpo della linea Giardini Imperiali olio d'Argan e Fiori d'arancio di Naturaverde Bio.
Li avevo acquistati qualche tempo fa da Acqua e Sapone, e, ormai lo sapete: sono convinto che i prodotti dello stesso marchio funzionino meglio in accoppiata.
L'unione fa la forza, o una cosa del genere. 
Fissazioni a parte, andiamo alle recensioni!

naturaverde bio detergente corpo
500ml//3.75€//Grande ditribuzione//PAO 12 m// ICEA Eco bio Cosmetic

Naturaverde Bio produce due prodotti per la detersione corpo all'interno della stessa linea. Infatti troviamo sia il docciaschiuma che questo detergente corpo, che ho scelto perché mi sembrava più conveniente da un punto di vista quantità/prezzo. 
Il flacone, una boccia da 500 ml, è di plastica rigida, e il tappo, semplice a scatto, ha un foro da cui fuoriesce il prodotto. 
Devo dire che la confezione funziona bene per la consistenza di questo detergente: è un gel quasi liquido, che si rischierebbe di rovesciare, ma grazie al foro piuttosto piccolo, si riesce a dosare bene il prodotto, senza che ve lo ritroviate tutto addosso.
Il profumo è effettivamente rinfrescante, energizzante, un misto di note fiorite e qualche nota agrumata, molto piacevole per questo periodo di caldo.
Diciamo che mi tiene delicatamente compagnia durante la doccia, ma mi saluta una volta che sto per asciugarmi. Insomma non persiste
Quindi entro in doccia, mi bagno, verso un po' di questo detergente Naturaverde sulla spugna e inizio ad insaponarmi. Il prodotto fa una schiumetta morbida e piacevole, che non svampa subito, ma resta un po' addosso. 
Se voglio una schiuma più densa, mi basta aggiungere altro prodotto e sembra quasi di star utilizzando un prodotto da grande distribuzione. In genere non lo faccio, perché quella che produce con poco detergente, mi basta per sentirmi pulito. 
La mia impressione fin da subito è stata che questo prodotto sia un detergente onesto per quanto riguarda il rapporto quantità/qualità/prezzo: lava bene e piacevolmente il corpo, senza essere troppo aggressivo, ma nemmeno troppo delicato, lasciando la pelle liscia. 
Si adatta abbastanza bene alle diverse esigenze di cute, tant'è che in casa devono averlo usato anche i miei familiari e nessuno se n'è lamentato (il che è positivo).
Io ho una pelle normale, leggermente secca su braccia e zona polpaccio e non mi ha creato prurito o quella sensazione di pizzicorio da "oddio 'sto sapone lava troppo". Certo, dopo la doccia applico comunque la crema solitamente, ma mi è capitato di non farlo e non ho avuto alcun fastidio.
Sul retro della confezione dicono:
[...]dona alla tua pelle una piacevole e naturale sensazione di morbidezza e fresco benessere oltre che lasciarti un delicato profumo.
E direi che posso concordare, tranne, come ho detto, sul profumo che non trovo rimanga sulla pelle, ma non è un grande problema visto che poi metto la crema.

Crema Fluida Corpo Eco Biologica
Rinfrescante - Nutriente
 olio d'Argan e Fiori d'arancio

naturaverde bio crema corpo fluida
250ml//3.50€//Grande distribuzione// PAO 12m//  ICEA Eco bio Cosmetic
La confezione di questa crema Naturaverde Bio è anche questa volta un tubo di plastica rigida, con però un beccuccio dosatore che riesce a prelevare quasi tutto il prodotto.
Un packaging resistente ma che ti fa piangere quando devi tagliarlo per recuperare i resti di prodotto dai bordi. #nosprechi
La crema, bianco latte, ha lo stesso odore del Detergente Corpo, quindi floreale-agrumato ma sicuramente più avvolgente e persistente: la pelle resta piacevolmente (per me almeno) profumata all'incirca per 4 o 5 ore, poi va via via scemando.
Trovo sia una fragranza unisex, proprio perché le due note sono ben bilanciate, e il mix è un odore fresco e gradevole
La consistenza è ferma non appena la si preleva, ma poi si stende molto bene, diventando fluida; nessuna scia bianca pervenuta
Anche questa crema di Naturaverde bio mi è piaciuta e l'ho trovata perfetta per l'estate
Intanto è effettivamente rinfrescante, non so bene perché e come, ma stenderla è piacevole, pur in quantità leggermente più elevate. 
Il potere idratante è medio, infatti chiamarla "nutriente" mi sembra un azzardo (considerando che molto spesso, se una crema è fluida, non può avere questa idratazione profonda), ma è ciò che mi basta in questa stagione: la mia pelle resta idratata, liscia e morbida fino alla doccia successiva. Per dovere di cronaca devo dire che in un paio di occasioni ho sentito la necessità di riapplicarla prima, ma credo sia stata colpa mia che ho esageratamente lesinato col prodotto. Con la storia che ne basta poca ho fatto braccino. 
Altri aspetti positivi sono la rapidità con cui questa crema si assorbe, ma soprattutto il tocco che lascia sulla pelle: asciutto e per nulla appiccicoso, untuoso, grasso o fastidioso. 
Anche qui, un prodotto onesto se consideriamo che è una crema corpo low cost da grande distribuzione. 
Sul retro della confezione la crema viene descritta così:
La sua formula arricchita con Olio di Argan e Fiori di Arancio protegge e idrata la pelle lasciandola morbida e piacevolmente profumata. 
e non posso che rispondere


Per tirare le somme, credo che questi di Naturaverde Bio siano due prodotti perfetti per l'estate.
Non li consiglierei a chi magari ha una estrema necessità di idratazione, ma penso siano effettivamente validi. Credo che ricomprerei sia la crema corpo che il detergente, ma probabilmente (ahahaha, sicuramente!) proverei prima le altre varianti. 
Ho visto recentemente che Naturaverde Bio è venduta anche da OVS, o meglio, dalle mie parti erano disponibili solo gli articoli delle linee corpo. 

E con questo per oggi vi saluto, ma ho già in canna altri prodotti corpo di cui parlarvi.
Un bacio!




martedì 16 agosto 2016

{Aggiornamento #50}
Cose non molto strane.



Agosto è strano. È quel mese insulso fra l'estate e l'autunno.
Un ponte insipidino fra una fine ed un inizio anche se non ci si fa caso.
Non ci ho mai trovato granché gusto, ma almeno per metà è passato e siam tutti forse un po' più contenti.
Quest'anno per di più, il mese, è iniziato in maniera piovosa, nuvolosa e ventosa.
Nulla di strano in verità, alla fine: la pioggia che gli altri anni è caduta a Luglio, quest'anno è stata posticipata.
Un po' più strano è che la sera, uscendo, mi sia dovuto portare una giacca più spesso adesso che a Giugno, per dire. Fa davvero fresco, e non è che abiti in alta montagna. 
Ma la mia teoria resta la stessa da anni ormai: un giorno di pioggia in più, è un giorno di caldo in meno.
Sono folle? Possibile, folle ma contento.


