lunedì 23 aprile 2018

|Beauty Cues|
NUXE Paris: i prodotti più chiacchierati (con Sara di Recensioni Cosmetiche)

Nella beauty community, di tanto in tanto, un brand o un prodotto, per ragioni diverse, diventa particolarmente famoso al punto che almeno una volta lo devi provare o sei un po' sfigato. 
In genere il merito di questa viralità si deve magari a qualche grande blogger o Youtuber che parla bene del prodotto, altre volte semplicemente perché è un cosmetico valido e di conseguenza il passa parola lo fa diventare conosciuto. 
Insomma, noi (mi ci metto pure io a questo punto) della beauty community siamo un po' come le pettegole di paese: sappiamo tutto di tutti e ne parliamo a destra e manca.
Mi viene ad esempio in mente il famoso detergente in crema di Human+Kind, ma anche la linea Viviverde Coop ha avuto il suo momento di successo (vedi ad esempio il balsamo labbra, amatissimo), o come ora un po' The Ordinary.
Un brand che per tanto ho visto girare e di cui ho letto e sentito buone opinioni è NUXE Paris, azienda francese che in patria ha persino delle SPA, e che ormai da anni si è affermata anche in Italia grazie ad una lunga lista di referenze per viso, corpo e capelli che un po' strizzano l'occhio al settore bio, un po' lo sono. NUXE infatti ha anche una linea cosmetica, la BIO-BEAUTÉ®, certificata ECOCERT.


Fra i prodotti più chiacchierati del brand ci sono sicuramente il balsamo labbra della linea Rêve de Miel® e il famosissimo Huile prodigieuse® per cui devo ringraziare la mia amica Rory (La Rockeuse) che me li ha regalati.


Ma questa volta non sono solo, ma con me c'è una delle beauty blogger che leggo più costantemente: Sara/La Dama Bianca di Recensioni cosmetiche.
Seguo Sara da un paio di anni ormai ma lei conduce con cura, passione, precisione e con la giusta serietà Recensioni Cosmetiche ormai da otto anni.
Quando è venuto fuori che avremmo entrambi parlato del balsamo labbra di Nuxe, abbiamo pensato che pubblicare la recensione in collaborazione lo stesso giorno, poteva essere interessante. Io non so cosa dirà Sara sul prodotto, né lei sa la mia opinione, ma questo piccolo esperimento è bello anche per questo: anche se dovesse dire tutto l'opposto di ciò che dirò io, sono sicuro che sarà una recensione onesta e ben fatta. Non c'è giusto o sbagliato, perché qui sta il bello di internet e delle recensioni: ognuno può dire ciò che vuole perché ovviamente ognuno ha aspettative, necessità, impressioni, esperienza e sensazioni diverse.
Quindi passate da lei a scoprire la sua recensione e se vi va continuate per scoprire le mie.

Rêve de Miel® Burrocacao ultra nutriente 


NUXE produce due tipologie di balsami labbra, uno in stick e quello contenuto in questo pot di vetro. Il mio che vedete un po' diverso, non ha nulla di straordinario, è la stessa identica formulazione, soltanto nella edizione limitata Rock, per cui il tappo è viola. Molto carino!
A proposito degli ingredienti l'azienda dichiara che il loro burrocacao ultra nutriente è al 78% naturale ed è composta da
"Ingredienti di origine naturale- Miele, oli di Girasole, di Rosa Mosqueta e
di Mandorla dolce; oli vegetali preziosi (Calendula, Rosa, Mosqueta), Burro di Karité, essenza di Pompelmo..."
non fatevi ingannare però, perché non contiene parabeni, ma contiene siliconi. Io sapete che in questo senso non ho paranoie, anche se per le labbra preferisco prodotti quanto più naturali possibili e credo che questo lip balm Nuxe mi abbia ricordato come mai.
Diciamo che con il Baume Lèvres Ultra-Nourrissant non ho avuto un rapporto del tutto positivo. Per iniziare non ho amato la consistenza compatta, che definirei una sorta di cerosa quasi gommosa (è il miglior termine che possa descriverlo secondo me), che va un po' massaggiata sulle labbra per fondersi del tutto. Crea una patina che effettivamente va a proteggere le labbra dagli agenti esterni e che resiste abbastanza a lungo, ma che mi risulta un po' pesante (occhio alle quantità quindi) e appiccicosa. Si sente che lo avete applicato e non è il miglior feeling che abbia mai avuto con un balsamo labbra.


Apprezzo il finish non molto lucido e so che c'è chi ricerca balsami labbra di questo tipo, così come apprezzo la profumazione delicata, dolce e agrumata, con un vago sottotono di miele che non risulta minimamente invadente.
Quello che non ho apprezzato è stata la resa di questo burrocacao Rêve de Miel®. Finché ho avuto labbra tutto sommato non particolarmente bisognose, ma che semplicemente necessitavano di mantenere l'idratazione, ha funzionato bene evitando l'inaridimento. 
L'ho utilizzato molto la sera, prima di andare a letto, proprio perché in barattolino quindi più comodo da sfruttare in casa.



Ma quando le mie labbra si sono seccate particolarmente come in questo ultimo periodo, purtroppo il prodotto non si è dimostrato in grado di rispondere alle mie esigenze. Mi son ritrovato a tenerlo sulla scrivania e a doverlo applicare più e più volte affinché sentissi le labbra un po' più idratate.
Parliamo di un balsamo labbra che Nuxe definisce come ultra nutriente e dice che

"nutre, ripara, lenisce e protegge le labbra più secche e rovinate"
quindi mi aspetto una determinata performance che su di me non c'è stata. Anzi ad essere onesto, quando lo applico in questo periodo di labbra screpolate e a volte anche con piccoli tagli, sembra quasi faccia il risultato opposto. Quindi sì, il burrocacao Rêve de Miel di NUXE su di me purtroppo non ha sortito l'effetto sperato, e non lo riacquisterei complice anche il fatto che non amo il fatto di doverci mettere dentro le mani per prelevarlo. Mi sento di consigliarlo a labbra non particolarmente esigenti, ma per gli altri, sarebbe un po' una scommessa su cui lanciarvi a vostro rischio.

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💸 € 7/12 circa
🏋 15 gr
🗺 Francia
⏳  6 Mesi
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Huile Prodigieuse® Olio secco multifunzione

Huile Prodigieuse® Olio secco multifunzione

Vi avviso che da qui in poi la mia recensione prenderà toni esaltati e forse esageratamente aulici, ma questo è giustificato dal fatto che oltre che Prodigioso, ho scoperto un olio meraviglioso.
Intanto guardate la confezione: semplice ma fine ed elegante, che può star bene esposta su una vanity table o una console magari vicino a dei profumi e altri prodotti.
Ma è anche funzionale: il mio timore era quello di spaccare il flacone essendo di vetro e contenendo olio, quindi rischiando di essere potenzialmente scivoloso in mano. In realtà si impugna molto bene, non scivola via e soprattutto l'erogatore spray funziona molto bene, non è duro né si incastra diminuendo le probabilità che appunto possa cascare di mano (lo so, mi starete prendendo per rincoglionito ma sono quelle piccole cose che fanno la differenza).



Oltre alla confezione, l'Huile prodigieuse® Nuxe è meraviglioso anche per la fragranza paradisiaca che lo caratterizza. Si tratta di un profumo intenso, avvolgente con note talcate e delicatamente floreali. Inebriante e confortante credo siano gli aggettivi più azzeccati. Un profumo, decisamente più femminile che maschile, ma chi se ne importa, lo amo, che resta sulla pelle senza mai invadere troppo le narici, ma accompagnandoci per diverse ore.
Così come amo la texture di questo olio, che è una delle più secche al tatto che abbia mai provato, che la mia pelle assorbe molto facilmente e velocemente, e mai mi ha dato la sgradevole sensazione di unto.
Non posso non sottolineare anche la composizione di questo olio. La stessa Nuxe ci dice che si tratta di una formulazione al 98.1% di origine naturale, fra cui

"7 oli vegetali preziosi: l'Olio di Tsubaki (la Camelia Japponica che trovate in INCi ndr.) altamente nutriente e anti-età, di Mandorla Dolce emolliente, di Camelia idratante, di Borragine lisciante, di Nocciola lenitivo, di Macadamia nutriente e di Argan riparatore."
e non contiene né siliconi né parabeni.
L'Huile Prodigieuse promette di esser adatto ad essere utilizzato sia sul viso che sul corpo che sui capelli, e su tutte queste zone, visti gli oli che contiene, capite da voi che si tratta di un prodotto idratante anche se l'azienda fa un passo avanti e afferma

"Con un unico gesto la pelle è nutrita, liscia, uniformata e sublimata; i capelli soffici e brillanti."
Sul viso non l'ho mai provato perché per me la profumazioni è un po' troppo intensa per applicarla così a contatto col naso. Non credo possa darmi fastidio, ma in genere preferisco che i prodotti viso abbiano fragranze delicate o assenti.
Sui capelli ne ho fatto un uso saltuario: un paio di volte come impacco pre-shampoo e qualche altra volta come leave in pre asciugatura. In entrambi i casi non mi ha svoltato l'esistenza. Certamente rende i capelli più morbidi e luminosi, un po' come tutti gli oli, ma nulla di così eclatante da farmi destinare l'olio a questo utilizzo, anzi mi sembrava un po' di sprecarlo.