Certo, sarò meno contento quando mi ammalerò per i continui sbalzi termici.

Infatti sto tentennando a scrivere di questioni climatiche sul mio diario della felicità.
Sì, ho un diario della felicità. Lo so che suona strano, ma non è una mattata, lo giuro.
In realtà volevo pubblicarlo, eliminando le parti più personali, ma poi ho pensato non ce ne fosse la necessità.
Non so se esistesse già una cosa simile, immagino di sì. Il concetto è molto semplice.
Un diario della felicità non ha nulla a che vedere col pensiero positivo. Non si deve stare lì ad auto convincersi che tutto vada bene, a cercare sostegno nelle forze dell'universo affinché mettano in riga le rotelle del Karma.
Semplicemente a fine giornata, ogni giorno o almeno quanto più spesso possibile, annoto tutto quello che mi ha reso felice, anche piccole cose materiali.
Diciamo che è una sorta di reazione all'ormai consunto #maiunagioia, quando in realtà di gioie nella nostra giornata ce ne sono diverse. Io per primo tendo a non guardarle, specie la notte, quando sei stanco e hai voglia di sprofondare in un letto di *aggiungi il tuo piatto preferito* consolatorio e invece, anche solo per un istante, hai sorriso


Basta riflettere un attimo e man mano vengono a galla piccole cose che ci hanno fatto star bene.
Non è sempre facile, un po' per stanchezza, un po' per tempo a disposizione, un po' per voglia. Però sera dopo sera, ho trovato sempre qualcosa in più da appuntarmi.
Non so se abbia uno scopo terapeutico ma alla fine ti fa rendere conto quanto sei fortunato, e apprezzi un po' di più ciò che ti circonda.
Non chiamate la neuro, per favore.

Avrete notato che né io né il mio blog siamo andati in ferie. In parte perché il mio viaggio a Milano, a Maggio, poteva essere considerata una piccola vacanza, in parte perché sono uno studente e le mie finanze sono limitate.
Anzi, non che mi piaccia fare i conti in tasca alla gente, ma come fate, miei cari colleghi studenti a fare più di una vacanza fuori porta?
La bustarella di Natale in realtà è una busta paga di un amministratore delegato?


Molto strano, non me lo sono mai riuscito a spiegare.
Non sono però nemmeno andato al mare, e questo per molti sarà strano, ma per me no.
Volevo davvero andarci quest'anno, anche solo qualche ora nel pomeriggio come faccio in genere e invece mi hanno confermato che l'inquinamento di una parte delle coste siciliane continua ad essere un problema e non da poco. E io lo sbattone di farmi 20km per andare ad una spiaggia decente non ce l'ho proprio.

Non riesco però a stare a casa, attaccato alla tv a guardare le Olimpiadi di Rio, ad esempio. Non che io sia un grande appassionato di sport, e quindi anche qui, niente di strano. 



Ma da quando ho visto per caso il video dell'atleta che si è rotto la gamba (che non intendo linkare per nessuna ragione al mondo), adesso ho paura che chiunque si rompa un arto. Appena vedo una gara in televisione, o un video che parte in automatico su qualche social - perché adesso partono in automatico ovunque - mi sale il panico.


Mettiamola così: prima mi rompevo le palle a seguirli, ora loro si rompono le articolazioni a far qualunque cosa.
Tutti ovviamente, tranne i cinesi che anche con una frattura scomposta della colonna vertebrale, arriverebbero primi.
Mi ha anche agitato sentire della conta degli atleti omosessuali, come la conta delle vacche durante la transumanza praticamente.
Se da un lato è un messaggio positivo che ci siano sempre più persone dichiarate, dall'altro, chi se ne importa della sessualità di atleti che sono lì per dimostrare le proprie capacità agonistiche?
Mi sembra tutto fatto per le pruriginose curiosità della gente che per ragioni socio-politiche.
Insomma ai proclami di Tom Daley, che ci ha marciato un bel po', sono più favorevole alla spontaneità di Rachele Bruni. 

Insomma, alle Olimpiadi ho preferito Stranger Things, la serie tv di Netflix che è stato una bella scoperta, stranamente.


Non sono esattamente un fan degli anni '80.
Sì, ok, è un'epoca che ci ha lasciato delle perle cult non da poco, e rappresenta probabilmente l'ultimo baluardo di una modernità che stava facendosi strada ma non era ancora esplosa in forme pacchiane o estreme. 
È triste ma dobbiamo ammetterlo: gli anni '80 son finiti
La cosa che mi ha divertito è stata proprio questa: un po' tutti si sono riversati in rete a dire quanto fosse stato bello quel decennio, dopo aver visto la serie in streaming. Come dire quanto son belli gli anni '80 tramite strumenti che sono l'esaltazione del terzo millennio. 
Un amarcord un po' strano. 
Comunque la serie merita davvero. Non credo che dietro ci sia una grandissima produzione ma il risultato è di alto livello. Le prima puntate non mi hanno convinto, ero rimasto abbastanza scettico perché i richiami ad altri film del periodo appunto, sono troppi. Anche un "non appassionato" come me li nota e ne viene in un certo senso travolto. Ma, man mano che la storia prosegue, riesce a coinvolgere ed emozionare. Gli attori, che avranno sì e no 10/12 anni, meritano già un Oscar, un Tony, un Emmy e pure un Grammy, e la messa in scena è curatissima.
Insomma, alla fine ero così:


Inoltre ho speso il mio tempo (e i soldi che non ho investito in una vacanza) a seguire alcune offerte online parecchio convenienti per quanto riguarda il reparto beauty, cosa che invece non ho fatto durante i saldi effettivi.
Effettivamente è più strano di Adele che si ritrova con la carta di credito rifiutata da H&M, ma durante gli sconti, lo avrete visto (anzi spero di pubblicare presto la seconda parte), non ho fatto granché scorte di cosmetici, semplicemente perché non ho trovato nulla che attirasse la mia attenzione. Adesso invece non so dove spartirmi, ché pare un complotto contro le mie tasche.


Non mi sono potuto esimere dal piazzare un paio di ordini. In particolare ho fatto un ordine da Lillapois.com.
A chi questo nome non dicesse nulla, probabilmente è perché è del centro/sud Italia, infatti Lillapois è una catena di negozi che vende articoli per la casa e per la persona che si trova perlopiù al nord; io infatti l'ho scoperto grazie a SaimonLovesMakeup. Non so come, qualche giorno fa, navigando in rete, mi sono imbattuto nello shop online del negozio, ho dato un'occhiata e con mia sorpresa, oltre a marchi da grande distribuzione a prezzi competitivi, ci ho trovato anche Essence e Catrice
Non vi sto qui a raccontare che cosa ho preso, ma vi dico che il sito è molto chiaro, spediscono in tempi brevi con corriere SDA, e se vi fate la loro tessera punti, LaTua!Card, le spese di spedizione costano 3€ anziché 5€.
Al momento del mio acquisto, oltre a merce già in offerta, c'era uno sconto del 20% da aggiungere, per cui mi pare che Lillapois sia da tenere d'occhio. Spero amplino un po' la scelta di brand.
Proprio oggi invece ho fatto un ordine dal sito di BioAlchemilla.it approfittando di uno sconto del 30% su tutta la merce. Il sito è stato praticamente svuotato dagli unni dell'ecobio, ma son riuscito ad accaparrarmi alcune cose che volevo.
Questo ordine però arriverà nelle mie mani dopo il 23 agosto.
Insomma, mi sembra di aver fatto degli acquisti intelligenti ed ho messo da parte un bel po' di prodotti che userò nei prossimi mesi. Son soddisfatto.


E son pure soddisfatto che la legge sulle unioni civili sta trovando le prime attuazioni in tutta Italia. 


O quasi, perché ci sono sindaci che oppongono resistenza; ma la legge non contempla obiettori di coscienza (ma poi, di che coscienza parliamo?).
E questo sì che lo segnerei sul mio diario della felicità. Stanno già girando alcune foto delle coppie che si sono unite civilmente e fanno davvero tanta tenerezza considerando che alcune di queste sono formate da persone che stanno insieme da molto molto tempo. 
Questo sì che fa strano, soprattutto che succeda da noi; quasi da non crederci fin quando non ti incazzi perché non sai cosa regalare ai futuri coniugi o non ti ricordi che vestito ti sei messo l'ultima volta e non vuoi fare brutta figura.
Quanti matrimoni (sì, matrimoni, mi hanno già rotto di giri di parole, anche se non sono ancora nozze egualitarie) avrà adesso Monica Cirinnà?
Lì sì che son problemi di outfit.

Cosa del tutto non strana è che invece il Papa, avulso dalla realtà probabilmente, da che stava parlando dei migranti, a che ha ritirato fuori il "gender", che insegna ai bambini a scuola a scegliere il proprio sesso, col sussidio di alcune istituzioni che tentano delle "colonizzazioni ideologiche", diffondendo dei libri sull'argomento.


Nemmeno io, Mara.
Dichiarazioni del tutto random, ma ognuno d'altronde fa il proprio mestiere e cerca di portare acqua al proprio mulino, e lui, con le sue dichiarazioni di qualche anno fa, non aveva di certo cambiato le carte in tavola. 

Così come ha fatto il suo lavoro il caro Mark Zuckerberg tirando fuori Instagram Stories


Voleva comprare Snapchat, non gliel'hanno venduto, e se n'e fatto uno uguale uguale.
Che c'è di strano?
Come quando ti fai la piega in casa perché la parrucchiera ha troppi appuntamenti. 
Avesse avuto una ONLUS si sarebbe potuto preoccupare delle eventuali perdite di Snapchat ma non mi pare che gli affari vadano avanti dispiacendosi per gli altri.
Secondo me ha fatto bene, ha ridato una "istantaneità" che l'applicazione di foto più famosa al mondo aveva perso, rendendola allo stesso tempo più completa. 
Dal canto mio, che sia Instagram o Snapchat, questa storia dei video che durano pochi secondi e dopo 24 ore vengono rimossi, non mi dice nulla, anzi mi annoia proprio. 


Per me i social servono per due cose: comunicare e ricordare, e questo non è possibile tramite un'applicazione che dopo un po' cancella tutto. Tante volte sento dire "l'ho detto/l'ho mostrato su Snapchat", ma magari mi son perso un video che adesso non troverò più. 
Qualsiasi cosa sia poi penso la si possa anche esprimere su un social che lascia una "traccia", non che tiri il sasso e nascondi la mano. 
E appunto, si perde l'utilità della comunicazione.
Poi, non si offenda nessuno, ma della vita degli altri, poco mi importa. Personalmente guardo davvero poche Stories, e ne guarderei ancora meno se non partissero una dietro l'altra. E io stesso non ne faccio, perché basta già un blog per annoiare la gente.

Anzi, a proposito, direi che per oggi basta. Spero siate su una bellissima (e pulitissima) spiaggia a godervi il sole, l'acqua fresca e un aitante giovanotto che vi sventola, vi bacio e spero di tornare presto!







venerdì 12 agosto 2016

|Beauty Cues Special|
Solari 2016 (parte 2) - Prime impressioni e confronti

Buongiorno!

Dopo la piccola parentesi su alcuni solari (in campioncino) con un INCI "verde", ma con filtri chimici, volevo passare ad alcuni solari da supermercato, in particolare questi di Cien Sun.

Il primo che dice io faccio le markette alla Cien, gli tiro una mazzata sugli stinchi.
Se pubblico delle review su prodotti dello stesso marchio, è solo perché ne ho fatto incetta (come in questo caso, visto che sono stato ripetute volte da LIDL), ma cerco sempre di esprimere nel modo più chiaro possibile, la mia onesta opinione.
Se ci fosse una collaborazione, lo direi come ho sempre fatto, e non giocherei la mia già labile reputazione per una crema.

Fatti i dovuti disclaimer, passiamo ai prodotti che ho provato.
Quest'anno la Cien ha tirato fuori questi solari spray che ormai molti brand producono e che mi sembravano interessanti da provare sempre per la ormai arcinota questione dei avere una texture più sottile e meno unta possibile. Se non sapete di che vado blaterando, nel precedente post spiegavo tutto, compresa la mia filosofia sui solari in generale. 
Devo ammettere candidamente che il prezzo mi ha spinto all'acquisto, anche se mi ha al tempo stesso fatto storcere un po' il naso, considerando che le creme solari arrivano a costare anche il triplo rispetto a queste di Cien. Però ho cercato di recensire questi prodotti senza considerare troppo il fatto che fossero low cost, ma concentrandomi sulla reale efficacia. 
Primo pollice in giù all'azienda che non ha aggiornato il sito italiano con questi nuovi prodotti, ed è una cosa che non capisco, anche perché non fai pubblicità a tutta la gamma di cosmetici e il sito diventa inutile. Cliccando sul nome dei prodotti (questo vale sempre) trovate il link che vi rimanda al sito delle LIDL ma tedesco, così che possiate tradurlo con Google Chrome e farvi un'idea sulle caratteristiche più tecniche.
Ma andiamo ai prodotti.
Cien spray solare 50
150ml//4.49€//LIDL//PAO: scadenza sul fondo
Questo spray solare Cien è il primo che ho comprato della linea. Giustamente essendo una mozzarella ho optato per la protezione bambini.
Si presenta come un classico spray sotto pressione a getto continuo, nella confezione di alluminio con tappo di plastica. L'erogatore spray funziona bene, eroga il prodotto senza inceppamenti o sbrodolamenti.
Vi dico subito che, sebbene l'istinto sia quello di spruzzarsi di protezione solare dappertutto, anche sul viso, la cosa non è fattibile, per due motivi.  Il primo è che il prodotto è molto liquido, proprio un latte dal colorino bianco, per cui bisogna spruzzare stendere subito o finisce per gocciolare ovunque; il secondo motivo è che, come specificato sulla confezione bisogna evitare il contatto con gli occhi. Mi è capitato effettivamente che andassi vicino alla rima cigliare e no, non ve lo consiglio l'effetto occhio lacrimoso.
Inoltre, come indicato sulla confezione, può macchiare i vestiti, per cui metterei un po' di cautela nello spruzzarlo senza ritegno. 
Sulla confezione dicono che questo spray SPF 50 non abbia profumo, ma un po' di profumo ce lo sento, credo sia dovuto proprio ai componenti del prodotto che ritroviamo in tutti i solari. Non è una profumazione fastidiosa, ma si avverte e persiste anche un po'.
Benché sia di colore bianco, non è un prodotto sbiancante, ma il colore ti aiuta a stenderlo in maniera omogenea e ad evitare che in certi punti non lo metti.