L'uso che ho preferito in modo assoluto è stato sulla pelle del corpo subito dopo la doccia. Qui ho trovato che l'olio secco Nuxe riesce a dare il meglio, idratandomi la pelle, lasciandola setosa, compatta e luminosa alla vista (ma non unta, lo ripeto). Essendo un olio molto liquido si applica ovviamente alla perfezione, ma se posso darvi un suggerimento, non spruzzatelo da troppo lontano.
Probabilmente non lo avrei definito "nutriente" perché anche su di me, che non ho una pelle secchissima, mi è parso non mi bastasse al 100% ad arrivare fino alla doccia e quindi alla applicazione successiva, ma comunque amo troppo tutti gli altri aspetti per chiudere un occhio e considerarlo comunque un prodotto ottimo.
L'Huile Prodigieuse Nuxe secondo me può essere un ottimo regalo, si presenta bene, è funzionale, gradevolissimo e sinceramente lo ricomprerei anche subito. So che c'è una versione "riche" adatta a pelli molto secche, che probabilmente proverò più avanti, e penso che la taglia da 50ml possa essere ottima per provarlo almeno una volta.

INFO BOX
🔎 Parafarmacia, Farmacia, Amazon
💸  € 19/25 circa
🏋 100 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
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Non mi resta che ringraziare ancora una volta Sara di Recensioni Cosmetiche per aver voluto collaborare con me, e fatemi sapere se avevate sentito parlare dei prodotti NUXE Paris.
A presto!




venerdì 20 aprile 2018

Recensioni film: La verità su Lady Bird e Tonya

La perdurata scarsità di nuove uscite cinematografiche mi sta dando tempo e spazio per recuperare alcuni film che da tempo volevo da tempo sempre sulla scia, ancora, delle varie premiazioni dei mesi scorsi. In realtà di pellicole da recuperare ce ne sarebbero diverse, ma si fa quel che si può, anche perché ormai per voi non sono più novità, anzi magari le avete già viste, digerite e dimenticate, quindi preferisco prendermela comoda, gustarmele con calma, e soprattutto quando ho tempo.
I film che ho visto nell'ultimo periodo non si somigliano per nulla, se non per il fatto che entrambi hanno protagoniste femminili, ma sono due figure molto distinte. Certamente entrambe sono "originali" potrei dire nel loro modo di porsi, ma hanno la loro peculiare storia di vittorie e sconfitte. E questo è assolutamente positivo, perché almeno ogni tanto il cinema offre personaggi e spunti un po' diversi dal solito.

La prima di queste donne è Lady Bird (2017) anche se forse, nel suo caso dovrei dire ragazza.



Christine "Lady Bird" McPherson è infatti una giovane liceale che nel giro di pochi mesi dovrà affrontare un passaggio importante della sua vita ovvero iscriversi al college. Intanto però vive nella cittadina di Sacramento con la sua famiglia, frequentando una scuola cattolica. Ma Lady Bird, spigliata, sveglia e con tanta faccia tosta, sogna in grande e, nonostante i diversi problemi economici della famiglia, vuole tentare di entrare nei college fuori dalla California, anche per scappare da quel luogo che poco secondo lei ha da offrirle.



Lady Bird ha avuto una lista quasi infinita di candidature a tutte le manifestazioni e premiazioni che si sono tenute nel corso dei mesi, e sulla stessa locandina italiana appaiono con un font più grande persino del titolo, ma secondo me è tutto esagerato e ho trovato che anche le opinioni che ho letto in giro fossero poco centrate. 
Si tratta di una pellicola carina ma che non meritava così tanto clamore
In generale non ho trovato la storia così realistica nonostante sia una autobiografia della regista, Greta Gerwig. Mi è parso strano ad esempio che diversi avvenimenti anche importanti della vita di un giovane ragazzo accadano a Lady Bird giusto in un periodo di per sé intenso e particolare e condensati in tutto sommato pochi mesi di vita. Come se le esperienze umanamente più segnanti nella vita di Christine si fossero incastrate alla fine del liceo, e quasi nulla sia successo prima. 


Molti hanno detto che si tratta di un film adolescenziale, ma la verità è che siamo quasi un passo dopo l'adolescenza, e questo è assolutamente positivo per me perché tocca un aspetto diverso da quanto vediamo in genere. Nel senso che se l'adolescenza è comunque qualcosa che arriva inevitabilmente anche biologicamente, per cui fa parte della vita di un essere umano e non puoi farci nulla, il passaggio dall'adolescenza alla vita da giovane adulto è qualcosa che va affrontato, per cui devi sbatterci la testa volontariamente, è un periodo della tua vita che devi mettere tu in moto e non spetta soltanto alle tue ghiandole e ai tuoi ormoni. Ma secondo me è lo stesso film che, piuttosto che battere su questo discorso, sposta l'attenzione sul lato teen-ager di Lady Bird, e quindi torniamo al punto di partenza.


Altra definizione su cui non sono d'accordo è quella di "film generazionale". È vero, Lady Bird si scontra spesso con i suoi genitori, in particolar modo con la madre, e c'è ovviamente uno scarto generazionale fra loro, ci sono dei modi di pensare diversi, ma non come molti hanno sottolineato. Intanto perché Christine litiga e si scontra praticamente con tutti, dal fratello alla migliore amica, quindi ha poco a che vedere con l'età. Ma c'è un altro aspetto importante che si coglie sin da subito: in realtà Lady Bird e la sua famiglia hanno molto in comune. Con la madre condivide ad esempio una stessa sensibilità, e non è esattamente l'unica che voglia spiccare il volo nella famiglia, non è l'unica a volersi migliorare, anzi, come la stessa madre sottolinea, i loro sogni erano diversi dalla vita che stanno conducendo, ma varie sfortune hanno compresso questi sogni.


Devo poi sottolineare un aspetto che ormai ha parecchio stancato, ovvero la stereotipia dei personaggi: Lady Bird sarà sicuramente una tipa come dicevo forte, col suo carattere abbastanza ben delineato, ma tutto attorno si susseguono personaggi banali e stravisti. Aggiungete che l'immedesimazione scende per via del fatto che siamo culturalmente distanti dalle vicende di Christine: per noi infatti l'iscrizione all'università ad esempio è un po' diversa, non mandiamo in giro chissà quante candidature e molte volte ci basta un'oretta di treno per arrivare alla nostra città di studio. In America invece il passaggio al college è quasi un rito. 
Cosa resta quindi di Lady Bird? Secondo me è un film caruccio, fatto bene, con una regia tutto sommato pulita e che scorre abbastanza fluidamente. Può essere un film un po' più di valore da trasmettere su Canale 5, ma è ben lontano dai film da Oscar che ho già visto e Saoirse Ronan per me in questo film ha fatto dei passi indietro rispetto a Brooklyn

Genere: commedia, drammatico
Durata: 94 minuti
Regia: Greta Gerwig
Uscita in Italia: 1 Marzo 2018
Paese di produzione: Stati Uniti 

Voto 6.5 


Se per Lady Bird le mie aspettative erano state accresciute da appunto questa sequela di nomination a premi più o meno importanti, con una enfasi diversa mi sono invece approcciato a Tonya (2017).