Io in questo sono imbranato ed è un bene che sia colorata. 
Inutile dirvi che si stende benissimo vista la consistenza e la texture è davvero sottile, non spropositatamente pesante, pur sentendosi comunque sul viso. 
Il problema di questo solare Cien è che, nonostante le caratteristiche positive che vi ho appena elencato, su di me unge, ed unge in maniera incontrollabile
Anzi direi che mi è "esondato sul viso come un fiume di sugna che esonda [semi cit.]".


La prima volta che l'ho applicata sul viso è stata una tragedia. Mi son ritrovato con una maschera di olio, lucidissimo. Ho cercato di metterci una pezza tamponando prima con un fazzoletto l'eccesso di unto, ma nada; ho quindi impaccato il tutto con abbondante cipria e sembrava avessi arginato la prepotente unzione. Tuttavia, tempo un paio di ore, la lucidità era riapparsa in tutto il suo splendore.
Ripeto, è una roba strana: non dà la sensazione di soffocare la pelle, non dà l'idea di avere la pelle impaltata, ma il lato estetico ne risente parecchio. 
No, non si può fare. Sul corpo può essere funzionale, al mare può andar bene se non vi curate molto della lucidità, ma in città direi di no.
Mi piace il fatto che sia davvero waterproof, e che resista molto bene al sudore, ma per il resto sto facendo fatica ad usare questo spray Cien.

Dovevo quindi cercare una protezione adatta alla città ed ho pensato di lanciarmi sempre su Cien ma sul solare con SPF 30.

Cien Sun Spray Solare Trasparente SPF30

Cien spray solare spf 30
200ml//4.49€//LIDL//PAO: scadenza sul fondo
Rispetto al fratello maggiore, questa versione con fattore di protezione 30 si differisce per pochi aspetti. La bomboletta spray è praticamente identica.
La consistenza invece è poco diversa: questo è proprio trasparente, sembra acqua ma con una certa vischiosità che non lo fa scappare da tutti i lati prima di averlo steso. 
Per evitare una cattiva stesura e lasciare zone esposte al sole, cerco di spruzzare un bel po' di prodotto in un punto e poi distribuirlo al meglio.
L'odore, anche in questo caso, mi sembra il tipico profumo dato dai componenti del solare, ma con una nota più fresca che non so distinguere. E anche lui resiste molto bene all'acqua (si rimuove con un po' di fatica).
Anche qui abbiamo l'indicazione di non spruzzare il prodotto direttamente sul viso e di prestare attenzione ai vestiti: anche se è trasparente ho notato che se spruzzato sui tessuti lascia una sorta di scia biancastra; la si rimuove facilmente, ma comunque meglio cercare di evitare.
Sul viso però  questo Spray Cien è tutta un'altra storia. Come l'SPF 50, anche lui non è particolarmente scomodo da avere sul viso. Non dico weightless perché no, sarebbe falso, ma comunque confortevole. Però questo con SPF 30 unge decisamente meno della versione citata poco sopra. Non è mat ma con un po' di cipria ci posso andare tranquillamente in città. E non straborda durante la giornata lucidandomi selvaggiamente. 
Lo so che essendo prodotti con fattore di protezione solare diverso, uno tende per sua natura ad essere più untuoso dell'altro, ma credetemi che se sottolineo la cosa, è perché c'è una differenza abbastanza netta
Penso sia chiaro che, per questo motivo, la versione con SPF 30 mi è piaciuta decisamente di più dello spray 50, tanto che sto per terminarlo.

Una caratteristica che accomuna entrambi questi solari spray di Cien è che mi pare proteggano bene. Ho notato che quando sto al sole la pelle si scalda leggermente ma non finisce per scottarsi. Non divento color aragosta, ma avverto la sensazione di calore data dai raggi (cosa normale dati i filtri chimici).
Non vi parlo dell'INCI perché sono entrambi molto sintetici.

Sempre da LIDL ho preso pure la 

Cien Sun Lozione Solare Spray per bambini SPF 50

cien solare spf 50 bimbi
250ml//5.49€//LIDL// Scadenza sul fondo
Al contrario degli altri due solari spray, questo ha l'erogatore a spruzzino, non sotto pressione e quindi non a getto continuo. 
Si presenta come il classico solare per bambini: un latte abbastanza liquido di colore bianco, che si stende abbastanza facilmente (ma a questo ora ci arriviamo) e non ha profumo aggiunto, ma anche lui ha l'odore "di solare". 
Rispetto ai cugini di cui vi ho appena parlato, questo solare contiene, oltre ai filtri chimici, anche un filtro minerale, ovvero il Biossido di Titanio in forma nano. Sul retro è presente infatti la specifica "non inalare". 
Comunque questo filtro conferisce a questa Lozione Spray un colore bianco, che poi vi ritrovate direttamente addosso. E con bianco intendo bianco, for real. 


Questo solare Cien infatti sbianca da paura, va lavorato molto bene e a lungo per poter essere portabile sul viso da una persona che ha superato i 5 anni e si ritrova a dover far commissioni in città. 
Qui sta un po' alle proprie esigenze: io tutto sommato non mi creo problemi per una patina bianca, ma gioca anche il fatto che essendo io chiaro, non c'è poi molta differenza. Una persona di natura più olivastra non credo si voglia spalmare una roba simile. 
Dall'altro lato però abbiamo diversi aspetti positivi secondo me da tenere in considerazione: il primo è che pur essendo particolarmente sbiancante, questo spray Cien non è unto, anzi ha quasi una texture asciutta, direi più asciutta degli altri due solari. Non è mat, ma quantomeno non vi intingola, e si assorbe abbastanza in fretta.
Il secondo aspetto è che non è soffocante: a livello di "peso"  soprattutto sul viso, siamo quasi vicini agli altri due spray; inoltre, contenendo un filtro fisico, non avverto quella sensazione di calore, e in generale protegge molto bene, così come resiste molto all'acqua.

E penso che per quest'anno con i solari abbia finito. Spero di aver chiarito tutti i pro e contro che ho trovato in questi prodotti di Cien. Con molta probabilità non li ricomprerò il prossimo anno, nel tentativo di trovar di meglio, tuttavia non possono non notare che per essere solari molto economici e da grande distribuzione, fanno il loro dovere.

Buona giornata, a presto!




lunedì 8 agosto 2016

Un'app per restare (o tornare) in forma

Non ho superato la prova costume, o meglio non l'ho fatta proprio. 