Ero sinceramente curioso di conoscere la storia di Tonya Harding, di un personaggio non positivo, ambiguo, vittima ma carnefice di se stessa, seguendo un po' l'onda di American Crime Story e delle biografie drammatiche, ma anche di scoprire come era stata trasmessa questa storia. Non sapevo granché di questa pattinatrice sul ghiaccio e del suo modo di "atterrare" in senso letterale le sue rivali.
Il film inizia ad investigare fin dall'infanzia di Tonya, quando la madre, Lavona Harding, ne riconobbe subito il talento sul ghiaccio, spingendola ad affrontare la pista. E con "spingendola" intendo lanciandola violentemente e con forza. 
La madre infatti ha dei modi che urlano "chiamate un assistente sociale" ogni qual volta ha a che fare con la figlia, anche se pare che non tutto ciò che accade nel film sia realmente successo. La donna tuttavia riuscirà comunque a far emergere il talento di Tonya, a pagarle le lezioni di pattinaggio, e farla andare avanti in questa carriera sportiva.
Ma la vita di Tonya non sarà infettata solo dalla presenza della madre gretta, rude e violenta, ma anche dall'uomo che finirà per sposare, Jeff Gillooly, e che la condurrà, anche seguendo un po' lo stile manesco e volgare della madre, fino alle Olimpiadi di pattinaggio, ma soprattutto verso lo scandalo e all'aggressione di Nancy Kerrigan.


Anche nel caso di Tonya però le mie aspettative non sono state del tutto ripagate. Ho avuto l'impressione che la storia fosse meno avvincente di quanto mi aspettassi. Tra l'altro per me le due ore di film sono state un po' pesanti, in alcuni punti, soprattutto sulla prima parte. La regia, scattante, attenta, rapida aiuta un po' a far svolgere meglio la visione, ma devo dire che in certi punti mi sembrava di restare impelagato.
Uno degli aspetti che ho letto spesso in varie recensioni è l'ironia che Tonya provoca, in tutte le sue declinazioni, dalla risata scompisciante, all'humour nero, fino al sarcasmo. Sinceramente ho riso una volta, perché come tutte le cose assurde, grottesche ma che accadono realmente, non mi fanno ridere. I personaggi, reali o da copione, di Tonya sono le classiche persone un po' strambe, che magari non hanno l'istruzione o la mentalità o i mezzi per agire diversamente, che al giorno d'oggi vediamo nei video Youtube e finiscono in qualche programma trash. All'epoca invece si sono ritrovati alla ribalta per uno dei casi che mosse decisamente l'opinione pubblica e il gossip e probabilmente con la non consapevolezza di tutta la situazione ben più grande di loro. Per me i toni sono decisamente più amari, più drammatici ma allo stesso tempo pacchiani e in tutto questo non trovo ironia.



E sempre le recensioni in giro per il web hanno sottolineato il ruolo di Margot Robbie (che comunque anche in Suicide Squad non interpretava un ruolo positivo) che è obiettivamente bravissima e resa perfetta dal trucco nella sua interpretazione di Tonya, che si muove appunto fra il grottesco e il drammatico; ma credo che anche il resto del cast sia degno di una nota di merito sia per le interpretazioni azzeccate, sia perché sono parte attiva in ogni modo possibile. Se Tonya è quel che è lo deve purtroppo a tutte le persone che hanno costellato il suo percorso vita. Non è un caso in questo senso che Allison Janney (che interpreta la madre, Lavona Harding) abbia vinto l'Oscar come attrice non protagonista. 
In generale tutta la ricostruzione dei primi anni '90 è fatta molto bene, ma per fare un passo indietro, nonostante mi abbia fatto conoscere una storia realmente accaduta che non conoscevo e appunto sia tecnicamente molto valido, Tonya non mi ha trasmesso molto e non mi ha lasciato nulla. 
Nulla esce dallo schermo, e bisogna aspettare la fine per una intensità emotiva maggiore; ma una volta che i fatti si sono svolti, che la vicenda viene più o meno chiarita (ancora oggi per certi aspetti non si sa la verità, ma semplicemente è la parola di uno contro la parola di un altro) il film perde il suo mordente. No, non mi è rimasto nemmeno troppo dispiacere nei confronti di Tonya Harding, che, sebbene sia in parte anche una vittima dell'ambiente, non ha fatto nulla di concreto per emanciparsi, non tenta il riscatto, (ma, attenzione, so bene che non era questo l'intento del film) ma ha semplicemente seguito la corrente portando un po' ad una fine che, per certi versi, un po' tutti fin dall'inizio, ci saremmo aspettati.


Titolo originale: I, Tonya
Genere: biografico, drammatico
Durata: 121 minuti
Regia: Craig Gillespie
Uscita in Italia: 29 Marzo 2018
Paese di produzione: Stati Uniti 

Voto 7 



mercoledì 18 aprile 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Questa maschera NATURA SIBERICA non l'ho capita 🤔




Un altro obiettivo a cui miro, oltre alla luminosità dell'incarnato (qui trovate un esempio di cosa sto delirando), è la compattezza e tonicità della pelle
Va benissimo non avere segni di espressione e una pelle ben idratata, ma da un po' di tempo a questa parte voglio e ricerco prodotti con una azione rassodante, che possano aiutare a prevenire la perdita di elasticità cutanea. Insomma ho 28 anni e non voglio arrivare ai 30 con la pappagòrgia floscia e le rughe della marionetta che mi fanno l'applauso sotto al mento. 
Un aiuto in questo senso giunge effettivamente anche dai vari dispositivi per il viso che ho provato, e che, oltre ad aiutare la detersione, offrono anche un massaggio stimolante. Qui li trovate tutti.
Ma io non mi accontento, e cercavo una maschera viso che potesse darmi specificatamente quell'effetto rassodante che agogno. Così un po' per caso sono capitato nella Extra-Firming Facial Mask di Natura Siberica.



Ho avuto l'occasione di presentarvi questa azienda dell'est Europa con i promossi e bocciati di Febbraio ed è un brand per me nuovo, che ho deciso di conoscere meglio nel corso di questo 2018. Natura Siberica produce un buon range di maschere viso, per diverse esigenze e penso tutte in crema.
La Extra-Firming Facial Mask ha appunto una consistenza cremosa e ricca e un delicato profumo che definirei più o meno agrumato dolce, molto gradevole.
Come molti dei prodotti Natura Siberica questa maschera è composta dal 99% di ingredienti di origine naturale e nell'INCI fanno la comparsa componenti come il caolino, l'olio di enotera, lenitivo e rigenerante, l'olio di rosa canina, anti age, e persino l'ormai arcinota "snow cladonia" (Cetraria Nivalis Extract), una pianta sempreverde anche con temperature bassissime - giustamente siamo in Siberia - che dovrebbe avere un'azione rassodante. 
Tutto bello eh, ma io questa maschera non l'ho capita, ma andiamo per gradi. 
Natura Siberica dice che va applicata, evitando il contorno occhi e labbra, sul viso pulito, e tenuta in posa per 15 minuti per poi ovviamente rimuoverla con acqua calda. Vi pare che abbia seguito queste indicazioni?
Certo che no.



Intanto non ci sono specifiche, nemmeno generiche, sulle quantità da applicare, quindi sono andato a sensazione. Ne ho sempre steso uno strato abbondante e omogeneo, senza esagerare o sprecarla, cercando di massaggiarla un po', non solo di applicarla e lasciarla "in superficie". È una maschera che si stende molto bene, nonostante appunto questa consistenza sostanziosa. Inoltre non ho evitato né la zona del contorno occhi né il contorno labbra, e non ho avuto alcun problema, ma ora vi spiego anche questa. Un altro punto, secondo me importante, è che questa maschera dovrebbe essere portata anche oltre il viso, coprendo almeno la zona mandibolare, e se possibile anche il collo, proprio perché è anche questa una zona che vogliamo tonificare, giusto?
Come sempre, sforo il tempo di posa abbondantemente, in questo caso un po' perché me ne dimentico perché sulla pelle non si avverte moltissimo, non risulta né particolarmente fresca né si va a seccare come fosse una maschera all'argilla, nonostante abbia appunto il caolino, e anche di questo vi spiego più avanti; un po' perché voglio trarne più benefici possibili, come faccio con tutte le maschere.