Ecco perché non l'ho superata.
Non perché temessi una clamorosa (e meritata) bocciatura, ma perché effettivamente non ho avuto occasione di andare a mare. 
Ma questo non importa. Quel che ci importa (o per lo meno, quel di cui voglio parlare) è che fa caldo, ci copriamo sempre meno e vogliamo essere a nostro agio anche mezzi ignudi.
Che poi non si dovrebbe aspettare l'estate per mettersi in forma, né tanto meno Agosto, ma questo è un altro paio di maniche.

La rete è piena di gente che ti dice cosa fare per dimagrire, da quello che devi mangiare, all'attività fisica da seguire, fino a robe assurde.
Bene, secondo me dovete (dobbiamo!) lasciar perdere 'ste matte.
In primis per una questione di salute: se a loro sta bene alzarsi la mattina alle 5 e mangiare 16 pan cakes, non vuol dire che possa andare bene anche per noi. E lo stesso vale per l'attività fisica: ci possono essere cose che, piuttosto che farci bene, ci fanno male, anche perché molte volte, chi parla in rete, non è un professionista del settore.
In secondo luogo perché dobbiamo imparare a ragionare con la nostra testa e non farci influenzare. Se su YouTube o su Instagram vedo un ragazzone palestrato e anabolizzato, non vuol dire che avere quel fisico mi farà stare meglio né esteticamente né mentalmente
Io devo pensare per me, a quello che mi fa stare bene, ed ognuno deve fare altrimenti, anche con un paio di chili in più.

No body shaming here.

Stare in forma è una scelta personale, e la "forma" la puoi scegliere tu e prima di tutto riguarda la salute in toto secondo me. Non solo per quanto riguarda vere e proprie malattie cardiovascolari, ma anche psicologicamente, perché, non so voi, ma se ad esempio vivo un periodo sereno, la mia alimentazione tende automaticamente, senza troppa attenzione a ciò che mangio, a migliorare; mi ritrovo più sgonfio durante i periodi meno stressanti.
Ma non voglio fare un trattato sull'alimentazione e sulla psiche, né voglio impartire una lezione a qualcuno, anzi, voglio solo segnalarvi un'applicazione per smartphone che mi ha entusiasmato e che magari non conoscete, e che penso possa essere utile per chi non ama andare in palestra o in questo periodo in cui molti centri stanno chiudendo per ferie e non volete perdere il ritmo. 
Non è un post sponsorizzato, sarei il peggio sponsor possibile e se i tipi dell'app sapessero che ne parlo proprio io che di atletico non ho nulla, mi denuncerebbero.

Non so voi, ma io non ho un buon rapporto con le palestre, soprattutto per una innata incostanza e pigrizia nel dover prepararmi, uscire di casa, prendere l'auto e recarmi appunto in palestra. 
In tutti questi passaggi finirei almeno per farmi 3 panini con la mortadella e a far ginnastica non arriverei mai. Così da diverso tempo ho scelto di allenarmi in casa, per non avere scuse ed essere sempre pronto.

Allenarmi è un parolone: cerco di aggiungere movimento alla mia ben radicata sedentarietà


Di base sono comunque convinto che l'importante sia muovere un po' il culo da sedie/divani/letti senza dover fare robe estreme da atleta olimpico.
Per parecchio tempo ho fatto i classici esercizi che un po' tutti conosciamo: squat, flessioni, addominali, piegamenti ecc, che vanno sempre bene, ma dopo un po' mi son scocciato a far sempre la stessa roba quindi ho cercato un supporto su internet.
Da diverso tempo spopolano in rete i workout che si ispirano al Tabata Training: una sequenza di esercizi da eseguire in 4 minuti mantenendo alto il ritmo cardiaco. Dopo ogni esercizio che dura in genere meno di un minuto, ci sono 10 o 20 secondi di ripresa.
Esistono ovviamente circuiti con un maggior numero di esercizi e che durano più tempo.
Ovviamente sono 4 minuti ma bisogna avere la costanza ogni giorno.

YouTube è zeppo di video di workout, esistono interi canali, italiani e stranieri che parlano esclusivamente di questo e molti seguono appunto la filosofia di gruppi di esercizi. I video sono molto utili: ti spiegano bene cosa fare, quali errori evitare e tengono il tempo degli esercizi per te.
Ma i problemi di YouTube sono due:
  1. ovviamente serve un collegamento ad Internet e può capitare che non sia disponibile. 
  2. Si perde molto tempo per un semplice motivo: prima di iniziare ti tocca vedere tutto il video per capire se possa fare al caso tuo, perché magari servono delle attrezzature che non hai o ci sono degli esercizi che non ti va fare o non puoi fare per qualunque ragione.
Le applicazioni per smartphone sono invece più semplici e veloci da consultare, e funzionano per lo più anche offline.

La prima applicazione per l'allenamento home-made che ho provato è stata 7 Minuti Workout.


Gratuita nella versione base e disponibile sia per iPhone che per Android, ma ce ne sono diverse nell'app store con lo stesso principio dei sette minuti. 
Non sarebbe male come app di fitness, anzi è semplice e intuitiva, gli esercizi sono ben spiegati passo passo dalla voce guida e  non è richiesta alcun profilo o iscrizione. Basta accettare le condizioni, e parte. Inoltre è in italiano, che non guasta per chi non parla bene l'inglese. Ma 7 Minuti Workout presenta sempre gli stessi esercizi, tanto che la stessa app vi suggerisce altre applicazioni per fare degli allenamenti mirati, e per sbloccare le altre funzioni devi comprare la versione pro. 
Ma secondo me, anche acquistandola, resta ripetitiva, e nel giro di poco la vorrete eliminare dalla memoria del telefono.

Quindi ho cercato altro. Ho trovato questa JEFIT.


Ma anche con questa applicazione non ci siamo. Sì, è gratuita (sebbene ci sia anche la versione PRO) sia per iOS che per Android, ma come prima cosa vi fa creare un profilo; niente di complicato o troppo personale, ma comunque non mi piace come cosa. Secondariamente ma non meno importante, una volta che accedete all'applicazione, vi rendete conto che è un po' confusionaria. In parte anche per la quantità di palestratoni gommosoni che vi sbatte in faccia, in parte per il fatto che è in inglese, ma soprattutto per la disposizione degli esercizi. Ma, il più grande problema che rende questa JEFIT inutilizzabile per me è che l'80 percento dei workout richiedono degli attrezzi da palestra. Non solo le classiche palle di ghisa, ma anche bilancieri e altri aggeggi che non so nemmeno come si chiamino. Decisamente scomoda, anche in palestra dove non sempre hai tutti i macchinari a disposizione.

Ho cercato ancora ed ho trovato la pace dei sensi con l'applicazione chiamata Workout Trainer.


Vero, anche questa Workout Trainer richiede la creazione di un profilo, con nickname e e-mail, ma non è nulla di dispendioso. Tra l'altro possiamo accedere al profilo in un secondo momento e modificare i nostri dati con qualcosa di più credibile di Mario Rossi. 
Non credo ci sia molto da dire su questa app, perché è davvero semplice da usare: i workout sono divisi per sezioni in base all'obbiettivo dell'allenamento e a quale parte del corpo va a stimolare. Quindi ci sono gli esercizi per rinforzare il busto e gli addominali, e quelli full body, per allenare tutto il corpo, o quelli per le spalle. Ci sono inoltre workout ispirati allo yoga e al pilates, e quelli dedicati al riscaldamento e allo stretching dopo l'allenamento.
Workout trainer vi manda anche una notifica per ricordarvi di fare la vostra sessione ginnica quotidiana, e ovviamente c'è anche un calendario che segna quando e quanto vi siete allenati.
La trovate gratis sia su Android che su iPhone e, sebbene ci siano dei programmi di allenamento che si attivano a pagamento, o la possibilità di creare un account PRO, l'applicazione in versione free secondo me va più che bene. Ci sono davvero tantissimi circuiti, non credo serva aggiungerne altri. 
Su ogni workout è indicata l'intensità e la durata dell'allenamento e fin da subito l'app ci dice se occorrono degli attrezzi. Puoi scorrere subito gli esercizi che andrai a fare così che, se qualcosa non ti garba, puoi scegliere un altro allenamento. I workout possono essere scaricati per poterli eseguire offline ed è possibile crearsi un proprio gruppo di esercizi.

Ci ho provato ovviamente, ed ho chiamato il mio workout "muori male". Effettivamente dovrei rivederlo perché così come l'ho composto è troppo faticoso. 
L'app ha anche una funzione "social", ovvero è possibile condividere le foto di noi madidi di sudore. Ovviamente non l'ho fatto.

E questo credo sia tutto. Manca forse la risposta alla domanda più interessante: questo tipo di workout funziona? Su di me direi di sì.
Certo, ci vuole costanza, nel fare attività fisica ma io vedo dei miglioramenti. Prima di andare a Milano sono stato abbastanza costante, e penso che si noti qualcosina in questa foto. Poi, per via del caldo, non sono riuscito a proseguire con altrettanta perseveranza.
Ma non mi arrendo.
Oggi tra l'altro è lunedì, un buon giorno per iniziare a rimettersi in forma!



Buona giornata a tutti e fatemi sapere come vi allenate.




venerdì 5 agosto 2016

|Beauty Cues Update|
Naturaverde Bio Siero Rigenerante Intensivo 10% Bava di Lumaca Pura

Ma ciao!

Volevo farvi un aggiornamento sciué sciué sulla skin care routine.
Con l'arrivo dell'estate infatti, ho dovuto trovare un modo per idrare il viso in modo tollerabile anche con la caldazza afosa livello sauna finlandese di Luglio e Agosto.
Come prima cosa ho abbandonato il mix di oli vegetali di Aroma Zone che mi ero creato: buoni a livello di nutrimento, ma troppo per questo periodo. 
Le creme Cien Nature, seppur leggere, le ho accantonate, o meglio ho rivisto la loro posizione nel mio beauty: la crema da giorno alla rosa di infatti è diventata la mia nuova crema notte per quelle sere in cui fa più fresco (decisamente raramente); la crema da notte invece è stata retrocessa a crema contorno occhi, che, seppur col suo profumo un po'  intenso, non mi crea fastidi di alcun tipo.
Insomma mi serviva un prodotto idratante.
Sinceramente se c'è tanto tanto caldo, non metto proprio nulla; semplicemente lavo il viso, spruzzo un po' di tonico e buonanotte al secchio e a tutte le rughe che mi si possono formare. 
Se il clima è caldo ma umanamente tollerabile specie a livello di umidità, sento comunque la necessità di applicare qualcosa sul viso.
La logica mi ha spinto negli ultimi anni a provare dei sieri, che con la loro formulazione acquosa/gellosa, si prestano bene ad idratare senza soffocare la pelle. 
Avevo utilizzato lo Jalus C di Fitocose, ottimo; così come ho trovato ottimo il siero viso Antiossidante di Biofficina Toscana, che secondo me si può adattare a diverse esigenze di pelle; mi era piaciuto un po' meno il siero antiage alla Rosa Mosqueta de I Provenzali, che è in crema, ma essendo molto leggero, potrebbe funzionare in questo periodo. 
Per questa estate però ho scelto il 

Naturaverde Bio 

Siero viso Rigenerante Intensivo con Acido Ialuronico e Aloe Vera Gel Bio 10% Bava di Lumaca Pura

60ml//6.90€ in offerta//Grande distribuzione// PAO 12m

Da quando hanno aperto una filiale di Acqua&Sapone dalle mie parti, mi son lanciato alla ricerca di prodotti che prima non riuscivo a reperire come appunto il marchio Naturaverde, e quindi avevo preso un paio di prodotti di cui vi parlerò presto. 
Quando poi ho notato questa nuova linea alla bava di lumaca (tra l'altro in offerta, capisciammè) mi ci sono fiondato senza se e senza ma, perché volevo provare questo ingrediente cosmetico che da tempo raccoglie consensi e dissensi sul web. 
All'inizio sinceramente ero un po' perplesso anche io, pensando che mi avrebbe fatto ribrezzo l'idea di massaggiarmi sul viso le secrezioni di un invertebrato. Ma una volta che utilizzi un prodotto fatto e finito, non ci fai caso. 
Tornando al siero di Naturaverde, esso è contenuto nel packaging più amato dagli italiani (e non solo): un contenitore airless di cui basta ruotare di uno scatto il beccuccio per erogare il prodotto.

Esternamente abbiamo una scatola, di cui apprezzo la scelta cromatica, con tutte le classiche spiegazioni, ma, cosa più interessante è il bugiardino all'interno della scatola dove ti spiegano il processo di estrazione della bava: le lumache (della famiglia delle Helix aspera, ovvero la chiocciola) sono allevate per scopi alimentari (quindi non è un prodotto adatto a chi segue una filosofia vegan molto strong) e vengono stimolate manualmente e delicatamente per produrre una maggiore quantità di bava.


Tornado (n'altra volta) al siero di Naturaverde Bio, questo ha una consistenza liquida, leggermente più vischiosa dell'acqua, ma ripeto, è molto molto liquido, e se lo sottolineo c'è un motivo che vi dico fra poco.
Il profumo è gradevole e fresco, non so bene descriverlo, sicuramente naturale, ma non troppo ruspante, e comunque non fastidiosamente impertinente (???) e persistente. Queste caratteristiche, ovvero una consistenza leggera, una texture sottile, e un profumo delicato già danno al siero un effetto rinfrescante molto piacevole. 
Io utilizzo mezzo push di prodotto per idratare sia il viso che il collo.
Inutile dirvi che si stende benissimo, e, una volta massaggiato sulla pelle, impiega circa una ventina di secondi ad assorbirsi completamente. All'inizio può sembrare leggermente appiccicoso, ma è una sensazione davvero momentanea e non così fastidiosa; una volta assorbitosi, il siero assume un tocco asciutto sulla pelle che resta liscia e non appunto appiccicosa o unta. 
Ma veniamo agli effetti.
I signori Naturaverde dicono che la bava di lumaca abbia 7 benefici, per cui, per proprietà transitiva, anche il loro siero dovrebbe averli.
Per cui andiamo ad esaminarli uno ad uno e a vedere se il prodotto fa ciò che promette.