Le promesse che la Extra-Firming Facial Mask di Natura Siberica assicura sono parecchie e mi hanno fatto molta gola, proprio per quanto vi dicevo qualche riga più sopra. Sul retro si legge 

"La Extra-Firming Facial Mask è stata creata appositamente per prendersi cura efficacemente della pelle matura."
e qui già nasce un filo di perplessità. Io non ho una pelle matura e questo può essere da un lato un pro nel giudizio della maschera, perché su una pelle giovane magari può agire più facilmente non dovendo fare chissà quale miracolistico effetto; ma può essere un contro, perché non riesci a cogliere una differenza sostanziale. Ma andiamo avanti. 
Sempre dalla descrizione scrivono

"Contiene Snow Cladonia che resta verde anche durante i rigidi inverni siberiani, che ringiovanisce la pelle liftando i lineamenti e ridefinendo i contorni del viso. La Siberian Golden Root è conosciuta per le sue fantastiche proprietà adattogene. Questa protegge e rinforza la pelle, levigando le linee per una pelle bella che appare più soda, luminosa e dall'aspetto più giovane."
Dopo questa infinita premessa vi starete chiedendo quali sono le perplessità nei confronti di questa maschera viso.
Il primo dubbio riguardava la presenza di caolino, che temevo potesse inaridire la pelle, ma non è stato così per fortuna, e quindi un aspetto positivo. La maschera non si secca ma si asciuga sulla pelle, venendo in parte assorbita. La diretta conseguenza è che sono riuscito ad applicarla anche su zone più sensibili come contorno occhi e labbra.
Anche sull'applicazione sono rimasto perplesso: sei una maschera che deve liftare i contorni del viso, ma non mi suggerite di applicarla anche sul collo? Ma tutto apposto?
Una perplessità maggiore è che ogni volta che ho applicato e ovviamente rimosso questa maschera, mi sono ritrovato con una pelle sì, idratata ma non appiccicosa, luminosa ma non unta, distesa ma senza la fastidiosa sensazione di pelle che tira, e anche questi sarebbero tutti aspetti positivi se non fosse che questo tanto ambito effetto di rassodamento io non l'ho visto.
Immaginate me che sto lì per minuti davanti allo specchio a cercare di capire il tono della pelle, pizzicandola, schiacciandola, sollevandola. Non posso continuare a rendermi così ridicolo.



Ho cercato ovviamente di essere preciso e di fare la maschera due volte a settimana come indica l'azienda ma non c'è stato verso. L'unica cosa che non ho provato è a tenerla come una sleeping mask tutta la notte. Natura Siberica ha una variante di questa maschera che può essere usata la notte. In realtà i due prodotti hanno INCI identici per cui immagino che le variazioni siano inesistenti o minime. 
Ora, se una maschera si chiama Extra-Firming Facial Mask mi aspetto un efficacia rassodante e rimpolpante decisamente più strong di quella che ottengo con questo prodotto Natura Siberica. Anche sull'ovale del viso non ho visto grandi risultati in termini di definizione. 
Forse ero io ad avere aspettative troppo alte in questo, o forse su una pelle matura avrebbe dato come vi accennavo sopra, un risultato più considerevole (purtroppo non ho trovato nessuna cavia disposta ad immolarsi per il bene della scienza), in ogni caso non posso darvi un riscontro più preciso a riguardo. 
Posso però dirvi che se avete una pelle normale, mista o secca, e cercate appunto una maschera idratante e illuminante, che però non unga, che si rimuova facilmente e che magari sia un po' un dupe in tubo della maschera per pelli sensibili di Alkemilla, e non ve ne importa una fava dell'effetto rassodante, la Extra-Firming Facial Mask Natura Siberica potrebbe essere il prodotto che cercate.

INFO BOX | Natura Siberica Extra Firming Facial Mask
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💸 € 6.50
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Voi l'avete provata? Avete riscontrato l'effetto rassodante promesso?



lunedì 16 aprile 2018

|Beauty Cues|
La mia skin care serale con Paula's Choice (e Skinshop.it)

Dopo mesi e mesi e mesi di test riesco a parlarvi dei prodotti che sto usando per la mia skin care routine viso serale per cui devo ringraziare il sito Skinshop.it.


Per chi si fosse perso qualche episodio precedente Skinshop.it mi ha dato l'opportunità di provare alcuni prodotti di Paula's Choice, marchio di skin care americana. Qui vi avevo parlato non solo di questo e-commerce che rivende in Italia marchi come The Ordinary, The Chemistry Brand, Beauty Blender e molti altri (anzi, ne stanno aggiungendo via via di nuovi), ma vi avevo raccontato anche la storia e un po' la filosofia dietro a Paula's Choice.




Ho dedicato un #MaskWednesday alla Rehydrating Moisture Mask che è stata in particolare la prima sleeping mask che abbia mai provato. 
Ma oltre a lei, ho ricevuto altre due referenze che ho potuto apprezzare sin da subito. Si tratta di due prodotti dalla linea RESIST anti-age, una gamma di cosmetici che si distingue da quelle già presenti nel catalogo Paula's Choice in quanto, sebbene ci siano varianti per pelle mista e grassa o per pelle normale e secca, presenta una concentrazione maggiore di ingredienti anti età.



Ciò però non significa che la linea Resist si rivolga soltanto alle pelli mature, ma a chiunque voglia prevenire e contrastare i segni del tempo come perdita di tono, colorito spento, macchie cutanee e linee sottili.
Insomma, qualcuno come me.


Resist Advanced Smoothing Treatment 10% AHA



Fra i due prodotti Paula's Choice che hanno fatto parte del mio regime serale di cura della pelle, il Resist Advanced Smoothing Treatment 10% è stato quello che più ho amato, no matter what.
Nella filosofia del marchio più volte ho visto che viene sottolineata l'importanza della eliminazione delle cellule morte ma non tramite scrub fisici, che possono creare delle irritazioni anche più sotterranee, ma tramite gli esfolianti chimici.
Quello che ho apprezzato del Resist Advanced Smoothing Treatment 10% AHA è soprattutto la sua polifunzionalità, visto che si tratta di un siero lattiginoso che all'interno contiene un mix di alfa e beta idrossiacidi fra cui acido glicolico, lattico, malico e tartarico, e salicinico allo 0.5%, quindi un range che già così garantisce una azione a più livelli, fra esfoliazione e potere anti infiammatorio e contro le impurità. Ma accanto a questi acidi esfolianti, nella formulazione sono stati inseriti peptidi e ceramidi, che sono un po' dei mattoncini che vanno a proteggere e mantenere la nostra pelle giovane e
"tonificano e rigenerano la pelle attenuandone i segni dell'invecchiamento e forti antiossidanti che proteggono la pelle dallo stress ambientale. "
come si legge su Skinshop.it.
Ma a  parte questi appunti da professore di chimica, il Resist Advanced Smoothing Treatment Paula's Choice mi è piaciuto perché ha questa consistenza sottile, leggera che la mia pelle assorbe in fretta, e che non mi dà alcuna sensazione di appiccicoso, né mi ritrovo residui sparsi per il viso.



Questo fa sì che il prodotto può essere inserito in qualsiasi routine viso e questo per me ormai è un aspetto molto importante visto che amo utilizzare più prodotti e stratificarli.
Altro aspetto pratico che valorizza il Resist Advanced Smoothing Treatment è che puoi usarlo a piacere: tutti i giorni, preferibilmente di sera, oppure settimanalmente in base alle esigenze e alla sensibilità della pelle.
Io l'ho utilizzato per quasi due mesi tutti i giorni, poi ho iniziato ad alternarlo ad altro, e anche con l'uso costante non ho avvertito irritazioni o bruciori.
Solo alla prima applicazione ho avuto l'impressione di sentire un leggero pizzicore in un paio di punti del viso, ma è stato talmente delicato che potrebbe anche essere una mia suggestione. Tra l'altro applicandolo sul collo non ho avvertito nulla.



Inoltre vale anche per questo prodotto il discorso alla base dei cosmetici Paula's Choice che mira a creare il minor numero di irritazioni possibili, non aggiungendo profumo.
Ormai da diverso tempo sono totalmente dedito agli esfolianti chimici perché sono quelli che mi danno la migliore efficacia in termini di resa, specie nel tempo, e nel Resist Advanced Smoothing Treatment ho trovato tutto quello che cerco in un esfoliante. Da un lato infatti ho apprezzato che questo prodotto mi lasci ovviamente la pelle liscissima, esfoliata, che tenga a bada quelle zone del viso dove tendo ad avere pellicine, e che vada a lavorare nei punti in cui ho della texture irregolare. Vi ricordo infatti che ho parti del viso, per fortuna poche, dove ho ancora cicatrici dall'acne adolescenziale; ed anche su queste zone ho visto che la pelle si è via via livellata ed è diventata più omogenea.