∙ Elasticizzante
Sì, la pelle mi pare elastica, turgida direi. Ovviamente penso che mai nella vita avrò una pelle più elastica di adesso che ho 20 anni, quindi vince facile.

∙ Idratante
Sì, idrata. Non so come si possa comportare su una pelle secca o matura, ma sulla mia pelle che al momento è normale, mi dà quella giusta dose di idratazione che mi serve. Ero tentato di prendere anche la crema viso della stessa linea, ma ho desistito. Sarei curioso di provare il siero in autunno o appunto in combo con la crema, perché secondo me appattano bene.

∙ Antiossidante
Sinceramente non sono una pila e non saprei come misurare il mio grado di ossidazione.

 ∙ Lenitiva
Non ho grandi rossori (se non dei capillari ai lati del naso per cui un cosmetico nulla può), per cui non saprei dire. In generale dopo l'utilizzo del siero la pelle ha un colorito più uniforme, ma ripeto non so quanto sia lenitiva.

 ∙ Protettiva
Se per protettiva intendiamo dagli agenti atmosferici, ora non c'è granché da proteggere. Devo però dire che in genere, quando ad esempio sono in una stanza con l'aria condizionata accesa, la mia pelle tende un po' a tirare; cosa che non accade quando utilizzo questo siero. Sarebbe interessante vedere come si comporta in inverno.

 ∙ Rigenerante
 Il potere rigenerante mi sembra strettamente legato al settimo beneficio, ovvero 
∙ Illuminante
Con un uso costante ho notato infatti che la pelle assume un aspetto più luminoso, compatto e omogeneo. Quasi dewy direi.
Il siero mi lascia la pelle liscia e morbida anche al tatto e i piccoli segni (nel mio caso quelli ai lati della bocca) vengono distesi.
Insomma, alla fine di tutta 'sta fiera non posso far altro che promuovere questo siero di Naturaverde Bio, che ho trovato perfetto per l'estate e con un rapporto qualità/quantità/prezzo davvero interessante.
Inutile dire che non mi ha creato problemi né di  impurità, né di lucidità. Su di me non unge e la mia pelle non lo ributta fuori.
Certo, non lo metto quando sono sotto al sole, quindi quando indosso la protezione solare, proprio perché per abitudine, sotto le creme solari (che contengono già ingredienti idratanti ed emollienti) non metto prodotti idratanti.


Inoltre non lascia quei fastidiosi residui di prodotto che possono capitare con prodotti liquidi o in gel.
Vi avevo accennato al fatto che questo siero fosse molto liquido, e qui casca l'asino. O meglio, il problema non sta nella consistenza, ma nel packaging. Infatti il contenitore airless non spruzza il prodotto, ma lancia proprio missili terra-aria a lunga gittata. Non so se il mio contenitore sia fallato, ma prima di capire a che distanza dovessi tenere il palmo della mano rispetto al beccuccio erogatore, senza che il siero arrivasse anche sul soffitto, c'è voluta un po' di pratica (e di spreco di prodotto).
Signori Naturaverde, mettete un classico contagocce, che con i prodotti liquidi funziona sempre bene.

Cosa buona a sapersi, questo siero Naturaverde è prodotto dalla SO.DI.CO, è Made In Italy ed è certificato ICEA.


E con questo concludo, fatemi sapere il vostro rapporto con le lumache!

A presto.





lunedì 1 agosto 2016

#Saldi2016 - H&M, Pull&Bear e...
(abbigliamento, accessori e beauty)
- Prima Parte -

Buon primo di Agosto a tutti!

Forse un po' in ritardo - ma che importa! - volevo raccontarvi delle spese fatte durante gli ultimi saldi estivi, non tanto per suggerirvi cosa comprare visti i miei discutibilissimi gusti, quanto piuttosto per parlare delle mie esperienze d'acquisto.
Vi avevo infatti accennato qui che l'incipt non è stato il massimo, il seguito invece si è un po' ripreso, ma in generale non posso ritenermi super soddisfatto da questi saldi.

I miei negozi di riferimento - leggasi quelli che mi posso permettere - sono le solite catene low cost, come avrete ben capito, e non tutti mi vengono esattamente di mano, per cui devo alternare e-commerce con negozi fisici, ma le offerte sono state comunque abbastanza deludenti.
L'intento dello shopping era quello di trovare qualche capo d'abbigliamento per questa stagione calda, (principalmente pantaloni corti, di cui non sono il primo dei fan ma sa da fare), tuttavia non avrei disdegnato un buon affare per la prossima stagione.

Inizio subito con una menzione di (dis)onore per Piazza Italia (dove in genere trovo capi più basic) e OVS da cui ho visto roba da triplo orrore, salto carpiato e dritti nel cesto dei rifiuti.


Da OVS in particolare, prima degli sconti, avevo avvistato delle t-shirt carinissime, ma ovviamente non erano disponibili nemmeno non in saldo e nemmeno se davi le mazzette alle commesse.

Poi è stato il turno di H&M e Pull&Bear. Entrambi i negozi non mi sono molto vicini, per cui mi sono affidato agli shop online. Se ricordate avevo già provato questi due siti, qui e qui vi avevo mostrato cosa avevo acquistato, e non ho nulla di cattivo da dire per quanto riguarda la struttura del sito.


Da H&M.com ho fatto due ordini, uno il 7 e uno il 16 Luglio, entrambi arrivati da me (in Sicilia ndr) in 4 giorni lavorativi; il sito spedisce e ritira la merce con corriere SDA.
Loro mantengono, secondo me, uno standard abbastanza elevato per quanto riguarda le spedizioni e in generale l'esperienza di acquisto, visto che, anche nei periodi più congestionati, mandano i pacchetti perfettamente imballati e nei tempi previsti. 
Credo abbiano gli Umpa Lumpa al loro servizio.
Il sito poi scorre abbastanza bene (anche se ci sono stati 3 giorni in cui era in down) ed è possibile richiedere gratuitamente il catalogo su cui presentano le collezioni.
Durante il periodo di saldi il sito aveva  le spese di spedizioni gratuite, prima dai 60 euro di merce e poi per tutti gli ordini.
Insomma che volete di più da un brand low cost?