Il 10% di alfaidrossiacidi credo sia una buona percentuale per chi si vuole approcciare agli esfolianti chimici e che può essere gestita abbastanza facilmente, come dicevo, anche in base alla propria sensibilità cutanea. Non è la percentuale più alta in commercio, ma secondo me è in grado di garantire risultati con l'uso costante senza però irritare. Come vi dicevo anche sul collo non ho avuto situazioni irritative. So che Paula's Choice fa anche una variante al 5% per pelli ancora più delicate.
Ma oltre all'esfoliazione, questo prodotto mi dà un primo step di idratazione e mi lascia la pelle compatta, luminosa e distesa. Quindi accanto ad una efficacia che si vede nel tempo e con l'utilizzo costante, ho notato anche un risultato cosmetico nel breve periodo.
Secondo me Paula's Choice ha creato proprio un prodotto eccellente, completo, efficace, oserei dire anche unico in questo genere di cosmetici, piacevole da usare e da inserire in qualunque skin care routine e che mi sento di poter consigliare un po' a tutte le pelli, dalle miste e grasse, a cui può bastare il grado di idratazione che conferisce, fino alle pelli secche per cui rappresenterà uno step che dovrà eventualmente essere completato con altri idratanti.
Aggiungo, e non è una nota così a margine, che mi è piaciuto molto il packaging di questo prodotto: oltre al contagocce che dosa bene il siero, di lato la confezione ha una parte trasparente per vedere quanto prodotto rimane.
Mi raccomando ovviamente tutte le precauzioni che si hanno con gli alfaidrossiacidi tra cui la protezione solare.

INFO BOX | Resist Advanced Smoothing Treatment 10% AHA
🔎 Skinshop.it
💸 €40
🏋 30 ml
🗺 USA
⏳ 12Mesi
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Dopo il Resist Advanced Smoothing Treatment, per sigillare l'idratazione e per dare un ulteriore step di nutrimento, la sera applico la Resist Barrier Repair Moisturizer with Retinol.
Questo idratante è una lozione senza alcun profumo dalla consistenza leggera e fluida, che all'interno contiene componenti idratanti e anti age come il burro di karitè, squalane, antiossidanti ma anche le ceramidi e  i peptidi che vi dicevo poco fa, e in più è aggiunto uno zic di retinolo, esattamente lo 0.01%.
Se volete sapere cosa sia il retinolo, conoscerne le proprietà e i benefici, e capire come mai io abbia deciso che è un ingrediente che voglio mantenere all'interno della mia routine viso, potete cliccare qui.
Ho apprezzato sin da subito le premesse dietro a questo prodotto: anche in questo caso si tratta comunque di un cosmetico con una azione a più livelli, la confezione airless è molto pratica ed evita gli sprechi, la texture è perfetta perché fresca, leggera e la mia pelle l'ha accettata senza far storie  sin da subito assorbendola bene e non risultando affatto grassa.



Ed ero curioso perché su Skinshop le promesse della Resist Barrier Repair Moisturizer sono molto interessanti:
  • la ricetta aiuta la pelle a combattere le rughe
  • riduce i radicali liberi e gli effetti nocivi causati dall'ambiente
  • è perfetto per la zona del contorno occhi - non è necessario utilizzare una crema diversa per gli occhi
Tuttavia dopo diversi mesi di utilizzo, anche in questo caso ogni sera, sinceramente non ho notato miglioramenti o cambiamenti importanti con questo prodotto. È vero: appena applicato la pelle appare in salute, idratata, morbida, setosa al tatto e luminosa alla vista. Ma devo dirvi che non ho notato un beneficio particolare ad esempio in termini di tono della pelle o per quanto riguarda ad esempio la mia ormai celeberrima ruga sulla fronte.
Non l'ho utilizzato sul contorno occhi, al massimo mi sono avvicina un po' più verso la zona zampe di gallina e non ho avvertito mai alcun bruciore (ma questo vale per tutto il viso, si tratta di un prodotto delicato). Inoltre, di tanto in tanto, mi  parso che il potere idratante non fosse sufficiente per le mie aree più secche del viso, nonostante non abbia una pelle così secca.



Credo di poter affermare che per i miglioramenti che ho ottenuto, devo ringraziare il Resist Advanced Smoothing Treatment 10% (si è capito che lo amo?!) più che questa Barrier Repair Moisturizer.
Ci tengo a mantenere le mie recensioni quanto più oneste possibili, anche e soprattutto nelle mie collaborazioni, e quindi con la stessa sincerità vi dico che non ricomprerei la Resist Barrier Repair Moisturizer with Retinol: è un prodotto che non mi ha creato problemi o con difetti macroscopici, ma sono arrivato quasi a terminarlo e non mi ha dato un risultato così tangibile da potervi dire che è la crema viso che ha contribuito al miglioramento alla mia pelle. Direi piuttosto che si tratta di un mantenimento di quello che ho ottenuto con altri prodotti.
Lo consiglio comunque se cercate un prodotto idratante che vi consenta di introdurre, senza problemi  sia irritativi che di interazione con altri prodotti, il retinolo nella vostra routine, se avete una pelle normale ma anche mista, e appunto volete più che altro conservare lo stato di salute della cute.
Sono sicuro che la signora Paula Begoun non ci resterà male per questa mia recensione poco entusiasta.

INFO BOX | Resist Barrier Repair Moisturizer with Retinol
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💸 €39
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Come sempre vi ricordo che Paula's Choice crea i campioni di praticamente tutti i prodotti sia di questa che di altre linee e sono acquistabili da Skinshop.it per cui potete provare le varie referenze, farvi un'idea e poi eventualmente optare per la full size.
Io ringrazio davvero Skinshop.it per avermi consentito di provare dei prodotti così interessanti e un brand rinomato come Paula's Choice su cui da tempo avevo nutrito curiosità e che vorrò ulteriormente approfondire. Spero di avervi fatto conoscere alcune novità e per il resto ci leggiamo presto per tante altre review.




venerdì 13 aprile 2018

|Sotto la copertina|
Due libri su bambini inquietanti, bugiardi e silenziosi

Ci ho pensato, ripensato, rimuginato, ho tergiversato, ed ho continuato a pensarci ma poi mi son detto, vado.
E così nasce oggi Sotto la copertina, lo spazio in cui vi parlerò senza troppe pretese dei libri che porto a letto con me.
Il nome della rubrica è un gioco di parole scemo per riassumere essenzialmente una cosa: sono un lettore che si lascia affascinare dalla copertina dei libri e che si dedica alla lettura, principalmente la sera, quando mi ficco sotto le coperte.
Non sono di quelli che legge cinquanta libri l'anno, o di quelli che fanno a gara a chi ce l'ha più lunga... la lista dei libri da leggere, ma sono anzi un lettore lento, tranquillo, che il più delle volte si muove a naso, ascolta i consigli altrui, e che può impiegare anche molto tempo a terminare un libro.
Leggere per me non è una gara, né con me stesso né con gli altri. Anzi non mi importa affatto come, cosa e quanto leggano gli altri.
La lettura per me è evasione, ispirazione e insegnamento e sono qui per raccontarvi la mia opinione, come per tutto il resto.
Pensavo di parlarvi di due libri che ho terminato già da un po' e che hanno entrambi non solo lo stesso autore, S.K. Tremayne (all'anagrafe Tom Knox), ma anche hanno come protagonisti dei bambini inquietanti.
Lo so cosa starete pensando: il 90% dei bambini sono inquietanti, ma quelli dei thriller psicologici lo sono anche di più.
Il bambino bugiardo, come vi dicevo tempo fa me lo ha suggerito Monica di L'Emporio21, ed  è stato il libro azzeccato che cercavo dopo una pausa dalla lettura. Avevo bisogno di una storia coinvolgente, di restare incollato alle pagine, di una lettura fluida, non troppo complicata ma sicuramente emozionante. E Il bambino bugiardo è stato tutto questo.



Titolo Originale: The Fire Child
Autore: S. K. Tremayne
Editore: Garzanti
Pagine: 317
Data di pubblicazione: 20 aprile 2017
Prezzo: rilegato € 14.37 / ebook € 9,99


S.K. Tremayne ci porta in Cornovaglia, proprio in inverno, quando il clima di quelle zone diventa instabile, irascibile e, a volte, anche pericoloso, e questo ambiente così aspro fa da scena ad una storia  già dall'inizio complicata. Rachel è la seconda moglie di David, che è padre di Jamie, un ragazzino che, poco dopo le loro nozze è diventato stranamente taciturno. Non è facile per Rachel interpretare il bambino e farsi accettare completamente, ma è anche lei una donna con le sue ferite, con una storia alle spalle che l'ha influenzata profondamente. 
Ma non è solo la presenza di Rachel a creare disagio a Jamie, ma pare ci sia un'altra presenza che non vuole lasciare in pace la tranquillità famigliare. Come si suol dire, sembra che i fantasmi del passato non vogliano proprio restare chiusi in soffitta.
E servirà un avvenimento di forte impatto fisico ed emotivo a chiudere definitivamente un capitolo.
Il bambino bugiardo mi è piaciuto proprio per questo: è una storia cupa, misteriosa, a tratti ansiogena, che si anima di colpo e che mi ha spinto a voler sfogliare le pagine molto velocemente per cercare di capire cosa stesse accadendo. Non sempre sono riuscito a capire tutto, sono onesto. Ci sono stati punti un po' troppo oscuri, spiegati forse in modo appositamente obliquo per rendere la storia quasi mistica per certi aspetti. Se posso farvi uno spoiler, vi dico che il titolo risulta fuorviante, visto che di bambini bugiardi non ce ne sono affatto. Il tutto si svolge su un piano emotivo molto forte e ben strutturato dallo scrittore, ma senza risultare pesante o esageratamente mentale. 
La scrittura di S.K. Tremayne è scorrevole, è efficace, non si perde in giri di parole e penso sia adatta a tutti.

Proprio la buona impressione de Il bambino bugiardo mi ha spinto a voler approfondire la conoscenza con l'autore, tuttavia il mio entusiasmo si è ridimensionato quando ho letto La gemella silenziosa.
La gemella silenziosa è un romanzo antecedente rispetto a Il bambino bugiardo e non voglio dire che S.K. Tremayne fosse un rincoglionito all'epoca e che sia migliorato di colpo col tempo. Anzi do la colpa a me che ho letto prima il libro successore del predecessore.

 

Titolo Originale: The Ice Twins
Autore: S. K. Tremayne
Editore: Garzanti
Pagine: 320
Data di pubblicazione: 10 settembre 2015
Prezzo: rilegato € 14.37 / ebook € 3,99


Il fatto è che entrambi i romanzi sembrano avere la stessa struttura narrativa, nonostante abbiano tematiche diverse, e personaggi che raccontano storie diverse. 
Capisco che probabilmente lo scrittore abbia voluto creare un filone concettuale, ma così è un po' troppo secondo me.
Un punto in comune che si nota sin da subito anche solo molto superficialmente è l'ambientazione e il clima ostile, nel caso de La gemella silenziosa si tratta di un'isola mal collegata con la terra ferma. E questa somiglianza comporta un po' uno spoiler di un romanzo rispetto all'altro. È come se S.K. Tremayne avesse bisogno dei suoi punti fermi, di determinati archetipi per far partire la storia che vuole raccontare, ma questo comporta praticamente un autogol. Appunto l'ambiente, l'idea di una nuova vita, quindi la speranza che però poi si trasforma in dramma; o ancora, la difficoltà dei rapporti familiari e affettivi sono tutti aspetti che ricorrono a mo' di quasi cartacarbone in entrambi i romanzi.
Ma oltre alla struttura generale, per me la vicenda di Sarah Moorcroft, del marito Angus e delle loro gemelle Lydia e Kirstie mi è sembrata meno solida, con dei buchi narrativi e forzature per far quadrare le cose e che nemmeno il finale riesce a chiarire. Questa prima opera mi è parsa una storia un po' meno psicologica e più fattuale, ma ho trovato un po' troppo esposti i giochi e gli intrecci che lo scrittore mette in atto per confondere il lettore. 
La gemella silenziosa è comunque un libro per me scorrevole sia per narrazione che per stile, che ho terminato anche in questo caso in poco tempo e che come Il bambino bugiardo riesce a coinvolgere, ma in prospettiva con quest'ultimo romanzo, per me risulta uno scalino indietro sotto diversi punti
Detto fra noi, sono contento di averlo preso in e-book.

Spero che questo primo episodio di Sotto la copertina non sia troppa pesante. Se vi va fatemi sapere che ve ne sembra di questo "nuovo" spazio" e anche un po' delle vostre letture.
A presto!




mercoledì 11 aprile 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere Coreane in Tessuto che Funzionano! | MEDIHEAL

Da quando ho iniziato a parlarvi delle maschere in tessuto acquistate su Aliexpress, ha aleggiato un problema per certi versi importante, ovvero il fatto che non si capisse bene né il brand, né quale azione dovesse svolgere il prodotto sul viso. Molte volte sulle confezioni si legge che la maschera magari è idratante, ma anche illuminante, ma anche anti imperfezioni, ma anche vattelappesca.
I marchi poi, il più delle volte, non hanno dei siti di riferimento e non ne possiamo conoscere la storia.
Lasciamo stare il fatto che la descrizione e l'INCI è scritto in cinese o in coreano, come ad esempio sulle maschere in tessuto Images, risultando per me impossibile da decifrare. 
Tutto ciò non è un aspetto che mi ha fermato dallo sperimentare vari marchi, chiudendo un occhio per il fatto che comunque il primo aspetto che cerco è un buon effetto idratante e per l'economicità di queste maschere, ma ammetto che alle volte la perplessità su ciò che sto usando è tanta.
La questione però non si pone con le maschere in tessuto di Mediheal.



Mediheal è un brand made in Korea di maschere e trattamenti viso che nasce nel 2008 a Seul e che ha via via espanso non solo la gamma di prodotti ma anche la diffusione del brand internazionalmente. Cliccando qui potete trovare tutta la storia fino al 2012.
Beauty Clinic Mediheal per noi che non siamo molto vicini alla Corea, è disponibile non solo su Aliexpress (dove, ironia della sorte, non le trovo cercandole per nome, ma semplicemente con "sheet mask". Forse per loro il brand era troppo distinguibile che quasi non gli sembrava vero), ma anche su Amazon, Ebay, e altri siti
Il marchio ha diverse linee di maschere, e qui in effetti è un po' difficile destreggiarsi. Io so per certo di aver scelto le maschere delle linee Ampoule Mask, Essential Mask, e la gamma Ade Sheet Mask.
Sull'utilizzo che ne ho fatto l'indicazione generale è sempre la stessa: io le tengo in posa molto a lungo, nonostante i 15/20 minuti consigliati, e non sciacquo il viso dopo aver tenuto la maschera.


Proprio le maschere della Ade Sheet Mask mi hanno attirato verso Mediheal molto superficialmente per via delle confezioni colorate, e perché ce ne era una in particolare che volevo provare.
La linea Ade Sheet Mask è composta da sei diverse varianti di maschere, con diversi "gusti", dal cacao, al melograno, fino alla zucca. Credo che questa linea non venga più prodotta infatti non è più disponibile sul sito ufficiale ma ancora si trovano su tutti gli altri siti nominati poco più su.



Altra caratteristica delle maschere Ade è la qualità del tessuto di cui sono composte, chiamato tencel che si ricava dalla polpa degli alberi dell'eucalipto, perché si sa che dell'eucalipto non si butta via nulla, e pare essere oltre che eco sostenibile, anche particolarmente traspirante. Entrambe le maschere che ho provato di questa linea avevano questo tessuto che è molto simile comunque al classico cotone/cellulosa di tutte le maschere in tessuto che ho già utilizzato.


Tuttavia, rispetto alle altre maschere coreane e cinesi, queste mi calzano molto bene sul viso seguendone bene la forma e non scivolano via, anche se restano un pelo grande attorno alle labbra e alla zona del mento, ma nulla di problematico. Cosa ottima è che le maschere hanno la giusta grandezza sulla zona. I nostri amici coreani hanno una struttura del viso diversa dalla nostra e le maschere con i fori piccoli della zona perioculare ne sono la diretta conseguenza.

Mediheal Ade Sheet Mask - Cacao



La variante al cacao di queste maschere è stata la prima che ho provato, con la speranza di una fragranza goduriosa di cioccolata. In realtà la maschera non ha praticamente odore, se non un lieve sentore fresco e neutro.
Il siero è abbondante e liquido ma la struttura e il tessuto della maschera riesce a trattenerlo praticamente tutto, al punto che non solo non ha gocciolato in giro, ma soprattutto non ne resta mezzo litro sul fondo della busta come a volte capita.
La maschera sulla pelle è sicuramente fresca, ma in modo piacevole, a mio avviso ben bilanciato fra il rinfrescare e decongestionare il viso, e non farci morire di freddo. 
Per quanto riguarda i benefici di questa maschera Mediheal proprio sul retro si legge

"Questa è una maschera purificante che rende la tua pelle pulita e liscia. L'effetto purificante degli estratti di cacao e caffè è perfetto per il controllo del sebo e per un'azione astringente sui pori"
Sapete che credo poco all'azione purificante delle maschere in tessuto perché non capisco come possano agire in questo senso, tuttavia a parte questo la maschera mi è piaciuta parecchio.