Tuttavia, c'è stato qualche problema anche con loro. 
Intanto la gestione della merce in saldo: sul sito di H&M hanno messo i capi in offerta a più riprese, e questo poteva essere normale se magari ci fosse stata un'ampia scelta di capi sin da subito; invece buona parte degli indumenti estivi sono andati in offerta in seconda battuta. Quindi o aspettavi e speravi che ciò che volevi finisse in saldo, ma con l'alta probabilità che perdevi la taglia desiderata, oppure acquistavi a prezzo pieno sperando che poi non mettessero il capo acquistato in saldo, con l'alta probabilità di mandarli a fan...
Vediamo cosa ho acquistato per quanto riguarda l'abbigliamento.
Ho scelto in primis questo pantaloncino

semplice, di un bel cotone fresco, color blu scuro, mi arriva sopra il ginocchio. In foto sembra più scuro, dal vivo il blu è più brillante, ma lo sapete che non sono bravo a far le foto quindi accontentatevi delle foto prese dal sito. 
Pagato 9.99€, poi passato per magia a 3.99€. E già qui ero un po' irritato.
Poi ho preso un altro shorts

lo so, sono banale. Ma per 8.99€ da utilizzare in casa, non era male, essendo di un cotone più leggero. Tuttavia, malgrado avessi azzeccato la taglia, nella descrizione sul sito non si faceva riferimento al fatto che questo pantaloncino fosse una slim fit, e come vedete, non si capisce nemmeno dal modello che lo indossa, che come minimo avrà addosso una 50 per averlo così largo. E mi chiedo perché? Perché se sui jeans lo scrivete che il capo calza in un determinato modo, non potete farlo anche sugli shorts?
Capisco che io sia grasso, ma se siete chiari nella descrizione, non cado in depressione cercando di entrare in cose in cui non entro (???).
Ovviamente l'ho fatto presente all'azienda. Loro si sono scusati con un codice sconto su un altro ordine ma la mia battaglia non si è conclusa. Intanto ho effettuato il reso.
Poi, sempre dal sito H&M ho acquistato calzini, che non guastano mai


Carini, tutti con pattern diversi, economici anche se non in offerta, e per adesso, ma anche più avanti quando farà appena più fresco, vanno benissimo. Sette paia a 6.99€.
Dal secondo ordine che ho fatto da H&M ho preso un altro shorts che potesse sostituire quello che poi ho reso indietro e di cui non c'era più la taglia. 
Ed ho scelto questo

In realtà non è un vero e proprio sostituto dell'altro capo, perché questo pantaloncino è fatto da una sorta di tela di jeans leggera; il colore è leggermente più scuro che in foto ma è molto carino lo stesso. Sotto aveva un risvoltino che a mio avviso sta bene, ma si può tranquillamente rigirare. 
Pagato 7.99€ da 19.99€ che era il prezzo iniziale. 
E per concludere con l'abbigliamento ho preso questa t-shirt, l'unica in verità ad avermi colpito, di cui mi ero innamorato sin da subito.
Lo scollo a barca non è né troppo ampio da risultare sciatto o troppo femminile, le maniche hanno un risvoltino carino e ha un taglio squadato. Tuttavia non era in offerta e Simona (MissPenny09) mi ha fatto subito notare che le righe delle maniche prendono la tangenziale rispetto a quelle sul busto. E io non ero convinto del colore delle righe stesse, che avrei preferito più sul blu navy acceso.
Poi però da 12.99€ il prezzo è stato ribassato a 4.99€, e quindi che fai, non la prendi? 
E niente, mi sta pure discretamente bene.

Sempre sul sito di H&M ho fatto una capatina alla sezione beauty. So che molti inorridiscono al fatto che un'azienda che si occupa di abbigliamento, poi si metta a produrre cosmetici, ma come potete immaginare non è che accanto a dove tessono le maglie ci sono dei tipi che impastano le creme.
Anzi, rullino i tamburi, squillino le trombe, esplodano i fuochi d'artificio: alcuni dei cosmetici H&M sono MADE IN ITALY. Il make-up in particolare, mentre la cosmetica bianca è MADE IN SVEZIA.
Lo so, non ci si crede. 
Avevo provato la lozione corpo della linea ecobio che non era malvagia tutto sommato e trovo che abbiano prodotti interessanti.

La sezione beauty, almeno sul sito da quanto ho visto finora, non è mai in offerta
Ma, il bello di ordinare cosmetici online è che siete sicuri che non vengano smanazzati e inquinati dalle luride impronte di mille persone, come spesso accade nei negozi. 
Nel pacchetto che vi spediscono dal sito, i cosmetici vengono perfettamente imballati in una busta di carta molto carina, con dentro della pluriball che permette di non rovinare la merce. 
Per farla breve ho preso un correttore liquido, il Cover-Up Concealer
Presto arriverà un nuovo post "concealer galore" con tutto quello che sto testando anche con questo caldo atroce. Questo di H&M mi attirava per via della colorazione: ho scelto l'Ivory che mi sembrava non solo molto chiaro ma anche dal sottotono neutro. Ovviamente vi aggiornerò, ma per 5.99€ si poteva fare un tentativo.

Poi, sempre un tema make up ho preso la nuova Precision Sponge 
Sicuramente vi ricorderà ad occhio la più famosa Beauty Blender, ma sarà un valido dupe super cheap? Per 2.99€ si poteva fare uno sforzo e conto di parlarvene prestissimo.

Sempre in tema ma spostandoci sul corpo (???) ho preso una eau de toilette.

Sinceramente non sapevo l'esistenza di queste acque di profumo di H&M, e son rimasto piacevolmente sorpreso nel constatare che ne fanno tre varianti. A naso, è il caso di dirlo, sono stato attirato da due in particolare, ma la descrizione di questa Urban Verve mi sembrava più adatta alla stagione. E non mi sbagliavo. La fragranza mi sembra unisex, il packaging molto carino, costa 7.99€ (anche lui non in offerta) e l'ho sto provando da un po'. Più avanti vedo se riesco a ficcare una sua recensione fra i prodotti corpo

E per finire ho preso alla modicissima cifra di 1.99€ ho preso questo set da 5 lime per unghie. 
Non perché sentissi una impellente necessità di far parte di tutti i prossimi video di Britney Spears


solo che essendo non troppo grandi, tornano utili in viaggio quando ti si spizzica un'unghia e l'unica cosa che hai a disposizione sono i tuoi denti (brrrr!); le ho già distribuite a madri e sorelle tutte. 
Sono le classiche di cartone, immagino non abbiano una lunga vita, ma mi sembrava brutto lasciarle lì.

Una piccola nota totalmente random. Mentre vagavo fra le pagine del sito di H&M mi è caduto l'occhio sulla sezione HOME, in cui sono presenti tutti gli articoli per la casa. In particolare la mia attenzione è stata colta, totalmente inaspettatamente, dalle candele. In offerta a 3.99€ c'era questa alla vaniglia
Sapete che mi piace sperimentare nuovi brand per quanto riguarda le profumazioni d'ambiente, quindi mi son lanciato. Questa candela di H&M ha un design molto carino secondo me: il bicchiere è nero ma trasparente e la scritta dorata non risulta pacchiana. La scatoletta esterna, per quanto inutile, da' quel tocco che la rende graziosa come regalo. La profumazione Vanilla però per me è bocciata. Non l'ho accesa, ho solo annusato la cera perché alla fine non l'ho tenuta, ma mi ricorda la più famosa Vanilla Cupcake di Yankee Candle, che, come sapete, non amo. Rimandata al mittente senza se e senza ma. Ho visto che adesso hanno aggiunto altre tipologie, potrei dargli una opportunità in futuro.

Subito dopo i miei acquisti da H&M son passato dal sito di Pull&Bear e




Continua...





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