La mia pelle ha bevuto il siero nel giro di una mezzora e una volta rimossa son rimasto davvero soddisfatto del risultato: la pelle è tonica, molto ben distesa e luminosa. Mi ha lasciato davvero una bella pelle. Non è la maschera più idratante che abbia mai provato ma effettivamente non questo il 
suo compito.
Tuttavia sinceramente sui pori non ho notato un effetto sconvolgente ma poco mi importa.
Il siero si è assorbito completamente senza il minimo residuo unto, appiccicoso o fastidioso. 
Ho avvertito anche un leggero effetto tensore, che so che a molti piace. 
Quindi sì la Ade Sheet Mask Cacao mi ha molto soddisfatto e la ricomprerei.


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💸 € 0.90
🏋 25ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
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Mediheal Ade Sheet Mask - Pumpkin




Proprio la maschera in tessuto alla zucca era quella che mi attirava di più fra i prodotti Mediheal. Intanto perché speravo che contenesse davvero l'estratto di zucca, cosa che c'è davvero; inoltre perché speravo profumasse di zucca, ma proprio come per la maschera al cacao, anche questa ha solo un lieve sentore fresco. Anche questa maschera aveva una buona quantità di siero e non ha gocciolato da tutte le parti.
Sono stato molto curioso di utilizzarla  proprio perché promette le caratteristiche che cerco da una maschera. Sul retro c'è scritto 

"Il nutrimento della fresca zucca autunnale e l'elasticità della elastina vengono assorbite dalla pelle. Questa è una maschera rivitalizzante che rende la pelle liscia ed elastica"
e siccome l'età avanza, l'elasticità della pelle è un aspetto a cui bado molto. 


Comunque la sensazione sulla pelle di questa maschera è sicuramente di freschezza, ma non in modo eccessivo. Su di me è piacevole, ma poi so che a non tutti garba anche solo un lieve sentore fresco.
Quanto ai risultati ho notato la pelle tonica, rimpolpata e distesa. Anche più luminosa. La freschezza una volta rimossa non è perdurata a lungo, ma non ho avuto residui sgradevoli di siero sul viso, ma anzi si è assorbito molto bene. Rispetto alla Ade Cacao, la Pumpkin secondo me è un po' più idratante e proprio per questo mi è piaciuta anche di più.

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Mediheal Placenta Revital Essential Mask

Passando alla linea Essential, la Mediheal presenta cinque varianti di maschere viso in tessuto, e io mi son lanciato su quella più stramba, ovvero la maschera alla placenta.

Questa linea mi sembra ancora disponibile e in produzione.
Immagino che l'idea di una maschera alla placenta possa fare un po' ribrezzo, ma ovviamente non ha nulla che possa schifare perché si tratta di un estratto idrolizzato, e l'apparenza sia del siero che della maschera non fanno uno strano effetto.


Il tessuto della Placenta Revital Essential Mask è totalmente diverso rispetto all'altra linea, si tratta di cellulosa e non solo più sottile e ma anche la forma della maschera è più piccola nella zona della bocca, e in generale leggermente più stretta. Per fortuna i fori nella zona perioculare sono comodi, e comunque aderisce bene alla pelle e non scivola via. 


Il profumo è praticamente assente e il siero è super liquido e tantissimo. Non l'ho avvertita particolarmente fresca sulla pelle.
Anche in questo caso la Mediheal ci fornisce una descrizione che dice:

"Ingredienti riparatori come la placenta idrolizzata o il chitosano conferiscono alla pelle elasticità e nutrimento sufficienti e mantengono la pelle secca più luminosa e più sana."
Sempre sul retro, l'azienda fornisce una indicazione interessante, ovvero consiglia di usare la maschera 2 o 3 volte la settimana per quattro settimane, per avere un risultato più evidente. Sinceramente non lo avevo mai letto sulle maschere in tessuto cinesi. 

INCI Mediheal sheet mask

Le mie impressioni su questa maschera comunque sono più che positive: il siero si è assorbito in poco tempo, forse anche perché quando l'ho fatta la mia pelle era un po' più bisognosa. E una volta rimossa, la pelle era liscia, non aveva tracce di prodotto né risultava appiccicosa. E lo so che sono ripetitivo, ma in questa maschera ho trovato tutti quegli aspetti che piacciono a me: colorito roseo e luminoso, tratti e piccoli segni di espressione affinati, pelle tonica e distesa. Non ho trovato una grande idratazione, e come sempre, dopo la maschera ho applicato i prodotti della mia skin care, ma mi è piaciuta e la riacquisterei.

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Mediheal I.P.I Lightmax Ampoule Mask

La gamma di maschere Ampoule di Mediheal invece è composta da quattro referenze meno inquietanti dell'altra linea e io ho scelto una che mi sembrava più vicina alle mie esigenze ovvero la tanta ricercata luminosità. 



La I.P.I Lightmax Ampoule Mask ha la stessa struttura e forma della maschera alla Placenta, infatti è sempre composta di cellulosa, ma un odore un po' più intenso, molto piacevole, delicato e meno fresco del solito. 


A proposito di freschezza, la sensazione sulla pelle è gradevole, fresca ma non troppo. Il siero inoltre mi è sembrato leggermente più denso, rispetto alle altre maschere.
Sono rimasto affascinato dall'INCI di questa maschera perché all'interno contiene un paio di ingredienti interessanti. Sul retro infatti si legge:
"Stabile vitamina C-AA2G che ha superato i limiti della vitamina C, l'arbutina con eccellente effetto sbiancante e l'estratto di corteccia di gelso illuminano la pelle. L'uso a lungo termine può rendere la pelle più luminosa, e migliorare anche il tono della pelle e la pigmentazione causati dal sole. "
Una volta rimossa la maschera, la pelle è tonica, ed anche idratata, sicuramente più che dopo aver usato la maschera alla Placenta, ma ho notato soprattutto l'efficacia schiarente ed illuminante del trattamento. 

INCI Mediheal I.P.I Lightmax Ampoule Mask

Io non ho macchie date dal sole, ma conoscendo gli ingredienti penso che dovrebbe funzionare molto bene per contrastare questi inestetismi, se usata con costanza ovviamente. Ma più in generale mi sembra un ottimo prodotto rivitalizzante per una pelle magari secca, spenta, con macchie appunto. Io la acquisterei ancora.

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Per quanto riguarda la mia esperienza con le maschere in tessuto Mediheal è tutto. Sono sinceramente rimasto ben impressionato da questo marchio e per una volta mi fa piacere parlare di maschere più facilmente reperibili grazie ad Amazon. 
A presto!




lunedì 9 aprile 2018

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Marzo '18 | Un po' di skin care, e un bocciato che mi ha lasciato l'amaro in bocca

Ciao!
Le recensioni dei prodotto promossi e bocciati di Marzo questa volta arrivano di fretta, perché sono quasi tutti terminati e quindi devo fare la differenziata con tutte le confezioni. E con altrettanta fretta iniziamo a parlarne, che tanto sono giusto quattro prodotti e non ci perdiamo in ulteriori chiacchiere.



Questo detergente viso di Cien è finito fra le mie mani un po' per caso, nel senso che mia sorella non lo voleva più e me ne ha appioppate ben due confezioni. Io però temevo che potesse crearmi problemi perché sulla confezione non ci sono scritte grandi indicazioni ma è suggerito per pelli normali e miste, e la mia pelle in questo momento non è ancora così mista. Proprio per questo ho tentennato ad utilizzarlo, ma una delle confezioni era già aperta, quindi mi son lanciato e son rimasto stupito.
Si tratta di un gel abbastanza denso con un colore azzurrino e un profumo fresco e sintetico. Detto fra noi, al mio naso mi sembra un po' l'odore di un deodorante per ambienti di un bagno pubblico, quel profumo fresco standard, un po' maschile, che non dà fastidio, però non è nemmeno la migliore fragranza creata dai maestri profumieri.
L'INCI non è invidiabilmente eco compatibile, ma mi ha sorpreso scrutare un po' in basso (immagino ce ne sia una quantità infinitesimale) dell'acido salicilico, che ha comunque un'azione lenitiva e antibatterica.
Pur essendo un gel non crea molta schiuma,  io infatti piuttosto che applicarlo subito sul viso, preferisco emulsionarlo fra i polpastrelli e poi massaggiarlo sul viso.


Straordinariamente, non ho avuto alcuna reazione avversa: è un detergente che pulisce bene la cute, e, pur non avendo un'azione idratante, non va a strappare in modo troppo violento il film idrolipidico della pelle. Mi lascia la pelle fresca e ben pulita e non sento la sensazione di pelle che tira.
Sul sito Cien ho poi letto che questo prodotto garantisce una 

"detersione delicata per un viso fresco e una pelle morbida e vellutata"
quindi anche l'azienda ci tiene a sottolineare che non sia un prodotto aggressivo
Certamente dopo l'utilizzo sento la necessità di applicare una crema idratante. Io, tra l'altro, lo utilizzo quasi esclusivamente la sera quando comunque sul viso trasporto il sebo, i prodotti e lo sporco di tutta una giornata. Non ha quindi una azione restitutiva, ma se avete una pelle dal leggermente secco al normale e anche grasso, e non volete spendere troppo per un prodotto a risciacquo, può fare al caso vostro.
Aggiungo che non mi fa bruciare gli occhi e penso che riesca anche a portarsi via un trucco leggero. Insomma il Gel Detergente Delicato Cien  per me è promosso: non è il prodotto dei miei sogni, non lo avrei in sincerità acquistato mia sponte, ma l'ho utilizzato con piacere apprezzandolo per efficacia e delicatezza.

INFO BOX | Cien Aqua Rich Gel Detergente delicato
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💸 € 1.99
🏋 150 ml
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Flying Tiger Copenhagen Konjac Sponge


Dopo un lungo periodo di dispositivi di varo genere per la detersione del viso, sono passato ben volentieri a questa Konjac di Tiger, la catena di negozi danese che ormai da anni ha spopolato in Italia.
In verità da me questa sponge non l'ho mai vista ma è stata la mia amica Veronica a farmela avere. Qui mi parte un po' di polemica e mi chiedo, perché una catena si negozi così affermata non presenta ovunque gli stessi articoli? E perché il loro sito è fatto così male da mostrare giusto il catalogo temporaneo e non tutta la merce a disposizione? Tiger, non ci siamo.
Ho visto proprio ieri che sul sito (almeno da cellulare) appare un sondaggio su eventuali acquisti online, che finalmente si stiano attrezzando!?
Ma tornando al prodotto, il mio rapporto con le spugne per il viso è un po' contraddittorio: da un lato ne apprezzo l'efficacia, dall'altro le spugne, specie quelle naturali, richiedono una attenzione in più e non hanno una durata molto lunga.


Se non lo sapete, il konjac è un tubero asiatico, una sorta di patata che viene coltivata perché pare abbia diverse proprietà sull'organismo, e che, attraverso non so che lavorazione, viene trasformata in questa spugna dalla consistenza particolare. Le spugne ormai da tempo sono famose e apprezzate anche da noi per la loro qualità; a volte sono anche arricchite con componenti per diverse problematiche cutanee. Se avete buona memoria, non è la prima volta che utilizzo questo tipo di spugne, anni fa infatti con soddisfazione usai una che avevo acquistato su un sito cinese.
La spugna konjac di Tiger, ha tutte le caratteristiche di questa tipologia di prodotti: è dura da asciutta ma una volta che si in zuppa di acqua diventa più morbida e aumenta il volume. Pur essendo nera non so se contenga carbone perché le informazioni sulla bustina sono striminzite. Questa spugnetta non è proprio una scoperta di marzo ma la utilizzo ormai da febbraio. Tuttavia ne volevo vedere meglio la durata e l'efficacia e proprio per questo non era fra i Promossi e bocciati di febbraio.


Dopo due mesi di utilizzo una volta al giorno, posso dirvi che mi è piaciuta parecchio perché sulla pelle risulta efficace nell'aiutare il detergente viso a pulire più accuratamente, ma scorre bene sul viso senza risultare aggressiva.
Io credo che abbia una minima azione esfoliante ma credo sia normale data la porosità della spugna e comunque nulla di irritante, anche sul contorno occhi ad esempio risulta piacevole. Ho apprezzato il fatto che si asciughi abbastanza velocemente. Quindi la Konjac Sponge di Flying Tiger Copenhagen è sicuramente promossa, ma oltre al fatto di non trovarla nella mia filiale credo non la acquisterei di nuovo perché rispetto alle altre che ho utilizzato ha avuto una durata leggermente inferiore, e dopo appunto due mesi ha iniziato a sfaldarsi in più punti e un paio di giorni fa sì è spaccata a metà.

INFO BOX | Flying Tiger Copenhagen Konjac Sponge
🔎 Negozio Monomarca Flying Tiger Copenhagen
💸 € 2 circa
🏋 1 spugna
🗺 Cina
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Crazy Rumors A La Mode Lip Balm - Orange Creamsicle


Crazy Rumors è un brand di balsami labbra naturali che mi ha attirato per molto tempo, avendo letto recensioni più o meno positive, ma su cui sono caduto solo di recente. Si tratta di un marchio americano, nato nel 2003, che ha una sconfinata scelta di balsami labbra, anche colorati, con tantissime variazioni di profumazioni, e a base di una miscela di burro di karitè, olio di macadamia, di jojoba, e aromatizzati con stevia e altri ingredienti naturali. 
Io mi son lanciato un po' alla cieca sull'Orange Creamsicle perché sul sito si legge

"Pieno di succo di arancia appena spremuta, magicamente mixata con deliziosa crema alla vaniglia"
un'accoppiata che sarebbe piaciuta molto probabilmente alle mie papille gustative, ma andiamo per ordine.
Questo lip balm Crazy Rumors per me è promosso, intanto perché ha una consistenza molto gradevole, che è un buon equilibrio fra il burroso e il ceroso. Sulle labbra mi risulta confortevole, non soffocante, non troppo oleoso né appiccicoso. Lo stick è morbido ma non troppo, il prodotto si applica facilmente. Ha sicuramente un finish lucido come un comune burrocacao naturale. Inoltre è promosso perché idrata bene le labbra lasciandole morbide e lisce. Le mie labbra ultimamente sono state molto secche, credo a causa dei troppi sbalzi di temperatura che hanno subito, e il Crazy Rumors se l'è cavata egregiamente nell'aiutarmi ad arginare la situazione. Anche la durata sulle labbra è ottimale a proteggerle dagli agenti esterni


Ma parliamo dell'aroma che l'azienda ama sottolineare. Per me questo Orange Creamsicle ha un delicato aroma agrumato dolce, nulla di stucchevole o invadente da tenere sotto al naso, ma appunto effettivamente molto delicato, tant'è che nel giro di pochi secondi non lo percepisco più. Mi aspettavo qualcosa di più intenso e deciso, ma ciò non toglie che ricomprerò sicuramente qualche altro lip balm Crazy Rumors e che sono curioso di provare un po' tutte le fragranze disponibili.

INFO BOX | Crazy Rumors Lip Balm - Orange Creamsicle
🔎 Bioprofumeria, Eccoverde, online
💸 € 4.19
🏋 4.4 ml
🗺 Stati Uniti
⏳ 24 Mesi
🔬 Cruelty Free Leaping Bunny, Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Dentamentin Collutorio Eco-Bio Menta e Liquirizia



Un grosso no, e con dispiacere, lo do a questo collutorio di Dentamentin. Se ricordate, lo scorso novembre avevo recensito il dentifricio dello stesso brand con gli stessi estratti di menta e liquirizia che avevo anche promosso. Tuttavia questo collutorio è stato pessimo, nonostante le premesse. L'idea del packaging ad esempio è carina, e pratica: ha un misurino, che sicuramente conserverò, per dosare il prodotto.
Sapete che utilizzo il collutorio, oltre che come normale sciacquo dopo aver lavato i denti, anche per degli sciacqui al mattino prima di far colazione in modo da eliminare almeno parte dei batteri che si depositano in bocca durante la notte. L'azienda suggerisce di usare 10 ml di prodotto e fare sciacqui da 30 secondi. 


Il Collutorio Eco-Bio Dentamentin per me ha un gusto pessimo, sembra quasi un farmaco e lascia una sensazione di bocca secca e appunto amara. È più sopportabile se usato dopo un dentifricio dal sapore deciso (io ad esempio l'ho usato anche col dentifricio Natura Siberica che ha un sapore intenso) ma al mattino, usato tal quale, è tremendo. Inoltre per me non è minimamente fresco come gusto. Ma proprio no, zero, nemmeno per sbaglio, nemmeno sotto ipnosi di Giucas Casella. Eppure secondo l'azienda promette

"una pulizia profonda e delicata del cavo orale.
Alito fresco. Sensazione di freschezza immediata e duratura nel tempo."
Non so se proverò l'altra variante, ma per il momento con i prodotti per l'igiene orale Dentamentin ho chiuso.

INFO BOX | Dentamentin Collutorio Eco-Bio
🔎 Grande Distribuzione, Ipercoop
💸 € 4.19 (quasi sicuramente in offerta)
🏋 300 ml
🗺 Italia
⏳  6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi
💓⇒ 🍂



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